La Trosième Leçon de Ténèbres


François Couperin le Grand (1668-1733): Troisième Leçon de Ténèbres a 2 voci (1714). Montserrat Figueras e Maria Cristina Kiehr, soprani; Le Concert Des Nations, dir. Jordi Savall.


Couperin - 3e Leçon

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Io sono la follia

La voce della compianta Montserrat Figueras per commentare musicalmente il dipinto di Pieter Bruegel il Vecchio intitolato Dulle Griet (Greta la pazza), oggetto di un interessante articolo di Enrico Garrou.
La storia di questo brano è complessa: si tratta di una passacaglia, di origine indubbiamente spagnola, sulla quale il musicista francese Henri Le Bailly (†1637) elaborò un «air de ballet» per voce e liuto che fu inserito nel Ballet de la folie rappresentato nel 1614 alla corte di Luigi XIII; la composizione di Le Bailly ci è pervenuta tramite un’intavolatura di Gabriel Bataille (†1630) pubblicata a Parigi sempre nel 1614.

Yo soy la locura,
la que sola infundo
placer, placer y dulzura,
y contento el mundo.

Dicen a mi nombre
duro mucho o poco
pero no hay hombre
que piense ser loco.


Pieter Bruegel il Vecchio: Dulle Griet

Come, pretty babe

William Byrd (c1540-1623): Come, pretty babe, consort song per voce e viole. Montserrat Figueras, soprano; Jordi Savall, treble viol; Sergi Casademunt, tenor viol; Imke David e Lorenz Duftschmid, bass viol.

Come, pretty babe, come, pretty babe,
Thy father’s shame, thy mother’s grief:
Born as a doubt, to all our dole,
And to thyself unhappy chief:
Come lullaby, come lullaby,
And warp thee warm.
Poor soul, thou thinks’t no creature harm.


William Byrd

Melodie itineranti II


Anonimo: La spagnoletta. Valéry Sauvage, liuto.



Anonimo: Spagnoletta, dalla raccolta di danze Il ballarino (1581) di Marco Fabritio Caroso (1526/31–p1605). Micrologus & Cappella de’ Turchini.



Giulio Caccini, detto Giulio Romano (1546-1618): Non ha ’l ciel cotanti lumi, da Le nuove musiche e nuova maniera di scriverle (Firenze 1614); testo forse di Ottavio Rinuccini (1562-1621). Montserrat Figueras, soprano; Hopkinson Smith, tiorba; Jordi Savall, viola da gamba; Xenia Schindler, arpa doppia.

Non ha ’l ciel cotanti lumi,
Tante still’ e mari e fiumi,
Non l’April gigli e viole,
Tanti raggi non ha il Sole,
Quant’ha doglie e pen’ogni hora
Cor gentil che s’innamora.

Penar lungo e gioir corto,
Morir vivo e viver morto,
Spem’ incerta e van desire,
Mercé poca a gran languire,
Falsi risi e veri pianti
È la vita degli amanti.

Neve al sol e nebbia al vento,
E d’Amor gioia e contento,
Degli affanni e delle pene
Ahi che ’l fin già mai non viene,
Giel di morte estingue ardore
Ch’in un’alma accende amore.

Ben soll’io che ’l morir solo
Può dar fine al mio gran duolo,
Né di voi già mi dogl’io
Del mio stato acerbo e rio;
Sol Amor tiranno accuso,
Occhi belli, e voi ne scuso.



Giles Farnaby (c1563-1640): The Old Spagnoletta (dal Fitzwilliam Virginal Book).



Bernardo Storace (c1637-c1707): Aria sopra la Spagnoletta, da Selva di varie compositioni d’intavolatura per cimbalo et organo (Venezia 1664). Matteo Imbruno all’organo della Oude Kerk di Amsterdam.

Ciaccona & Aria


Tarquinio Merula (1595-1665): Ciaccona per 2 violini e continuo. Hespèrion XXI.



Merula: Aria sopra la Ciaccona. Montserrat Figueras, soprano; Hespèrion XXI; Jordi Savall, viola da gamba e direttore.

Su la cetra amorosa,
In dolce e lieto stile,
Io non pensavo mai di più cantar
Ch’anima tormentosa,
In suon funesto umile,
Dovea pianger mai e sempre sospirar.
Pur da nova cagion
Chiamato son d’Amor al canto e al suon.


Io, ch’amante infelice
Ceneri fredde a pena
Dal rogo riportai l’infaust’amor,
Sento che più non lice,
Con roca e stanca lena,
Narrar le fiamme antiche e’l vecchio ardor.
Hora che novo sol
M’accende, e vuol ch’io di lui canti sol.


Questa lacera spoglia
D’un cor trafitto ed arso,
Miserabile avanzo dei martir,
Invece che l’accoglia
Povero avello e scarso,
Amor tiranno anche pur vuol ferir.
Eccomi fatto egual
Scuopo al suo stral dispietato e mortal.


Io non intesi mai
Che si tragga di tomba
Nemico estinto, a farli guerra più,
È pur amor omai
Sona guerriera tromba,
Pur contro chi d’amor già morto fu.
Ecco a battaglia me
Rappella, ahimè, d’amor, d’onor, di fé.


Ei potea pur lasciarmi
Sepolt’infra i cipressi,
O nel sasso d’Elisa, algente e dur.
E con più gloria, l’armi
Volger contro quei stessi
Cori ch’al regno suo rubelli fur.
E in pace me lasciar,
Dopo il penar, mort’almen riposar.


Pur se di nuovo vuoi,
Ch’io porti il cor piagato,
Di tue quadrella, o dispietato arcier,
S’ancor da’ lacci tuoi
Mi vuoi pres’e legato,
E vuoi ch’avampi del tuo fuoco, o fier.
Deh, meco almen fa’ sì,
Ch’arda così colei che mi ferì.


E se tu vuoi ch’io canti
Nove fiamme, altri ardori
E divina beltà, scesa dal ciel,
Fa’ sì ch’anch’io mi vanti,
D’esser, tra casti allori,
Degno di non morir sempre di gel.
Ch’i più canori augei
Io emulerei, sì dolce canterei.


Voi che sapete amare un amico


Martim Codax (sec. XIII): Quantas sabedes amar amigo, cantiga. Interpreti: Montserrat Figueras, Jordi Savall, Arianna Savall, Ferran Savall, Pedro Estevan.

Quantas sabedes amar amigo
treydes comig’ a lo mar de Vigo:
e banhar nos emos nas ondas!


Quantas sabedes amar amado
treydes comig’ a lo mar levado:
e banhar nos emos nas ondas!


Treydes comig’ a lo mar de Vigo
e veeremo lo meu amigo:
e banhar nos emos nas ondas!


Treydes comig’ a lo mar levado
e veeremo lo meu amado:
e banhar nos emos nas ondas!
Tutte voi che sapete amare un amico
venite con me al mare di Vigo:
e andremo a bagnarci nell’onde!


Tutte voi che sapete amare l’amato
venite con me al mare agitato:
e andremo a bagnarci nell’onde!


Venite con me al mare di Vigo
e vedremo il mio amico:
e andremo a bagnarci nell’onde!


Venite con me al mare agitato
e vedremo il mio amato:
e andremo a bagnarci nell’onde!


Dolci suoni e pensieri e auguri per Carola nel giorno del suo compleanno 😀