Mozartransformer

Stephen Hough (1961): Three Mozart Transformations, after Poulenc per pianoforte (2006). Esegue l’autore.

I. Minuet (dal Minuetto in sol maggiore K 1)
II. Klavierstück (dal brano senza titolo in fa maggiore K 33b) [2:19]
III. Sehnsucht nach dem Frühling (dal Lied omonimo K 596) [3:33]


Poco andante

Ludwig Wenzel Lachnith (7 luglio 1746 - 1820): Sinfonia in si bemolle maggiore. Kurpfälzisches Kammerorchester, dir. Hans Oskar Koch.
Oggi Lachnith sarebbe del tutto dimenticato, se non fosse per una sua rivisitazione del Flauto magico andata in scena a Parigi nel 1801 con il titolo Les Mystères d’Isis ; si tratta di un adattamento del capolavoro mozartiano al gusto francese dell’epoca: nell’immediato ebbe un grande successo di pubblico, ma suscitò molte critiche anche postume, fra cui quella di Berlioz, feroce e al tempo stesso assai spassosa.

I. Pastorale: Poco andante
II. Andantino
III. Allemande


Allegro ansiogeno

Wolfgang Amadeus Mozart (1756 - 1791): Concerto n. 17 in sol maggiore per pianoforte e or­che­stra K 453 (1784). Géza Anda, solista e direttore; Camerata Academica des Mozarteums Salzburg.

I. Allegro
II. Andante
III. Allegretto

Con i suoi chiaroscuri, il movimento iniziale trasmette all’ascoltatore attento un sottile ma per­si­sten­te senso di inquietudine. Non di rado dalla musica di Mozart, anche nei brani apparentemente leggeri e spensierati, traspare una profonda malinconia.
Sono particolarmente affezionato a questa interpretazione di Géza Anda poiché si trova in uno degli lp di cui mi fece dono mio padre poco prima della sua prematura scomparsa.


K 453

Andiamo al Prater

Gehn wir im Prater, gehn wir in d’Hetz,
gehn wir zum Kasperl.
Der Kasperl ist krank, der Bär ist verreckt,
was täth ma in der Hetz drauss?
Im Prater giebt’s Gelsen und Haufen von Dreck,
der Bär ist verreckt, der Kasperl ist krank,
und im Prater giebt’s Haufen voll Dreck.


K 558

Wolfgang Amadeus Mozart
* 27 gennaio 1756 – † 5 dicembre 1791

Il catalogo è questo

Giuseppe Gazzaniga (1743 – 1º febbraio 1818): «Dell’Italia, ed Alemagna», aria di Pasquariello dal I atto del dramma giocoso Don Giovanni o sia Il convitato di pietra (1786) su libretto di Giovanni Bertati. Alfredo García, baritono; María Rodríguez, soprano; Real Orquesta Sinfónica de Sevilla, dir. Pablo González.

PASQUARIELLO
Per me… sentite… vi dirò… siccome…

DONNA ELVIRA
Non confonderti.

PASQUARIELLO
Oibò: non v’è pericolo.
Siccome io dico, che Alessandro il Grande…

DONNA ELVIRA
E che c’entra Alessandro!

PASQUARIELLO
C’entra; e statevi cheta.
Siccome, io dico, che Alessandro il Grande
non era giammai sazio
di far nuove conquiste, il mio padrone
se avesse ancora cento spose, e cento,
sazio non ne sarìa, né mai contento;
egli è il Grande Alessandro delle femmine;
onde per far le sue amorose imprese
spesso, spesso cangiar suol di paese.

DONNA ELVIRA
Dunque ha dell’altre femmine?

PASQUARIELLO
Ih, ih! Se voi volete averle in vista
ecco signora mia, quest’è la lista.
(getta una lista di alcuna braccia di carta)
Dell’Italia, ed Alemagna
ve n’ho scritte cento, e tante.
Della Francia, e della Spagna
ve ne sono non so quante:
fra madame, cittadine,
artigiane, contadine,
cameriere, cuoche, e guattere;
perché basta che sian femmine
per doverle amoreggiar.
Vi dirò ch’è un uomo tale,
se attendesse alle promesse,
che il marito universale
un dì avrebbe a diventar.
Vi dirò che egli ama tutte,
che sian belle, o che sian brutte:
delle vecchie solamente
non si sente ad infiammar.

PASQUARIELLO
Vi dirò…

DONNA ELVIRA
Tu m’hai seccata.

PASQUARIELLO
Vi dirò…

DONNA ELVIRA
Non più: va’ via.

(insieme)
PASQUARIELLO
Vi dirò che si potria
fin domani seguitar.

DONNA ELVIRA
Il mio cor da gelosia
tutto sento a lacerar.


Wolfgang Amadeus Mozart (1756 – 1791): «Madamina, il catalogo è questo», aria di Leporello dal I atto del dramma giocoso in 2 atti Il dissoluto punito ossia il Don Giovanni K 527 (1787) su libretto di Lorenzo Da Ponte. Ferruccio Furlanetto, basso; Orchester der Wiener Staatsoper, dir. Zubin Mehta.

Questo non picciol libro è tutto pieno
dei nomi di sue belle.
Ogni villa, ogni borgo, ogni paese
è testimon di sue donnesche imprese.

Madamina, il catalogo è questo
 delle belle che amò il padron mio;
 un catalogo egli è che ho fatt’io:
 osservate, leggete con me.
In Italia seicento e quaranta,
 in Lamagna duecento e trentuna,
 cento in Francia, in Turchia novantuna,
 ma in Ispagna son già mille e tre.
V’ha fra queste contadine,
 cameriere, cittadine,
 v’han contesse, baronesse,
 marchesane, principesse,
 e v’han donne d’ogni grado,
 d’ogni forma, d’ogni età.

Nella bionda egli ha l’usanza
 di lodar la gentilezza;
 nella bruna, la costanza;
 nella bianca, la dolcezza.
Vuol d’inverno la grassotta,
 vuol d’estate la magrotta;
 è la grande maestosa,
 la piccina è ognor vezzosa.
Delle vecchie fa conquista
 pe’l piacer di porle in lista:
 ma passion predominante
 è la giovin principiante.
Non si picca se sia ricca,
 se sia brutta, se sia bella:
 purché porti la gonnella,
 voi sapete quel che fa.