Dolci note / dolce notte

Johannes Brahms (1833 - 1897): Intermezzo (Andante moderato) in mi bemolle maggiore op. 117 n. 1 (1892). Ivo Pogorelich, pianoforte.
Un’altra ninna-nanna di Brahms ūüôā


Equinozio – XII

Johannes Brahms (1833 - 1897): Im Herbst per coro a cappella op. 104 n. 5 (1888) su testo di Klaus Groth. The Monteverdi Choir, dir. John Eliot Gardiner.

Ernst ist der Herbst.
Und wenn die Blätter fallen,
sinkt auch das Herz zu tr√ľbem Weh herab.
Still ist die Flur,
und nach dem S√ľden wallen
die Sänger stumm, wie nach dem Grab.

Bleich ist der Tag,
und blasse Nebel schleiern
die Sonne wie die Herzen ein.
Fr√ľh kommt die Nacht:
denn alle Kräfte feiern,
und tief verschlossen ruht das Sein.

Sanft wird der Mensch.
Er sieht die Sonne sinken,
er ahnt des Lebens wie des Jahres Schluß.
Feucht wird das Aug’,
doch in der Träne Blinken
entströmt des Herzens seligster Erguß.

(Severo √® l’autunno. E quando cadono le foglie anche il cuore sprofonda in un cupo dolore. Silenti sono i campi, gli uccellini volano muti verso sud come se si avvicinassero alla tomba.
Pallido è il giorno, e nebbie livide avvolgono così il sole come i cuori. Presto giunge la notte: ogni energia se ne va, la vita giace racchiusa nel profondo.
Docile si fa l’uomo. Quando vede calare il sole capisce che sta arrivando la fine dell’anno e della vita. L’occhio si gonfia di pianto, ma nel brillar delle lacrime il cuore si scioglie alla felicit√†.)


Tre per una

Albert Dietrich (1829 - 1908), Robert Schumann (1810 - 1856) e Johannes Brahms (1833 - 1897): F.A.E., sonata per violino e pianoforte (1853). Isabelle Faust, violino; Aleksandr Mel’nikov, pianoforte.
Composta sopra F - A - E, che nella nomenclatura anglosassone corrispondono a FA - LA - MI, venne dedicata al violinista, direttore e compositore Joseph Joachim, al quale fu chiesto di indovinare i nomi degli autori. Il titolo √® costituito dall’acronimo della frase Frei aber Einsam (Libero ma solo), che Joachim aveva scelto quale motto personale.

I. Allegro (Dietrich)
II. Intermezzo (Schumann) [11:52]
III. Scherzo (Brahms) [14:16]
IV. Finale (Schumann) [19:00]


Chiari di Luna – III

Johannes Brahms (1833 - 1897): Mondenschein, Lied per voce e pianoforte op. 85 n. 2 (1882) su testo di Heinrich Heine. Dame Margaret Price, soprano; Graham Johnson, pianoforte.

Nacht liegt auf den fremden Wegen,
Krankes Herz und m√ľde Glieder; –
Ach, da fliesst, wie stiller Segen,
S√ľsser Mond, dein Licht hernieder.

S√ľsser Mond, mit deinen Strahlen
Schleuchest du das nacht’ge Grauen;
Es zerrinnen meine Qualen,
Und die Augen √ľbertauen.


Brahms, op. 85 n. 2

Nati il 7 maggio

Carl Heinrich Graun (7 maggio 1704 Р1759): Concerto in do minore per clavicembalo e orchestra. Waldemar Döling, clavicembalo; orchestra da camera Sofia Soloists, dir. Emil Tabakov.

I. Allegro
II. Larghetto [3:38]
III. Allegro [7:45]


Carl Stamitz (Karel Stamic; 7 maggio 1745 – 1801): Concerto in fa maggiore per pianoforte e orchestra. Felicja Blumental, pianoforte; W√ľrttembergisches Kammerorchester Heilbronn, dir. J√∂rg Faerber.

I. Allegro
II. Andante moderato [10:16]
III. Rondò: Allegro [16:12]


Johannes Brahms (7 maggio 1833 – 1897): Secondo Concerto in si bemolle maggiore per pianoforte e orchestra op. 83 (1881). Emil Gilels, pianoforte; Chicago Symphony Orchestra, dir. Fritz Reiner.

