Leonard Bernstein 100 – III: Somewhere


Leonard Bernstein: «Somewhere», dal II atto di West Side Story (1957); testo di Stephen Sondheim. Nadine Sierra, soprano; Royal Philharmonic Orchestra, dir. Robert Spano.



Symphonic Dances from West Side Story. Orchestra filarmonica d’Israele diretta dall’autore.


locandina WSS

Leonard Bernstein 100 – II: Il migliore dei mondi possibili

Leonard Bernstein: Suite per orchestra dall’operetta comica Candide (1956), da Voltaire; brani scelti e assemblati da Charlie Harmon, assistente di Bernstein. Minnesota Orchestra, dir. Eiji Oue.

  1. You Were Dead, You Know
  2. Paris Waltz [2:16]
  3. Bon Voyage [4:10]
  4. Drowning Music [5:58]
  5. The Kings’ Barcarolle [6:25]
  6. Ballad of El Dorado [7:03]
  7. I Am Easily Assimilated [9:58]
  8. Entr’Acte [12:26]
  9. The Best of All Possible Worlds [12:53]
  10. Make Our Garden Grow [14:16]

Leonard Bernstein 100 – I: Opere giovanili

Leonard Bernstein (25 agosto 1918 - 1990): Trio per violino, violoncello e pianoforte (1937). The Australian Piano Trio: Donald Hazelwood, violino; Susan Blake, violoncello; Michael Brimer, pianoforte.

  1. Adagio non troppo – Allegro vivace – Largamente
  2. Tempo di marcia [7:45]
  3. Largo – Allegro vivo e molto ritmico [11:20]

Leonard Bernstein: Sonata per clarinetto e pianoforte (1941-42). Larry Combs, clarinetto; Deborah Sobol, pianoforte.

  1. Grazioso
  2. Andantino – Vivace e leggiero [3:39]

La Ballerina e il Moro


Joseph Lanner (12 aprile 1801 – 14 aprile 1843): Steyrische Tänze op. 165 (1841). Nexus Quartett Wien: Anne Harvey-Nagl e Kristin Koblitz, violini; Kurt Hintermayr, viola; Doris Muthspiel, violoncello.



J. Lanner: Die Schönbrunner, valzer op. 200. Berliner Symphoniker, dir. Robert Stolz.


Temi tratti da queste due composizioni di Lanner sono stati utilizzati da Stravinskij nel balletto Petruška (1911), quadro III n. 3: «Valzer della Ballerina e del Moro».


New York Philharmonic, dir. Leonard Bernstein.


Die Schönbrunner

A mai più rivederci!

Gustav Mahler (7 luglio 1860 - 1911): Nicht wiedersehen!, Lied in do minore per voce e pianoforte (c1887-90); testo tratto dalla raccolta Des Knaben Wunderhorn. Dietrich Fischer-Dieskau, baritono; Leonard Bernstein, pianoforte.

Und nun ade, mein herzallerliebster Schatz,
Jetzt muß ich wohl scheiden von dir,
Bis auf den andern Sommer,
Dann komm ich wieder zu dir! Ade!

Und als der junge Knab heimkam,
Von seiner Liebsten fing er an:
„Wo ist meine Herzallerliebste,
Die ich verlassen hab?“

„Auf dem Kirchhof liegt sie begraben,
Heut ists der dritte Tag.
Das Trauern und das Weinen
Hat sie zum Tod gebracht.“

Jetzt will ich auf den Kirchhof gehen,
Will suchen meiner Liebsten Grab,
Will ihr all’weile rufen,
Bis daß sie mir Antwort gab!

Ei du mein allerherzliebster Schatz,
Mach auf dein tiefes Grab!
Du hörst kein Glöcklein läuten,
Du hörst kein Vöglein pfeifen,
Du siehst weder Sonne noch Mond!
Ade, mein herzallerliebster Schatz! Ade!

«E ora addio, mio tesoro,
mi tocca partire e devo lasciarti,
fino alla prossima estate
non potrò tornare da te. Addio.»

E quando il giovane tornò a casa,
della sua amata chiese:
«Dov’è la mia adorata
che avevo dovuto lasciare?»

«Giace sepolta nel cimitero,
oggi è il terzo giorno.
Il dolore e le lacrime
l’hanno portata alla morte.»

«Voglio andare subito al cimitero
a cercare la tomba della mia amata,
la invocherò senza sosta
finché non mi risponderà.

Orsù, mia adorata,
apri questa tua tomba!
Non senti più le campane suonare,
non senti più gli uccelli cantare,
non vedi il sole né la luna!
Addio, mia adorata, addio!»

L’età dell’inquietudine

Leonard Bernstein (25 agosto 1918-1990): Seconda Sinfonia, The Age of Anxiety , versione originale (1947-48). Lukas Foss, pianoforte; Philharmonic-Symphony Orchestra of New York diretta dall’autore.

Ispirata dall’omonima «egloga barocca» di Wystan Hugh Auden, ne segue strettamente lo svolgimento. Il pianoforte solista è, nella concezione dell’autore, «un protagonista quasi autobiografico, posto di fronte a uno specchio orchestrale in cui vede sé stesso, analiticamente, in un’ambientazione moderna».
Il lavoro è suddiviso in due parti, comprendenti ognuna tre sezioni che si susseguono senza stacchi:
PARTE I – A) The Prologue : in un bar della 3rd Avenue tre uomini e una giovane donna, tormentati dalla solitudine, cercano nell’alcool la liberazione dai propri problemi; B) The Seven Ages [a 2:27]: la vita dell’uomo è considerata da quattro punti di vista differenti («conversazione» in 4 variazioni senza tema comune, ognuna delle quali prende le mosse da un elemento di quella precedente); C) The Seven Stages [a 10:50]: viaggio interiore dei personaggi alla ricerca di un «luogo» confortevole e sicuro (7 variazioni).
PARTE II – A) The Dirge [a 16:42]: chiuso il bar, i quattro personaggi si recano a casa della donna; sul taxi, intonano un canto funebre per la perdita del Grande Padre («Colossal Dad»); B) The Masque [a 22:22]: stanchi, tormentati da sensi di colpa, i quattro bevono e ballano, in una finzione di divertimento (Scherzo per pianoforte e percussioni); C) The Epilogue [a 26:51]: i quattro si separano, soli come prima, e ognuno trova una riconciliazione con sé stesso nella fede, nell’affermazione di «qualcosa di puro» che può essere ovunque.