Per la mano sinistra

Leóš Janáček (3 luglio 1854-1928): Capriccio per pianoforte (mano sinistra), flauto, 2 trombe, 3 tromboni e tuba tenore (1926). Davide Cabassi, pianoforte; Gomalan Brass.

I. Allegro – II. Adagio [a 5:23]


III. Allegretto – IV. Andante [a 3:53]


Leóš Janáček

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Terzo Quartetto

Pavel Haas (1899-1944): Quartetto per archi n. 3 op. 15 (1937-38). Quartetto «Haas».

I. Allegro moderato
II. Lento ma non troppo e poco rubato [a 6:50]
III. Tema con variazioni e fuga: Con moto [a 12:58]

Allievo di Leoš Janáček, Pavel Haas fu deportato a Theresienstadt nel 1941 e trasferito a Auschwitz il 16 ottobre 1944, dove morì uno o due giorni dopo.

Danze morave


Leoš Janáček (1854-1928): Lašské tance (1889). Orchestra sinfonica della Radio slovacca di Bratislava, dir. Ondrej Lenárd.
1. Starodávný I (In stile antico)
2. Požehnaný (La Benedetta) [a 6:28]
3. Dymák (Danza dell’incudine) [a 8:45]
4. Starodávný II [a 10:56]
5. Čeladenský (Danza del villaggio di Čeladná) [a 15:22]
6. Pilky (Danza della sega) [a 17:17]

Il titolo originale di questa suite era Valašské tance, ossia danze della Valacchia morava, la regione di cui Janáček era originario.
Ho trovato nel web un video nel quale si possono ascoltare quattro movimenti (il primo molto abbreviato) della suite preceduti dalle danze popolari originali, eseguite da un complesso folklorico moravo nella forma che doveva essere nota a Janáček. Purtroppo telecamera e microfono sono fissi e malamente collocati, ma il filmato mi pare comunque interessante:

Janáček: Sinfonietta

Leoš Janáček (1854-1928): Sinfonietta (1926). Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks, dir. Rafael Kubelík (1914-1996).

I. Allegretto – II. Andante. Allegretto. Maestoso. Tempo I

III. Moderato

IV. Allegretto – V. Andante con moto. Maestoso. Allegretto

In occasione del mio capodanno personale, una composizione che adoro, diretta da uno dei più grandi musicisti del Novecento.

In un primo tempo la Sinfonietta era stata dedicata alle forze armate cecoslovacche (donde il primitivo titolo di Sinfonietta militare) e recava un titolo per ciascuno dei 5 movimenti: I. Znělky (Fanfare); II. Hrad (Il castello); III. Královní Klášter (Il Chiostro della Regina); IV. Ulice (La strada); V. Radnice (Il municipio). Preparando la partitura per l’edizione a stampa, Janáček soppresse i titoli descrittivi e l’aggettivo dal titolo principale, e dedicò la composizione a Rosa Newmarch, che aveva organizzato un viaggio del musicista a Londra, dal 28 aprile al 10 maggio 1926.
Il ricordo di un concerto di una banda militare, che Janáček aveva ascoltato a Písek nel maggio dell’anno precedente, gli ispirò il I movimento; composto su commissione dell’Associazione ginnica Sokol, che intendeva celebrare i primi 8 anni di attività con una solenne manifestazione a Praga, il brano fu eseguito nella piazza della Città Vecchia il 7 luglio 1926. I titoli dei movimenti successivi alludono a Brno, il capoluogo della Moravia in cui il compositore visse e svolse quasi interamente la propria attività professionale; nel ritrarre alcuni luoghi caratteristici della città, Janáček rievoca la proclamazione d’indipendenza dall’impero absburgico e la nascita della Repubblica cecoslovacca: «Come per miracolo il raggio luminoso della libertà si levò a risplendere sulla città intera – la rinascita del 28 ottobre 1918, gli squilli delle trombe vittoriose, la pace del Chiostro della Regina, le ombre della notte, il respiro delle colline verdeggianti e la visione della grandezza della città, della mia Brno: tutto questo contribuì a dar vita alla Sinfonietta».