Giochi di primavera


Thomas Morley (1557/8-1602): Now is the month of maying, «ballett» a 5 voci (1595); composto sul modello di So ben mi ch’ha bon tempo di Orazio Vecchi. The King’s Singers.

Now is the month of Maying,
When merry lads are playing,
  Fa la la la,
Each with his bonny lass
Upon the greeny grass,
  Fa la la la.

The Spring, clad all in gladness,
Doth laugh at Winter’s sadness
And to the bagpipe’s sound
The nymphs tread out their ground.

Fie then! why sit we musing
Youth’s sweet delight refusing?
Say, dainty nymphs, and speak,
Shall we play barley-break?


Morley, Now is the month of Maying

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Danze per broken consort


Dieci danze per broken consort (complesso strumentale misto, costituito cioè da cordofoni cordofoni e aerofoni aerofoni) tratte dal First Booke of Consort Lessons, made by divers exquisite Authors, for six Instruments to play together, the Treble Lute, the Bandora, the Cittern, the Base-Violl, the Flute & Treble-Violl di Thomas Morley (1599). Esegue l’Early Music Consort of London diretto da David Munrow.

William Byrd (c1540-1623)
1. Mounsier’s Almaine

John Dowland (1563-1626)
2. Lachrimae Pavan [a 2:39]

Anonimo
3. Michill’s Galliard [a 7:15]

John Dowland
4. My Lord Chamberlain’s Galliard per due liuti [a 9:31]

Richard Nicholson (c1570-1639)
5. The Jew’s Dance [a 12:04]

John Dowland
6. Captaine Piper’s Pavan [a 13:51]
7. Galliard [a 18:07]

William Byrd
8. My Lord of Oxenford’s Maske [a 21:12]

Thomas Morley (1557/8-1602)
9. La Coranta [a 24:05]
10. Lavolto (La volta) [a 26:32]

It was a lover and his lass

Thomas Morley (1557/8-1602): It was a lover and his lass. Alfred Deller, haute-contre; Desmond Dupré, liuto.
It was a lover and his lass è l’unico brano composto su testo di Shakespeare (da As you like it) da un musicista del suo tempo, se si escludono quelli creati da Robert Johnson (c1583-c1634) appositamente per le rappresentazioni. Morley è ricordato, oltre che per le sue composizioni, per aver pubblicato un trattato musicale che ebbe vasta popolarità per oltre duecento anni e che tuttora è considerato fondamentale perché contiene preziose informazioni sulla musica dell’epoca.

Ecco come It was a lover and his lass è inserito nella commedia (atto V, scena 3ª; traduzione di Goffredo Raponi, escluso il testo della canzone):

(PIETRACCIA, ALDRINA, DUE PAGGI.)
PRIMO PAGGIO – Bene incontrato, onesto gentiluomo.
PIETRACCIA – Bene incontrati voialtri, perbacco!
 Sedete, avanti, su, una canzone!
PRIMO PAGGIO – Buona idea, perché no?
 Qua, sedetevi qua in mezzo a noi.
(Si siedono sulla panca, Pietraccia in mezzo ai due,
Aldrina resta in piedi.)

PRIMO PAGGIO – Vogliamo attaccar subito, così,
 senza prima sputare, scarracchiare,
 ed inventarci d’aver la raucedine,
 insomma senza i soliti preamboli
 che fanno quelli che hanno brutta voce?
SECONDO PAGGIO – Ma sì, ma sì, attacchiamo,
 e tutti e due su una tonalità,
 come due zingari su un sol cavallo.

Canzone:

It was a lover and his lass,
With a hey, and a ho, and a hey-nonny-no,
That o’er the green corn-field did pass
In spring-time, the only pretty ring-time,
When birds do sing, hey ding-a-ding ding:
Sweet lovers love the spring.

Between the acres of the rye,
These pretty country folks would lie
In spring-time, &c.

This carol they began that hour,
How that a life was but a flower
In spring-time, &c.

And therefore take the present time,
For love is crowned with the prime
In spring-time, &c.

C’era un innamorato e la sua bella
con un ehi, e un ohi, e un ehi trallallà,
che sul verde campo di grano passò
a primavera, la sola stagione buona per amarsi,
quando cantano gli uccelli, ehi din e din din:
teneri amanti amano la primavera.

Fra le distese di segale,
amavano giacere quei bravi ragazzi di campagna
a primavera…

Questo canto cominciarono in quell’ora:
così è la vita, solo un fiore
a primavera…

Dunque cogliete l’attimo,
ché di gioventù l’amor è corona
a primavera…

PIETRACCIA – (alzandosi dalla panca)
 In coscienza, miei cari giovincelli,
 se non c’era gran che nelle parole,
 la musica, in compenso, era stonata.
PRIMO PAGGIO – V’ingannate, signore, v’ingannate,
 abbiam tenuto molto bene il tempo:
 vale a dire che non l’abbiam perduto.
PIETRACCIA – Sì, sì, certo, ma l’ho perduto io
 a stare ad ascoltar certe canzoni
 sciocche come la vostra. Dio v’assista,
 e faccia migliorar le vostre voci.


Shakespeare