Nati il 7 maggio


Carl Heinrich Graun (7 maggio 1704-1759): Concerto in do minore per clavicembalo e orchestra. Waldemar Döling, clavicembalo; orchestra da camera Sofia Soloists, dir. Emil Tabakov.

I. Allegro
II. Larghetto [a 3:38]
III. Allegro [a 7:45]



Carl Stamitz (Karel Stamic; 7 maggio 1745-1801): Concerto in fa maggiore per pianoforte e orchestra. Felicja Blumental, pianoforte; Württembergisches Kammerorchester Heilbronn, dir. Jörg Faerber.

I. Allegro
II. Andante moderato [a 10:16]
III. Rondò: Allegro [a 16:12]



Johannes Brahms (7 maggio 1833-1897): Secondo Concerto in si bemolle maggiore per pianoforte e orchestra op. 83 (1881). Emil Gilels, pianoforte; Chicago Symphony Orchestra, dir. Fritz Reiner.

I. Allegro non troppo
II. Allegro appassionato [a 16:04]
III. Andante [a 24:17]
IV. Allegretto grazioso [a 36:21]



Pëtr Il’ič Čajkovskij (7 maggio 1840-1893): Secondo Concerto in sol maggiore per pianoforte e orchestra op. 44 (1880). Michail Pletnëv, pianoforte; Orchestra sinfonica della Radio di Mosca, dir. Vladimir Fedoseev.


pianoforte e orchestra

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Due sogni


Johannes Brahms (1833-1897): Intermezzo (Andante moderato) in mi bemolle maggiore per pianoforte op. 117 n. 1 (1892). Davide Cabassi.



Tōru Takemitsu (1930-1996): Air per flauto solo (1995). Robert Aitken.


Due brani, molto diversi fra loro, che mi sono venuti in mente leggendo queste due poesie di Enrico Garrou.

Trio in si maggiore

Johannes Brahms (1833-1897): Trio in si maggiore per violino, violoncello e pianoforte op. 8 (1854, seconda versione 1889). Trio di Trieste: Renato Zanettovich, violino; Amadeo Baldovino, violoncello; Dario De Rosa, pianoforte.
I. Allegro con brio
II. Scherzo. Allegro molto [a 10:20]
III. Adagio [a 17:08]
IV. Allegro [a 25:54]


«Iniziammo a far musica verso le quattro ed eseguimmo due sonate per violino e pianoforte di Beethoven e un trio di Schubert. Dopo il tè venne finalmente il momento del Trio in si maggiore. Ho un debole per questo trio, soprattutto per l’attacco, di solenne esultanza.

[…]

Il secondo movimento del Trio in si maggiore, i cui ritmi mi hanno tante volte angosciato e scosso: mai sono riuscito a suonarlo fino all’ultima nota senza un profondo abbattimento, pur amandolo di vera passione.

Uno Scherzo, certo. Ma che genere di Scherzo! In esso lievita una terribile allegria, una gaiezza che raggela il sangue. Risa spettrali vorticano nello spazio, un folleggiare cupo, sfrenato e carnascialesco di creature dal piede caprino: questo è l’attacco, così inizia questo Scherzo bizzarro. E all’improvviso dal baccanale d’inferno si libra alta una voce solitaria, la voce di un’anima smarrita, la voce di un cuore straziato dal terrore che confida la sua pena.

Ma ecco nuovamente irrompere gli sghignazzi di Satana, travolgono fragorosi quegli accenti puri e lacerano in mille brani il canto. La voce riprende vigore, incerta e lieve, trova la sua melodia e la trasporta verso l’alto, quasi volesse fuggire in sua compagnia in un mondo diverso.

I diavoli dell’inferno tuttavia prevalgono, si è fatto giorno, l’estremo giorno, il giorno del Giudizio, Satana trionfa sull’anima peccatrice e la voce straziata dell’uomo precipita dalla sublime altezza giù giù nel disperato sghignazzo di Giuda.

Al termine del movimento, rimasi per lunghi minuti silenzioso fra spettatori silenziosi. Poi quell’universo desolato di larve cupe e incalzanti svanì. La visione del Giudizio si dissolse, l’incubo apocalittico si dileguò e mi rese la libertà.»

da Leo Perutz, Il Maestro del Giudizio universale (Der Meister des Jüngsten Tages, 1923)
traduzione di Margherita Belardetti
© 2012 Adelphi Edizioni, Milano