Mozart in the Jungle 3.1

La terza stagione della fortunata serie televisiva statunitense Mozart in the Jungle va in onda sul canale Sky Atlantic a partire da questa sera. Ecco i brani inseriti nella colonna sonora del 1° episodio (La Fiamma), in ordine di apparizione:

  1. Antonio Salieri: Sinfonia La Veneziana, I. Allegro assai (incipit);
  2. Léo Delibes: Les Filles de Cadix, proveniente da un giradischi in casa di Alessandra (Monica Bellucci);
  3. Gabriel Fauré: Élégie per violoncello e orchestra op. 24, eseguita prima durante una prova e poi in concerto dall’ensemble dell’insopportabile Andrew Walsh (Dermot Mulroney);
  4. Giuseppe Verdi: brindisi della Traviata, cantato senza accompagnamento da un uomo che passa in gondola;
  5. Franz Schubert: Ave Maria, cantata senza accompagnamento da Alessandra;
  6. Antonio Vivaldi: Concerto op. 8 n. 6, Il piacere, III. Allegro: fa da sfondo all’arrivo a Venezia dell’Andrew Walsh Ensemble e alla successiva passeggiata di Hailey (Lola Kirke); quando quest’ultima incontra il mimo, il brano di Vivaldi è momentaneamente interrotto da una versione pop del I movimento della Sinfonia n. 40 K 550 di Mozart;
  7. Giacomo Puccini: Valzer di Musetta dall’opera La bohème, cantato senza accompagnamento da una donna e poi da Alessandra in una strada di Venezia;
  8. Wolfgang Amadeus Mozart: duetto di Papageno e Papagena da Die Zauberflöte, a conclusione dell’episodio.

Antonio Salieri (1750-1825): Sinfonia in re maggiore La Veneziana (dalle ouvertures delle opere La scuola de’ gelosi e La partenza inaspettata, entrambe del 1779). London Mozart Players, dir. Matthias Bamert.

I. Allegro assai
II. Andantino grazioso [a 4:01]
III. Presto [a 7:32]


Dello scoppiettante bolero di Delibes Les Filles de Cadix Cap’s Blog si è già occupato tempo fa: potete ascoltarlo qui nella strepitosa interpretazione di Natalie Dessay.


Gabriel Fauré (1845-1924): Élégie op. 24 (1883), versione per violoncello e orchestra. Harriet Krijgh, violoncello; Deutsche Staatsphilharmonie Rheinland-Pfalz, dir. Gustavo Gimeno.


Giuseppe Verdi (1813-1901): «Libiamo ne’ lieti calici», brindisi dal I atto dell’opera La traviata (1853; libretto di Francesco Maria Piave). Maria Callas, soprano; Francesco Albanese, tenore; Coro e Orchestra della Rai di Torino, dir. Gabriele Santini.


Franz Schubert (1797-1828): Ellens Gesang III (Ave Maria), Lied op. 52 n. 6, D 839 (1825); testo di Walter Scott tradotto in tedesco da Adam Storck. Dame Janet Baker, mezzosoprano; Gerald Moore, pianoforte.


Antonio Vivaldi (1678-1741): Concerto in do maggiore per violino, archi e basso continuo op. 8 n. 6, RV 180, Il piacere (1725). Simon Standage, violino; The English Concert, dir. Trevor Pinnock.

I. Allegro assai
II. Largo [a 3:08]
III. Allegro [a 5:40]


Giacomo Puccini (1858-1924): «Quando me n’ vo soletta per la via» (Valzer di Musetta), dal II quadro della Bohème (1896). Anna Moffo et al. (1956).


Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791): duetto di Papageno e Papagena dal II atto (scena 24a) del Singspiel Die Zauberflöte K 620 (1791). Montserrat Caballé, soprano; Thomas Quasthoff, baritono; SWR Rundfunkorchester Kaiserslautern, dir. José Collado.


MitJ

Il presente articolo è dedicato a Carla, lettrice e telefilm-dipendente, nonché anima del blog tararabundidee 🙂

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Un innocente amor

Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791): «Là ci darem la mano», duettino di Don Giovanni e Zerlina, dal I atto, scena 9a, del dramma giocoso Don Giovanni K 527 (1787), libretto di Lorenzo Da Ponte. Bryn Terfel, basso-baritono; Renée Fleming, soprano.


