L’amore fa ammalare i cuori


Richard Strauss (1864 - 1949): Zueignung (Dedizione), Lied op. 10 n. 1 (1885, orchestrato nel 1940) su testo di Hermann von Gilm (1812 - 1864). Doppia dame Kiri Te Kanawa: con sir Georg Solti al pianoforte, e con la London Symphony Orchestra diretta da sir Andrew Davis.

Ja, du weißt es, teure Seele,
Daß ich fern von dir mich quäle,
Liebe macht die Herzen krank,
  Habe Dank.

Einst hielt ich, der Freiheit Zecher,
Hoch den Amethysten-Becher,
Und du segnetest den Trank,
  Habe Dank.

Und beschworst darin die Bösen,
Bis ich, was ich nie gewesen,
heilig, heilig an’s Herz dir sank,
  Habe Dank.

Sì, tu sai, anima cara,
che lontano da te sto in pena,
l’amore fa ammalare i cuori.
  Grazie!

Una volta io, ebbro di libertà,
levai alto il calice d’ametista,
e tu benedicesti la bevanda.
  Grazie!

E tenesti lontani i malvagi
finché io, come mai avevo fatto,
santo, santo, caddi sul tuo cuore.
  Grazie!

Titanic Suite

James Horner (1953 - 22 giugno 2015): Titanic Suite, tratta dalla colonna sonora del film Titanic (1997) diretto da James Cameron. Coro del King’s College di Cambridge e London Symphony Orchestra diretti dall’autore.


Ispanomania – XIV

Maurice Ravel (1875 - 1937): Alborada del gracioso, n. 4 dei Miroirs per pianoforte (1906). Svjatoslav Richter.
L’alborada (ne abbiamo già incontrata una nel Capriccio di Rimskij-Korsakov) è una serenata che si fa alla mattina; corrisponde all’aubade francese e alla mattinata italiana, e ha forse origini medievali (l’alba dei trovatori provenzali).
Il gracioso è un personaggio comico del teatro spagnolo del Siglo de oro.

«Con Alborada del gracioso Ravel abborda un genere pittoresco d’altra specie rispetto agli episodi precedenti di Miroirs. La discorsività musicale è guidata dalla nervosa cadenza di un ritmo spagnolo; lo sviluppo della composizione è definito da una forma ben precisa, con scene di danza che si alternano al canto, a somiglianza della maggior parte dei pezzi che formano l’Iberia di Albéniz. In questa pagina, però, la valenza timbrica raveliana non ha nulla del languore sensuale o dell’evocazione nostalgica, tipici del musicista catalano, privilegiando per contro una asciuttezza di tocco, tra lo staccato e il martellato, che restituisce a meraviglia l’effetto delle strappate alle corde metalliche della chitarra, il crepitio ostinato delle nacchere, il battito cadenzato dei piedi dei ballerini. E anche l’amarezza malinconica della sezione centrale […] appare marcatamente stilizzata, prosciugata e ridotta ai suoi tratti essenziali, come un disegno a punta secca» (Alfred Cortot).


Lo stesso brano nella versione sinfonica completata da Ravel nel 1918. London Symphony Orchestra, dir. Claudio Abbado.
Un altro saggio magistrale di orchestrazione, arte in cui Ravel è impareggiabile.


Alborada del gracioso

Platano ter – Donde si prende il Largo


Georg Friedrich Händel (1685 - 1759): «Ombra mai fu», aria dal I atto dell’opera Serse HWV 40 (1738). Andreas Scholl, controtenore; Akademie für Alte Musik Berlin.

Per comporre il Serse Händel si avvalse non solo del libretto di Nicolò Minato rimaneggiato da Silvio Stampiglia che era servito a Giovanni Bononcini 44 anni prima, ma anche di alcune delle musiche dello stesso Bononcini. L’opera non ebbe molta fortuna e fu cancellata dal cartellone dopo sei sole rappresentazioni. Nel corso dell’Ottocento, però, l’aria che apre il I atto fu riscoperta e, riarrangiata come brano strumentale per organici diversi, divenne una delle composizioni più famose del musicista sassone con il titolo Largo di Händel. Eccone una versione sinfonica (London Symphony Orchestra diretta da George Szell) e una organistica (Alexander Jörk):


Čajkovskij 180 – Variazioni sopra un tema rococò

P. I. Čajkovskij: Variazoni sopra un tema rococò per violoncello e orchestra op. 33 (1877). Julian Lloyd Webber, violoncello; London Symphony Orchestra, dir. Maksim Šostakovič.

  • (Introduzione:) Moderato assai quasi Andante
  • Thema: Moderato simplice [0:52]
  • Variazione I: Tempo della Thema [1:52]
  • Variazione II: Tempo della Thema [2:43]
  • Variazione III: Andante [5:47]
  • Variazione IV: Allegro vivo [8:40]
  • Variazione V: Andante grazioso [9:57]
  • Variazione VI: Andante [11:50]
  • Variazione VII: Andante sostenuto [13:48]
  • Variazione VIII e Coda: Allegro moderato con anima [17:41]

Un’altra composizione che testimonia la passione di Čajkovskij per la musica del XVIII secolo. Il tema non è però tratto dal repertorio settecentesco, si tratta di una creazione originale del musicista russo.
Mentre componeva le Variazioni, Čajkovskij si avvalse dei consigli e dei suggerimenti di Wilhelm Fitzenhagen (1848 - 1890), violoncellista e insegnante tedesco che per molti anni fu attivo a Mosca, e per ringraziarlo gli dedicò l’opus 33. Fitzenhagen rimaneggiò poi la partitura, sopprimendo una variazione e cambiando l’ordine di alcune altre, con il benestare di Čajkovskij. La composizione è stata eseguita e incisa perlopiù nella versione di Fitzenhagen; in tempi recenti è stata riportata alla luce la versione originale, che è quella interpretata qui da Julian Lloyd Webber.