I. Allegro non troppo
II. Allegro appassionato [16:04]
III. Andante [24:17]
IV. Allegretto grazioso [36:21]


P√ętr Il’ińć ńĆajkovskij (7 maggio 1840 – 1893): Secondo Concerto in sol maggiore per pianoforte e orchestra op. 44 (1880). Michail Pletn√ęv, pianoforte; Orchestra sinfonica della Radio di Mosca, dir. Vladimir Fedoseev.

I. Allegro brillante e molto vivace
II. Andante non troppo [20:00]
III. Allegro con fuoco [33:33]


pianoforte e orchestra

Edward

Una famosa ballata tradizionale scozzese nella non meno famosa traduzione tedesca di Johann Gottfried Herder:

Dein Schwert, wie ist’s von Blut so rot?
Edward, Edward!
Dein Schwert, wie ist’s von Blut so rot?
Und gehst so traurig da? O!

Ich hab geschlagen meinen Geier tot,
Mutter, Mutter!
Ich hab geschlagen meinen Geier tot,
Und das, das geht mir nah. O!

Deines Geiers Blut ist nicht so rot,
Edward, Edward!
Deines Geiers Blut ist nicht so rot,
Mein Sohn, bekenn mir frei. O!

Ich hab geschlagen mein Rotroß tot,
Mutter, Mutter!
Ich hab geschlagen mein Rotroß tot,
Und’s war so stolz und treu. O!

Dein Roß war alt und hast’s nicht not,
Edward, Edward!
Dein Roß war alt und hast’s nicht not,
Dich dr√ľckt ein andrer Schmerz. O!

Ich hab geschlagen meinen Vater tot!
Mutter, Mutter!
Ich hab geschlagen meinen Vater tot,
Und das, das quält mein Herz! O!

Und was wirst du nun an dir tun,
Edward, Edward?
Und was wirst du nun an dir tun,
Mein Sohn, das sage mir! O!

Auf Erden soll mein Fuß nicht ruhn,
Mutter, Mutter!
Auf Erden soll mein Fuß nicht ruhn,
Will wandern √ľbers Meer! O!

Und was soll werden dein Hof und Hall,
Edward, Edward?
Und was soll werden dein Hof und Hall,
So herrlich sonst, so schön? O!

Ach immer steh’s und sink und fall!
Mutter, Mutter!
Ach immer steh’s und sink und fall,
Ich werd es nimmer sehn! O!

Und was soll werden aus Weib und Kind,
Edward, Edward?
Und was soll werden aus Weib und Kind,
Wann du gehst √ľbers Meer? O!

Die Welt ist groß, laß sie betteln drin,
Mutter, Mutter!
Die Welt ist groß, laß sie betteln drin,
Ich seh sie nimmermehr! O!

Und was soll deine Mutter tun,
Edward, Edward?
Und was soll deine Mutter tun,
Mein Sohn, das sage mir? O!

Der Fluch der Hölle soll auf euch ruhn,
Mutter, Mutter!
Der Fluch der Hölle soll auf euch ruhn,
Denn ihr, ihr rietet’s mir! O!

Perché la tua spada è così rossa di sangue,
Edward, Edward?
Perché la tua spada è così rossa di sangue
E perché te ne vai così triste? Oh!

Ho colpito il mio falco a morte,
Madre, madre!
Ho colpito il mio falco a morte,
E questo mi addolora. Oh!

Il sangue del tuo falco non è così rosso,
Edward, Edward!
Il sangue del tuo falco non è così rosso,
Dimmi la verità, figlio mio. Oh!

Ho ucciso il mio cavallo roano,
Madre, madre!
Ho ucciso il mio cavallo roano
Che era così fiero e fedele. Oh!

Il tuo cavallo era vecchio e non ne avevi bisogno,
Edward, Edward;
Il tuo cavallo era vecchio e non ne avevi bisogno,
Un’altra pena ti affligge. Oh!

Ho colpito a morte mio padre!
Madre, madre!
Ho colpito a morte mio padre,
Ed è questo che tormenta il mio cuore! Oh!

E quale pena ne vuoi portare,
Edward, Edward?
Quale pena ne vuoi portare,
Dimmi, figlio mio! Oh!