Friedrich Dotzauer (1783-6 marzo 1860): Andante con Variazioni über ein Thema aus der Oper «Don Giovanni» per 2 violoncelli. Marie Spaemann e Rebekka Markowski.


Fryderyk Chopin (1810-1848): Variazioni per pianoforte e orchestra op. 2 (1827) su «Là ci darem la mano» dal Don Giovanni di Mozart. Nelson Goerner, pianoforte; Europa Galante, dir. Fabio Biondi.

Chopin elaborò questa sua prima partitura orchestrale durante il secondo anno di studio presso la Scuola superiore di musica di Varsavia; le Variazioni contribuirono in maniera determinante, forse anche più dei Concerti per pianoforte, a far conoscere il nome del giovane compositore in patria e nei principali centri musicali europei.
È noto l’entusiasmo che le Variazioni op. 2 suscitarono nel giovane Schumann, il quale le recensì in un lungo articolo per l’«Allgemeine Musikalische Zeitung» di Lipsia (n. XXXIII/49 del 7 dicembre 1831), articolo che s’inizia con una significativa esclamazione: «Giù il cappello, signori, un genio!». Chopin lesse la recensione e ne scrisse divertito a Tytus Woyciechowski, dedicatario delle Variazioni: «Costui le analizza misura per misura, affermando che non sono variazioni come le altre, ma una specie di quadro fantastico. Della seconda dice che vi si vedono correre Don Giovanni e Leporello; nella terza Don Giovanni stringe Zerlina fra le braccia, mentre a sinistra Masetto si rode di rabbia. Infine sostiene che nella quinta misura dell’Adagio Don Giovanni bacia Zerlina in re bemolle maggiore. […] È ben divertente la fantasia di questo tedesco» (12 dicembre 1831).
Chopin eseguì più volte in pubblico le Variazioni op. 2: fra l’altro, anche nel concerto con il quale si presentò al mondo musicale parigino, il 26 febbraio 1832.


Chopin op. 2

Variazioni e Finale

Christian Heinrich Rinck (18 febbraio 1770-1846): 9 Variationen und Finale per organo op. 90. Gabriel Isenberg all’organo della Chiesa di St Agnes in Rüschendorf (Damme, Bassa Sassonia).
Il tema variato è desunto dalla canzone infantile francese Ah, vous dirai-je, Maman (ovvero Quand trois poules vont au champ); gli anglofoni sulla stessa melodia cantano Twinkle, twinkle, little star e Baa, Baa, Black Sheep; nei Paesi di lingua tedesca ha identica melodia il canto natalizio Morgen kommt der Weihnachtsmann. Variazioni sul medesimo tema si devono, fra gli altri, a Wolfgang Amadeus Mozart, Johann Christoph Friedrich Bach, Theodor von Schacht, Ernő Dohnányi, Erwin Schulhoff.


Rinck

261

K 232/509a
Nel testo ricorrono nomi e soprannomi di alcuni conoscenti di Mozart: il barone Joseph von Finta, il diplomatico ungherese Ferdinand von Skultety e l’allievo Franz Jacob Freystädtler, «che io chiamo Gaulimauli perché ha un po’ una faccia da ronzino».


wam!

Per corno di bassetto

Alessandro Rolla (22 aprile 1757-1841): Concerto in fa maggiore per corno di bassetto e orchestra. Sauro Berti, corno di bassetto; Young Musicians European Orchestra, dir. Paolo Olmi.
Il corno di bassetto è un antenato del clarinetto. Corno di bassetto è anche lo pseudonimo con cui George Bernard Shaw firmava i propri articoli di critica musicale.


Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791): Concerto in sol maggiore per corno di bassetto e orchestra K 584b/621b (frammento). Gilles Thomé, corno di bassetto; Ensemble 415, dir. Chiara Banchini.
Di questo Concerto rimane soltanto il primo movimento, incompiuto (199 battute), so­stan­zial­mente identico a quello del Concerto per clarinetto e orchestra K 622, composto nel 1791.


corno di bassetto