Malzat & Malzat

Johann Michael Malzat (1749 - 1787): Sinfonia concertante in do maggiore per oboe, violino e orchestra (c1780). Clara Dent, oboe; Monika Grabowska, violino; Orchester der Akademie Sankt Blasius, dir. Karlheinz Siessl.

I. Allegro maestoso
II. Menuett: Allegro [7:37]
III. Andante [9:49]
IV. Menuett: Moderato [15:53]
V. Rondeau: Presto [18:42]


Ignaz Malzat (1757 - 1804): Concerto Duetto (= Sinfonia concertante) in do maggiore per oboe, fagotto e orchestra. Clara Dent, oboe; Bence Bogányi, fagotto; Orchester der Akademie Sankt Blasius, dir. Karlheinz Siessl.

I. Allegro maestoso
II. Andante un poco adagio [12:16]
III. Variazioni con Rondò: Moderato – Allegro [18:26]

Johann Michael e Ignaz Malzat erano fratelli, figli del compositore Josef Malzat (1723 - 1760), di origini morave ma attivo prevalentemente a Vienna. Compiuti gli studi musicali a Kremsmünster, Johann Michael fu insegnante e direttore di coro a Stams, a Bolzano e infine a Innsbruck. Allievo di Michael Haydn, Ignaz divenne un celebre virtuoso di oboe e corno inglese, attivo anch’egli in Tirolo, poi in Italia, Francia e Germania; fu musico di camera del principe-vescovo di Passavia (Baviera) dal 1788 al 1803, anno in cui Napoleone fece secolarizzare tutti i principati vescovili.


Virtuosen in Tirol

Napoléon

Carl Davis (1936): Napoléon, suite dalle musiche composte per il film muto di Abel Gance (1927) nella ricostruzione di Kevin Brownlow per il British Film Institute. Philharmonia Orchestra diretta dall’autore.


Dieudonné Napoléon

Walzerloo

Nino Rota (1911-1979): Waterloo Waltz, dalla colonna sonora originale del film Waterloo di Sergej Bondarčuk (1970). Indimenticabile il Napoleone di Rod Steiger.

Waterloo (1970)



La Marche de la Garde Impériale à Waterloo.
La Garde meurt mais ne se rend pas.

  Il campo di Waterloo oggi ha la calma che appartiene alla terra, impassibile sostegno dell’uomo, e somiglia a tutte le altre pianure.
  Però, di notte, da quella pianura s’innalza una specie di bruma fantastica; e se qualche viaggiatore, passando di là, osserva, ascolta, medita, come Virgilio nella funesta pianura di Filippi, l’allucinazione della catastrofe l’assale. Il terribile 18 giugno rivive; sparisce la falsa collina-monumento, sfuma quel leone qualunque, e il campo di battaglia riprende la sua realtà: schiere di fanteria ondeggiano nella pianura, galoppi furiosi attraversano l’orizzonte; il sognatore spaventato vede balenar le sciabole, scintillare le baionette, fiammeggiare le bombe, incrociarsi mostruosamente i fulmini; sente, come un rantolo in fondo a una tomba, il vago clamore della fantastica battaglia; quelle ombre sono i granatieri; quel luccichio sono i corazzieri; quello scheletro è Napoleone; quel­l’altro scheletro è Wellington. Tutto questo non esiste più, eppure cozza e combatte ancora; e i burroni si tingono di rosso, e gli alberi fremono, la furia arriva fino al cielo, e nelle tenebre tutte quelle alture selvagge, Mont-Saint-Jean, Hougomont, Frischemont, Papelotte e Plancenoit, appaiono confusamente coronate da un turbine di spettri che si sterminano fra loro.

(Victor Hugo)

La battaglia più famosa della storia fu combattuta esattamente duecento anni fa.

Quel cosacco al di là del Danubio

Anonimo: Їхав козак за Дунай (Ikhav kozak za Dunaj, Cavalcò un cosacco al di là del Danubio), canto tradizionale ucraino, qui interpretato dal cantante e virtuoso di bandura Taras Kom­pa­ni­čenko, da Kiev. Il testo è attribuito al poeta ucraino Semen Klimovskij (1705-1785).
Portato nell’Europa occidentale all’inizio dell’Ottocento dai soldati dell’esercito zarista in guerra contro Napoleone, questo canto divenne noto nei Paesi di lingua tedesca con il titolo Schöne Minka; in quegli anni ispirò diversi compositori.