I miei piedi mai riposeranno sulla terra,
Madre, madre!
I miei piedi mai riposeranno sulla terra,
E me ne andrò sul mare. Oh!

E che ne sarà della tua casa,
Edward, Edward?
E che ne sarà della tua casa,
Così nobile e così bella? Oh!

Andrà in rovina e infine crollerà,
Madre, madre!
Andrà in rovina e infine crollerà,
Non la rivedr√≤ mai pi√Ļ. Oh!

E che sarà della tua donna e di tuo figlio,
Edward, Edward?
E che sarà della tua donna e di tuo figlio,
Quando tu te ne andrai per il mare? Oh!

Il mondo è grande, che vaghino mendichi,
Madre, madre!
Il mondo è grande, che vaghino mendichi,
Io non li rivedr√≤ mai pi√Ļ. Oh!

E che sarà di tua madre,
Edward, Edward?
E che sarà di tua madre?
Dimmelo, figlio mio. Oh!

La maledizione dell’inferno cada su di te,
Madre, madre!
La maledizione dell’inferno cada su di te,
Perché sei stata tu a dirmi di farlo. Oh!

Carl Loewe (1796 Р20 aprile 1869): Edward, ballata op. 1 n. 1 (1818). Dietrich Fischer-Dieskau, baritono; Jörg Demus (1928 Р16 aprile 2019), pianoforte.

Loewe, Edward


Franz Schubert (1797 – 1828): Eine altschotthche Ballade, Lied, 2a versione, op. 165 n. 5 (posth.), D 923 (1827). Martha Guth, soprano; Penelope Crawford, pianoforte.

Schubert, D 923


Johannes Brahms (1833 – 1897): Edward, duetto op. 75 n. 1 (1878). Brigitte Fassbaender, mezzosoprano; Peter Schreier, tenore; Karl Engel, pianoforte.

Brahms, op. 75 n. 1

A proposito della passacaglia

Brevi note per unallegropessimista ūüôā

Passacaglia √® il nome generico di una danza secentesca di origine spagnola e della forma musicale tradizionalmente associata alla danza stessa, in ritmo ternario e di andamento lento. Fra Seicento e Settecento la passacaglia si afferm√≤ nella musica d’arte assumendo la forma di variazioni sopra un tema, sopra uno schema armonico o sopra un basso ostinato; sotto il profilo musicale, la passacaglia √® di fatto simile alla ciaccona, tanto che a lungo i due termini furono considerati equivalenti.
Numerosi musicisti si sono dedicati alla composizione di passacaglie; uno dei primi è Girolamo Frescobaldi:


Nell’ambito della musica teatrale, una passacaglia assai nota si trova nel V atto dell’Armide di Lully:


La Passacaglia con Fuga BWV 582 di Bach √® uno dei pi√Ļ grandi capolavori della musica organistica d’ogni tempo:


Fra le passacaglie pi√Ļ celebri va annoverata quella in sol minore di Georg Friedrich H√§ndel; fa parte di una Suite per clavicembalo (la n. 7, HWV 432) ed √® una passacaglia sui generis perch√© ha ritmo binario anzich√© ternario. La versione originale suona cos√¨:


Nel 1897, quasi centoquarant’anni dopo la morte di H√§ndel, il compositore norvegese Johan Halvorsen elabor√≤ un adattamento per violino e viola della Passacaglia in sol minore:


Tanto della versione originale di Händel quanto della rielaborazione di Halvorsen esistono vari arrangiamenti per strumenti diversi. Fino a qualche anno fa, un adattamento per arpa (eseguito da Anna Palomba Contadino) era ben noto agli abbonati Rai:


Un’altra famosa passacaglia si trova nel IV movimento del Quintettino op. 30 n. 6 di Luigi Boccherini, noto anche come Musica notturna delle strade di Madrid:


√ą una passacaglia il Finale della Quarta Sinfonia di Brahms, costituito da una serie di 32 variazioni sopra il tema conclusivo della cantata Nach dir, Herr, verlanget mich BWV 150 di Bach.


Troviamo una passacaglia, poi, fra i capolavori della musica del Novecento: √® l’opus 1 di Anton Webern:


HWV 432