Un clavicembalo poco fa – VIII

John Cage (1912 - 1992) e Lejaren A. Hiller jr (1924 - 1994): HPSCHD per un numero variabile da 1 a 7 di clavicembali rinforzati elettronicamente, suoni elettronici generati da computer e registrati su un numero variabile da 1 a 51 di nastri magnetici, e un numero variabile da 2 a 58 di altoparlanti (1967-69).
Il titolo è un’abbreviazione di harpsichord (termine inglese per clavicembalo) e si pronuncia leggendo le singole lettere all’inglese. La composizione utilizza parte di un precedente lavoro di Cage (Winter Music per 1-20 pianoforti, 1957) nonché brani di Ludwig van Beethoven, Ferruccio Busoni, Fryderyk Chopin, Louis Moreau Gottschalk, Wolfgang Amadeus Mozart e Robert Schumann. Alla 1a esecuzione (16 maggio 1969) le 7 parti per clavicembalo furono eseguite da William Brooks, Neely Bruce, Philip Corner, Ronald Peters, Yūji Takahashi, David Tudor e Antoinette Vischer.


Pa-pa-pa-pa

Jean Françaix (1912 - 1997): Hommage à l’ami Papageno per pianoforte e 10 strumenti a fiato (1984). Jean Françaix, pianoforte; Bläser Ensemble Mainz, dir. Klaus Rainer Schöll.
Ennesima dichiarazione d’amore di Jean Françaix alla musica di Mozart. Da parte mia, un piccolo pensiero dedicato a Raffa e a unallegropessimista.


Papageno secondo Emanuele Luzzati

Variazioni sulla Marcia dei sacerdoti

Wolfgang Amadeus Mozart (1756 - 1791): «Priestermarsch» (Marcia dei sacerdoti), dal II atto, scena 1a, del Singspiel Die Zauberflöte (Il flauto magico) K 620 (1791). Academy of St Martin in the Fields, dir. sir Neville Marriner.


Christian Gottlob Neefe (5 febbraio 1748 - 1798): Veränderungen über den Priestermarsch aus Mozarts Zauberflöte (Variazioni sulla Marcia dei sacerdoti). Gabriel Isenberg all’organo della Chiesa di San Giovanni Battista in Welschen Ennest (Renania Settentrionale-Vestfalia).


Beethoven!

Per iniziare in modo superlativo le celebrazioni del duecentocinquantenario beethoveniano, il Teatro di Krefeld-Mönchengladbach presenta oggi in anteprima una nuova creazione di Robert North: Beethoven! è un lavoro teatrale che definire semplicemente «balletto» sarebbe riduttivo. L’idea davvero originale del celebre coreografo è di far interagire sul palcoscenico tre diversi Beethoven. Uno è impersonato da un attore (l’ottimo Michael Grosse, che è anche sovrintendente del teatro): è l’uomo Beethoven, con la sua vita, le sue vicissitudini, le sue idee, il suo rigore morale. Un altro è il Beethoven musicista, il quale esegue al pianoforte, dal vivo, le proprie composizioni: ruolo interpretato da André Parfenov, bravissimo, già collaboratore di North in varie occasioni. A Alessandro Borghesani, magnifico danzatore, è affidato il non facile compito di dare corpo ai sentimenti e alle emozioni del compositore, di farci intravedere la sua anima. Le musiche scelte per lo spettacolo sono in gran parte, ovviamente, del genio di Bonn; fra le altre, Parfenov eseguirà la famosa Arietta della Sonata opus 111. Vi sono inoltre brani di Bach, Mozart e John Cage, nonché dello stesso Parfenov.
Insomma, tutto fa pensare che questa sera andrà per la prima volta in scena un nuovo grande capolavoro di Robert North, al quale invio il mio affettuoso in bocca al lupo! 🙂


Ludwig van Beethoven (1770 - 1827): Sonata in do minore per pianoforte n. 32 op. 111. Svjatoslav Richter.

  1. Maestoso – Allegro con brio ed appassionato
  2. Arietta: Adagio molto semplice e cantabile [8:55]

Beethoven!
balletto di Robert North (2020)
foto di scena

Come un agnello

Giuseppe Sarti (battezzato il 1° dicembre 1729 - 1802): «Come un agnello», aria di Mingone (basso) dal I atto del dramma giocoso Fra i due litiganti il terzo gode (1782). Roberto Scaltriti, basso; Les Talens Lyriques, dir. Christophe Rousset.

Come un agnello
Che va al macello
Belando andrai per la città.
Io colla bella
Mia rondinella
Andrò rondando
Di qua, di là.
Io già m’aspetto
Sentirmi dire:
Guarda che amabile
Sposo perfetto!
Di là ripetere:
Viva 1a sposa.
O incomparable,
O impareggiabile
Coppia vezzosa,
Il ciel concedavi
Felicità.


Anonimo: 8 Variazioni su «Come un agnello» per pianoforte, attribuite a Wolfgang Amadeus Mozart (K 460, K6 454a). Rosemary Thomas.
È molto improbabile che questa serie di variazioni sia opera del salisburghese; i curatori dell’ultima edizione delle opere complete mozartiane la considerano infatti spuria. Tuttavia, il tema di Sarti era ben noto a Mozart, che lo cita nella seconda delle Danze tedesche per orchestra K 509 e nel finale del Don Giovanni. In effetti, i due musicisti si erano conosciuti di persona: Wolfgang ne scrive in una lettera al padre datata 9-12 giugno 1784, raccontando fra l’altro di aver composto alcune variazioni sopra un’aria di Sarti, assai gradite da quest’ultimo.
Un manoscritto conservato presso una collezione privata elvetica contiene due variazioni su «Come un agnello», quasi certamente di Mozart, ma stilisticamente molto diverse.


Variazioni