Carl Maria von Weber (1786-1826): [9] Variations sur un air russe per pianoforte op. 40, J. 179 (1814-15). Alexander Paley, pianoforte.


Johann Nepomuk Hummel (1778-1837): Variazioni per flauto, violoncello e pianoforte op. 78 n. 2 (1818). Ilma Ensemble: Rosa Sanz, flauto; David Olivares, violoncello; Hernán Milla, pianoforte.


Aleksandr Aleksandrovič Aljab’ev (1787-1851): Variazioni sul tema ucraino «Cavalcò un cosacco al di là del Danubio» per violino e orchestra. Aleksandr Trostjanskij, violino; Orchestra Musica Viva, dir. Aleksandr Rudin.


Ludwig van Beethoven (1770-1827): Air cosaque: Schöne Minka, ich muß scheiden per canto, violino, violoncello e pianoforte, n. 16 dei Lieder verschiedener Völker WoO 158 (1816-18). Dorothee Wohlgemuth, soprano; Georg Poplutz, tenore; Martin Haunhorst, violino; Bernhard Schwarz, violoncello; Rainer Maria Klaas, pianoforte.

Schöne Minka, ich muß scheiden, ach du fühlest nicht das Leiden,
fern auf freudelosen Heiden, fern zu sein von dir!
Finster wird der Tag mir scheinen, einsam werd ich gehn und weinen;
auf den Bergen, in den Hainen ruf ich, Minka, dir.

Nie werd ich von dir mich wenden; mit den Lippen, mit den Händen
werd ich Grüße zu dir senden von entfernten Höhn.
Mancher Mond wird noch vergehen, ehe wir uns wiedersehen;
ach, vernimm mein letztes Flehen: bleib mir treu und schön!

Du, mein Olis, mich verlassen? Meine Wange wird erblassen;
alle Freuden werd ich hassen, die sich freundlich nahn.
Ach, den Nächten und den Tagen werd ich meinen Kummer klagen;
alle Lüfte werd ich fragen, ob sie Olis sahn!

Tief verstummen meine Lieder, meine Augen schlag ich nieder;
aber seh ich dich einst wieder, dann wird’s anders sein.
Ob auch all die frischen Farben deiner Jugendblüte starben:
ja, mit Wunden und mit Narben bist du, Süßer mein!


Beethoven: Air russe: Schöne Minka, variazioni per flauto e pianoforte op. 107 n. 7 (1817-18). Jean-Pierre Rampal, flauto; Robert Veyron-Lacrois, pianoforte.


Ma non è finita. Ritroviamo il tema in brani molto più recenti, come per esempio questa canzone di Sandie Shaw (già proposta, negli anni 1930, da Dinah Shore):


Alla fine, proporrei di tornare a est per ascoltare il Coro Kubanskij:

Їхав козак за Дунай.
Сказав: «Дівчино, прощай!
Ти, конику вороненький
Неси та й гуляй!»

Та було б, та було б – не ходити
Та було б, та було б – не любити
Та було б, та було б – та й не знаться
Чим тепер, чим тепер – росставаться!

Постій, постій, козаче
Твоя дівчина плаче
«Як ти мене покидаєш –
Тільки подумай!»

Лучше було б, лучше було б не ходити
Лучше було б, лучше було б не любити
Лучше було б, лучше було б та й не знаться
Чим тепер, чим тепер росставаться

«Білих ручок не ламай.
Ясних очок не стирай.
Мене з війни зі славою
К собі ожидай!»

Та було б, та було б – не ходити…

«Не хочу я нічого
Тільки тебе одного.
Будь здоров ти, мій миленький
А все пропадай!»

Лучше було б, лучше було б не ходити…
Та було б, та було б – не ходити…


Variazioni eroiche


Ludwig van Beethoven (1770-1827): Quindici Variazioni in mi bemolle maggiore con fuga op. 35, composte nell’autunno del 1802. Qui interpretate da Svjatoslav Richter (sopra) e da Glenn Gould.
Il tema variato, tratto dal Finale del balletto Die Geschöpfe des Prometheus (e dalla settima delle 12 Contraddanze WoO 14), sarà quindi utilizzato nel Finale della «Sinfonia grande titolata Bonaparte», poi ribattezzata «Sinfonia eroica composta per festiggiare [sic] il sovvenire di un grande uomo».

Eh, sì, oggi è il 5 maggio.

% maggio 1821