Alma redemptoris mater: Josquin & Victoria


Josquin des Prez (c1450-27 agosto 1521): Alma redemptoris mater, mottetto a 4 voci. Ensemble De Labyrinto.
Josquin: Alma redemptoris mater a 4



Tomás Luis de Victoria (1548-27 agosto 1611): Alma redemptoris mater, mottetto a 4 voci. Ensemble Plus Ultra.
Victoria: Alma redemptoris mater a 8

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Fra ‘400 e ‘500

– Leonardo da Vinci (1452-1519): Tre rebus
– Serafino Aquilano (1466-1500): Tu dormi, io veglio
– Franchino Gaffurio (14 gennaio 1451-1522): Imperatrix reginarum
– Francesco Spinacino (sec. XV-p1507): Adieu mes amours e La Bernardina (trascrizioni per liuto, da Josquin)
Renata Fusco, soprano; Massimo Lonardi, liuto.


?Gaffurio

Probabile ritratto di Franchino Gaffurio eseguito da Leonardo da Vinci nel 1485
(Pinacoteca Ambrosiana, Milano)

L’homme armé IX


Josquin des Prez (c1450-1521): Missa L’homme armé super voces musicales. The Tallis Scholars, dir. Peter Phillips.



Le altre puntate:

L’homme armé VIII

Josquin des Prez (c1450-1521): Missa L’homme armé sexti toni. The Tallis Scholars, dir. Peter Phillips.






Le altre puntate:

L’homme armé VI

Pierre de La Rue (c1452-1518): Missa L’homme armé a 4 voci. Ensemble «Clément Janequin».

La Rue è uno dei più formidabili contrappuntisti della sua generazione – che è poi quella di Josquin des Prez, Heinrich Isaac e Jacob Obrecht. Sul suo conto si leggono in rete molteplici inesattezze, specialmente per quanto riguarda la sua permanenza alla «corte borgognona»; in realtà, per gran parte della propria esistenza fu attivo presso gli Asburgo, i quali avevano acquisito alcuni degli ex domini di Carlo il Temerario grazie al matrimonio di Massimiliano I con la figlia del defunto duca, Maria, celebratosi pochi mesi dopo la fatale battaglia di Nancy: tali possedimenti non compren­devano la Borgogna vera e propria, nella quale aveva subito affondato gli artigli Luigi XI di Francia, bensì una regione corrispondente all’incirca all’attuale Franca Contea, e soprattutto quei territori settentrionali che per brevità chiameremo Fiandre, prediletti dal Temerario il quale, anni prima, vi aveva fissato la propria residenza principale.
Pierre de La Rue fu dunque al servizio di Massimiliano I, quindi soggiornò per breve tempo alla corte dei sovrani di Castiglia, Filippo I (figlio dell’imperatore e di Maria di Borgogna) e Giovanna (poi detta la Pazza), e infine fu attivo presso Margherita d’Austria, sorella di Filippo, che era stata inviata dal padre nelle Fiandre quale governatrice. Margherita è un personaggio molto interes­sante, degna nipote di cotanto (e temerario) nonno: tornerò a occuparmene in futuro.

A Pierre de La Rue è attribuita anche una seconda messa sulla melodia dell’homme armé, sempre a 4 voci, pervenutaci manoscritta e, al momento attuale, mai incisa su disco.



Le altre puntate:

L’homme armé I

L’homme, l’homme, l’homme armé,
l’homme armé,
l’homme armé doibt on doubter,
doibt on doubter.
On a fait par tout crier
que chascun se viegne armer
d’un haubregon de fer.
L’homme, l’homme, l’homme armé,
l’homme armé,
l’homme armé doibt on doubter.

Ossia: Si deve aver timore dell’uomo armato. Ovunque si è fatto proclamare che ognuno venga a munirsi di un buon usbergo di ferro.

Questa chanson ha una storia davvero singolare. Ebbe probabilmente origine nel ducato di Borgogna intorno alla metà del secolo XV. Secondo Pietro Aaron, autore della musica sarebbe Antoine Busnois (al servizio della corte borgognona dal 1467, anno in cui il ducato fu ereditato da Carlo il Temerario); l’affermazione del teorico italiano non è però suffragata da prove attendibili né da altre testimonianze coeve, ragion per cui L’homme armé è considerato un brano adespoto.

Fra il 1460 circa e il 1580, la melodia dell’homme armé fu impiegata da diversi musicisti come base per l’elaborazione di messe polifoniche; gli autori portano nomi illustri: oltre allo stesso Busnois, in quel genere di composizione si cimentarono infatti Guillaume Dufay, Loyset Compère, Jacob Obrecht, Johannes Ockeghem, Josquin des Prez (il quale ne scrisse due), Antoine Brumel, Matthaeus Pipelare, Pierre de La Rue, Cristóbal Morales e così via, fino a Giovanni Pierluigi da Palestrina (anch’egli ne compose due). Nessun altro tema musicale ha suscitato altrettanto interesse presso i compositori dell’epoca.

Considerata sotto l’aspetto puramente musicale, la chanson ha indubbiamente un che di militaresco: non solo nel testo, ma anche nella melodia, i cui intervalli di quarta e di quinta fanno pensare alle trombe da segnali. Fra le caratteristiche che ne determinarono la popolarità presso i musicisti del ‘400 e del ‘500 v’è sicuramente il fatto che la melodia dell’homme armé si presta a essere elaborata contrappuntisticamente in modi differenti.

Nasce ora, più che legittima, una curiosità: chi può essere l’«uomo armato» di cui «bisogna aver timore»? A questa domanda si tenterà di dare risposta in una delle prossime puntate…



Le altre puntate:

Mille rimpianti


Josquin des Prez (c1450-1521): Mille regretz, chanson a 4 voci. La Capilla Reial de Catalunya, dir. Jordi Savall.

Mille regretz de vous abandonner,
Et d’eslonger vostre fache amoureuse,
J’ay si grand dueil et paine douloureuse,
Qu’on me verra brief mes jours definer.

Dedicata in particolare a Poetella, che ama molto la musica di Josquin 😀


Josquin: Mille regretz