Viva il re!

Josquin des Prez (c1450 - 1521): Vive le roy! a 4 voci (pubblicato in Harmonice Musices Odhecaton, 1504). Interpreti vari:

  • Hespèrion XX, dir. Jordi Savall
  • Purcell Consort of Voices, dir. Grayston Burgess
  • les haulz et les bas
  • Obsidienne, dir. Emmanuel Bonnardot
  • Cambridge Symphonic Brass Ensemble
  • The Royal Danish Brass Ensemble

Ecco un altro soggetto cavato josquiniano:
VIVE lE rOI = Vt–mIVt–rE–rE –sOl–mI
(melodia affidata al tenor).


Il capitano Hume e il tabacco

Tobias Hume (c1569 - 1645): Tobacco, ayre (da The First Part of Ayres or Musicall Humors, 1605, n. 3). Paul Hillier, baritono; Jordi Savall, viola da gamba.

Tobacco, tobacco,
  Sing sweetly for tobacco!
Tobacco is like love,
  O love it.
For you see I will prove it.

Love maketh lean the fat men’s tumour,
  So doth tobacco.
Love still dries up the wanton humour,
  So doth tobacco.
Love makes men sail from shore to shore,
  So doth tobacco.
’Tis fond love often makes men poor
  So doth tobacco.
Love makes men scorn all coward fears,
  So doth tobacco.
Love often sets men by the ears,
  So doth tobacco.

Tobacco, tobacco,
  Sing sweetly for tobacco!
Tobacco is like love,
  O love it.
For you see I have proved it.


Di sei soprani

William Daman (c1540 - 1591): Fantasia di sei soprani per 6 treble viols. Hespèrion XX, dir. Jordi Savall.


Lo stesso brano nell’elaborazione di Philip Pickett, con la partecipazione del soprano Catherine Bott e di un Lexicon.

«Kate sang all the parts, and Johnny Q and I played with the Lexicon until she wasn’t actually there any more!» (Philip Pickett).


Pickett - Alchemist

Vecchie letrose

Adrian Willaert (1490 - 7 dicembre 1562): Vecchie letrose, frottola (villanella) a 4 voci (pubblicata in Canzone villanesche alla napolitana, 1545, n. 5). La Capella Reial de Catalunya e Hespèrion XXI, dir. Jordi Savall.

Vecchie letrose, non valete niente
Se non a far l’aguaito per la chiazza.
Tira, tira, tir’alla mazza,
Vecchie letrose, scannaros’e pazze!


Il modo giusto

Johann Pachelbel (1653 - 1706): Canone e Giga [al minuto 2:57] in re maggiore per 3 violini e basso continuo (1694). Hespèrion XXI, dir. Jordi Savall.
La composizione più tartassata dell’intera storia musicale: eseguita il più delle volte con lentezza abnorme; orbata della seconda parte, la Giga, come se questa non fosse una sua componente fondamentale; per tacer di quelli che ne eseguono il solo antecedente, ossia la parte del I violino, sopra un canapè di accordacci banali, come se ignorassero il significato del termine “canone” – e probabilmente l’ignorano davvero.
Insomma, un gioiello del repertorio musicale barocco ridotto a insipida sciacquetta romantico-sentimentale.
Fortuna che ci sono Jordi Savall e il suo ensemble a ricordarci come Pachelbel l’aveva concepito.


Canon

Echi medievali – I: La quarte estampie royal

Anonimo del XIII secolo: La quarte estampie royal, tratta dal manoscritto noto come Chansonnier du Roi (fr. 844 della Bibliothèque nationale de France, f. 104r ). Hespèrion XXI, dir. Jordi Savall.
Di che cosa si tratta? L’estampie (in lingua d’oc estampida, in italiano antico stampita o istampitta) è una delle rarissime forme musicali medievali interamente o prevalentemente strumentali, presumibilmente destinata a accompagnare la danza; il nome deriverebbe dal francone estampir = battere i piedi. La struttura dell’estampie, accuratamente descritta nel trattato del teorico francese Johannes de Groche[i]o (Jean de Grouchy, c1255 - c1320), consiste nel susseguirsi di un certo numero di frasi musicali chiamate puncta (la Quarte estampie royal ne ha 7); ciascun punctum è ripetuto due volte con due differenti conclusioni, dette rispettivamente apertum / ouvert e clausum / clos. Mentre i puncta sono diversi l’uno dall’altro, in genere apertum e clausum si ripetono invariati.
Johannes de Grocheo si occupa anche di forme affini, come la ductia ; potete ascoltarne una davvero graziosa in questa pagina del blog.

Tutto questo è pensato per e dedicato a sherazade 🙂