Camberwell Green

Dedico questo post a Marzia ūüôā


Felix Mendelssohn-Bartholdy (1809 – 1847): Lied ohne Worte in la maggiore op. 62 n. 6 (1842). Vladimir Horowitz, pianoforte.
Questo brano, uno fra i pi√Ļ celebri Lieder ohne Worte di Mendelssohn, √® talvolta chiamato Fr√ľhlingslied (Canto di primavera) e, in Inghilterra, Camberwell Green: fu infatti composto al 168 di Denmark Hill a Camberwell, nella zona sud di Londra, dove Mendelssohn pot√© assaporare la dolce quiete del parco omonimo.
Il Lied ohne Worte (romanza senza parole) √® un genere strumentale romantico, tipicamente tedesco, iniziato da Mendelssohn; le caratteristiche formali e espressive sono appunto quelle del Lied, ma trasferite in ambito esclusivamente strumentale, di solito pianistico. Mendelssohn √® certamente il pi√Ļ famoso autore di Lieder ohne Worte: ne compose otto raccolte, ciascuna costituita da sei brani. Fra gli altri musicisti che si dedicarono a questa forma, uno dei pi√Ļ noti √® Ignaz Moscheles.


Camberwell Green

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1 x 24 = 19. Lent

Claude Debussy (22 agosto 1862 Р25 marzo 1918): Préludes, 2ème Livre (L 123, L2 131) РVII.
Lent



Guido Agosti



Michel Béroff



Dino Ciani



Van Cliburn



Samson François



Walter Gieseking



Vladimir Horowitz



Maurizio Pollini



Arie Vardi



Krystian Zimerman


L 131.7


DebussyClaude Debussy
1862-1918


< (…) La Terrasse des audiences du clair de lune >

Weinen, Klagen, Sorgen, Zagen

Johann Sebastian Bach (1685-1750): Weinen, Klagen, Sorgen, Zagen, cantata BWV 12 su testo di Salomo Franck (forse) e Samuel Rodigast (n. 7); eseguita per la prima volta a Weimar il 22 aprile 1714. Paul Esswood, contraltista; Kurt Equiluz, tenore; Max van Egmond, basso; T√∂lzer Knabenchor, dir. Gerhard Schmidt-Gaden; King’s College Choir Cambridge, dir. David Willcocks; Leonhardt-Consort, dir. Gustav Leonhardt.

1. Sinfonia: Adagio assai
2. Coro: Weinen, Klagen, Sorgen, Zagen [a 2:20]
3. R√©citativo: Wir m√ľssen durch viel Tr√ľbsal [a 8:21]
4. Aria: Kreuz und Krone sind verbunden [a 9:19]
5. Aria: Ich folge Christo nach [a 15:45]
6. Aria: Sei getreu, alle Pein [a 18:33]
7. Corale: Was Gott tut, das ist wohlgetan [a 22:50]

Per il testo e altre informazioni si veda qui.


Il basso ostinato del coro (n. 2) della cantata bachiana √® costituito da una successione cromatica discendente di quattro note (passus duriusculus: secondo le convenzioni della retorica musicale, i cromatismi ascendenti o discendenti esprimono dolore). Su questo basso ostinato Franz Liszt compose un Pr√§ludium per pf. (R.23, 1859; dedicato a Anton Grigor’evińć RubinŇ°tejn) che qui possiamo ascoltare nell’interpretazione di Vladimir Horowitz:

In seguito, Liszt scrisse una serie di Variationen √ľber den Basso continuo von J. S. Bachs Kantate ¬ęWeinen, Klagen, Sorgen, Zagen¬Ľ (R.24, anch’esse dedicate a A. G. RubinŇ°tejn), composte sotto l’impressione della morte di Blandine Ollivier, la figlia che il musicista ungherese aveva avuto da Catherine-Adelaide M√©ran e che era defunta a Saint-Tropez l’11 settembre 1862. L’esecuzione che vi propongo √® di Artur Aksenov:

Liszt rielabor√≤ poi le variazioni in una versione organistica (R.382, dedicata a Alexander Wilhelm Gottschalg, organista e Kantor di Tiefurt), qui eseguita da Thibaut Duret all’organo Michel-Merklin-Kuyhn di Saint Louis de la Guilloti√®re, a Lione: