Valzer delle sfere

Josef Strauß (1827 - 22 luglio 1870): Sphärenklänge, valzer op. 235 (1868). Wiener Philharmoniker, dir. Christian Thielemann.
Josef Strauß, chiamato Pepi da familiari e amici, fu un musicista particolarmente sensibile e raffinato: a mio parere, i suoi valzer sono i migliori fra i tanti composti dagli Strauß viennesi. Lo stesso Johann II, suo fratello maggiore, disse una volta: « Fra me e Pepi, è lui quello che ha più talento, io sono solo quello più famoso ».
Eppure Josef non era nato per fare il musicista. Il padre intendeva avviarlo alla carriera militare, che Josef aborriva; quando il genitore abbandonò la famiglia, nel 1844, il ragazzo si sentì libero di dedicarsi agli amati studi scientifici. Nel 1851 dirigeva la costruzione di un acquedotto, e due anni più tardi brevettò una macchina per la pulizia stradale che fu adottata dalla città di Vienna.
Alla musica si dedicò con riluttanza e solo per accontentare la madre, la quale lo aveva pregato con insistenza affinché prendesse il posto di Johann II, che si era ammalato, quale direttore dell’orchestra di famiglia. Esordì a fine agosto 1853; le sue composizioni furono accolte con favore crescente, e Josef fu presto soprannominato « lo Schubert del valzer ». Morì giusto un secolo e mezzo fa, quando non aveva ancora compiuto 43 anni, per le conseguenze di una caduta dal podio.


Altre composizioni di Josef Strauß in questo blog:

Rondò: Allegro

Ludwig van Beethoven (1770 - 1827): Concerto n. 1 in do maggiore per pianoforte e orchestra op. 15 (1795, rev. 1800). Arturo Benedetti Michelangeli, pianoforte; Wiener Philharmoniker, dir. Carlo Maria Giulini.

  1. Allegro con brio
  2. Largo [18:31]
  3. Rondò: Allegro [29:06]

Al primo ascolto, secoli fa, mi colpì soprattutto il Rondò, con il suo tema vigoroso, assertivo, già in qualche modo eroico. Haydn e Mozart sono il passato, la Terza Sinfonia è dietro l’angolo: signori, ecco a voi Beethoven il mago, capace con un gesto di portarvi all’esaltazione o di ridurvi il cuore in poltiglia.


La più leggera

Dmitrij Šostakovič (25 settembre 1906 - 1975): Sinfonia n. 9 in mi bemolle maggiore op. 70 (1945). Wiener Philharmoniker, dir. Leonard Bernstein.
Bernstein soleva dire che la Nona è la più leggera e la più haydniana delle quindici sinfonie di Šostakovič.

I. Allegro
II. Moderato [5:24]
III. Presto [14:40]
IV. Largo [17:45]
VI. Allegretto [21:54]


DDS

Dalla prima all’ultima

Jacques Offenbach (20 giugno 1819 - 1880): Die Rheinnixen, ouverture (1864). Wiener Phil­harmoniker, dir. Georges Prêtre.
Oltre alle operette per cui è famoso, Offenbach scrisse due opere «serie». La prima, Les Fées du Rhin, composta su libretto di Charles-Louis-Étienne Nuitter, Offenbach vivente fu rappresentata solo a Vienna nel 1864 con il titolo di Die Rheinnixen e libretto tradotto in tedesco da Alfred von Wolzogen; ma fu un allestimento poco fortunato: l’opera andò in scena in forma ridotta a causa di un’indisposizione del tenore Alois Ander, che vi avrebbe dovuto sostenere uno dei ruoli principali. La prima rappresentazione integrale, con il libretto originale francese, è del 2002.
Offenbach riutilizzò due brani delle Fées nella sua seconda e ultima opera, Les contes d’Hoffmann, rappresentata postuma nel 1881. Il più famoso dei due, lo «Chant des Elfes» citato anche nell’ouverture, diventò la barcarola («Belle nuit, ô nuit d’amour») cantata da Nicklausse e Giulietta all’inizio del IV atto, ambientato a Venezia.

Dopo il «Galop infernal» di Orphée aux enfers (ne abbiamo parlato nei giorni scorsi, ma potete anche riascoltarlo qui), questa barcarola è senz’altro la più celebre composizione di Offenbach. Qui è eseguita da Elīna Garanča e Anna Netrebko accompagnate dall’Orchestra filarmonica di Praga diretta da Emmanuel Villaume.

Belle nuit, ô nuit d’amour,
Souris à nos ivresses,
Nuit plus douce que le jour,
Ô belle nuit d’amour!
Le temps fuit et sans retour
Emporte nos tendresses
Loin de cet heureux séjour.
Le temps fuit sans retour.
Zéphyrs embrasés.
Versez-nous vos caresses.
Zéphyrs embrasés,
Donnez-nous vos baisers.


Pièces pittoresques & Suite pastorale

Emmanuel Chabrier (18 gennaio 1841 - 1894): Pièces pittoresques per pianoforte (1880-81). Rena Kyriakou.

  1. Paysage: Allegro non troppo
  2. Mélancolie: Ben moderato [5:46]
  3. Tourbillon: Allegro con fuoco [7:59]
  4. Sous-Bois: Andantino [9:23]
  5. Mauresque: Moderato [14:00]
  6. Idylle: Allegretto [17:12]
  7. Danse villageoise: Allegro risoluto [22:24]
  8. Improvisation: Andantino [26:35]
  9. Menuet pompeux: Allegro franco [31:07]
  10. Scherzo-Valse: Vivo [37:51]

Chabrier, Pièces pittoresques


Chabrier: Suite pastorale, orchestrazione delle Pièces pittoresques n. 6, 7, 4 e 10 (1888). Wiener Philharmoniker, dir. John Eliot Gardiner.


Chabrier, Suite pastorale