Ispanomania – I

A gentile richiesta, ha qui inizio un nuovo breve ciclo, dedicato a composizioni nelle quali musicisti non spagnoli (essenzialmente francesi e russi) hanno espresso il proprio amore per la Spagna e per il folklore musicale iberico in generale.
¡Olé!


Emmanuel Chabrier (1841 - 1894): España, rapsodia sinfonica (1883). Orchestre de la Suisse Romande, dir. Ernest Ansermet.


Nell’Asia centrale

Aleksandr Porfir’evič Borodin (1833 - 1887): В средней Азии (Nell’Asia centrale), quadro sinfonico (1880). Orchestre de la Suisse Romande, dir. Ernest Ansermet.

Nell’Asia centrale è la soluzione dell’indovinello del post precedente. Oggi il brano è noto con il titolo Nelle steppe dell’Asia centrale, scelto da qualcuno cui evidentemente l’originale non sem­brava abbastanza esotico; noi che amiamo la filologia, non esclusa quella musicale, preferiremo sempre e comunque le scelte degli autori.
La composizione intende raffigurare musicalmente l’incedere di una carovana di asiatici attraverso una zona desertica nella regione del Caucaso; il viaggio si svolge sotto la protezione di truppe dell’esercito russo. Il brano è strutturato su due temi principali, di carattere contrastante: uno, ampio e luminoso, rappresenta i soldati russi e viene enunciato subito all’inizio, prima dal clarinetto [0:09] e poi dal corno [0:25]; l’altro tema, sinuoso, orientaleggiante, ritrae i carovanieri asiatici e viene introdotto dal corno inglese [1:02]. Vi sono inoltre due elementi secondari: il pedale (nota prolungata) acuto dei violini, che rappresenta l’immutabile vastità del deserto; e un motivo eseguito dagli archi in pizzicato, che dà il senso del passo regolare e ininterrotto dei cavalli e dei cammelli [0:41]. L’orchestra riprende il tema russo [2:05] e poi quello asiatico [3:32], infine i due temi risuonano insieme [4:25] in magnifico contrappunto doppio (ciascun tema può essere indifferentemente il più acuto o il più grave), prima della coda finale [5:15], nella quale il tema russo è trattato a canone.

Borodin si autodefiniva un «compositore della domenica»: in effetti la sua principale attività era quella di medico e chimico. Aveva studiato all’Accademia medico-chirurgica di San Pietroburgo e si era laureato nel 1856 con una tesi intitolata Sull’analogia dell’acido arsenico con il fosfatico nella loro azione sull’organismo umano; nello stesso anno entrò in servizio quale assistente medico presso il II Ospedale militare di fanteria. In seguito, dopo una serie di viaggi di studio all’estero (fu anche a Pisa, dove ebbe modo di approfondire le proprie ricerche con Paolo Tassinari), venne nominato professore aggiunto presso l’Accademia medico-chirurgica, dove fra l’altro, a partire dal 1872, organizzò i primi corsi superiori per studentesse di medicina, fornendo anche aiuti finanziari alle allieve meno abbienti. Tutti questi impegni non gli impedirono di coltivare una profonda passione per la musica, che lo portò a scrivere alcune delle più belle pagine operistiche e sinfoniche dell’Ottocento russo.


steppe bis

Presto – II

Édouard Lalo (1823 - 22 aprile 1892): Trio n. 3 in la minore per violino, violoncello e pianoforte op. 26 (1880). Trio Parnassus.

I. Allegro appassionato
II. Presto [9:48]
III. Très lent [14:17]
IV. Allegro molto [25:10]


Édouard Lalo: Scherzo in re minore per orchestra (1884); trascrizione del II movimento dell’op. 26. Orchestre de la Suisse Romande, dir. Ernest Ansermet.


Lalo, Scherzo in re minore

Suite ebraica

Ernest Bloch (24 luglio 1880 - 15 luglio 1959): Suite hébraïque per viola e orchestra (1951). Gérard Caussé, viola; Orchestre de la Suisse Romande, dir. Lior Shambadal.

I. Rhapsodie: Andante moderato
II. Processional: Andante con moto [a 7:07]
III. Affirmation: Maestoso [a 10:31]


Ernest Bloch nel 1948