…e ogni passo è immensità

Siegmund von Hausegger (16 agosto 1872-1948): Natursymphonie per orchestra (1911) con coro finale su testo di Goethe (Proemio, pubblicato nel 1817 come introduzione a Zur Natur­wissen­schaft überhaupt ). WDR Rundfunkchor Köln, WDR Sinfonieorchester Köln, dir. Ari Rasilainen.

I. Gehalten un mit Dehnung – Schnell
II. Langsam und gedehnt [a 18:30]
III. Stürmisch bewegt [a 38:04] – Sehr breit, mit größter Kraft (con coro) [a 45:44]

Im Namen dessen, der sich selbst erschuf!
Von Ewigkeit in schaffendem Beruf;
In Seinem Namen, der den Glauben schafft,
Vertrauen, Liebe, Tätigkeit und Kraft;
In jenes Namen, der, so oft genannt,
Dem Wesen nach blieb immer unbekannt:

Soweit das Ohr, soweit das Auge reicht,
Du findest nur Bekanntes, das ihm gleicht,
Und deines Geistes höchster Feuerflug
Hat schon am Gleichnis, hat am Bild genug;
Es zieht dich an, es reißt dich heiter fort,
Und wo du wandelst, schmückt sich Weg und Ort;
Du zählst nicht mehr, berechnest keine Zeit,
Und jeder Schritt ist Unermeßlichkeit.


Hausegger, Natursymphonie

Annunci

Apparizioni fantastiche di una pulce

Hector Berlioz (1803-1869: «Une puce gentille», dalla légende dramatique La damnation de Faust (1846, da Goethe), parte 2ª, scena 6ª. Gabriel Bacquier, baritono; London Symphony Orchestra, dir. Georges Prêtre.


Walter Braunfels (19 dicembre 1882-1954): Phantastische Erscheinungen eines Themas von Berlioz op. 25 (1914-17). ORF Radio-Symphonieorchester Wien, dir. Dennis Russell Davies.


Braunfels


Séguito di Apparizioni molteplici di una pulce.

Il re di Thule

Carl Friedrich Zelter (11 dicembre 1758-1832): Es war ein König in Thule, Lied (1812) su testo di Goethe. Bettina Pahn, soprano; Tini Mathot, Hammerklavier.

Es war ein König in Thule,
Gar treu bis an das Grab,
Dem sterbend seine Buhle
einen gold’nen Becher gab.

Es ging ihm nichts darüber,
Er leert’ ihn jeden Schmaus;
Die Augen gingen ihm über,
So oft er trank daraus.

Und als er kam zu sterben,
Zählt’ er seine Städt’ im Reich,
Ließ alles seinem Erben,
Den Becher nicht zugleich.

Er saß bei’m Königsmahle,
Die Ritter um ihn her,
In hoher Väter Saale,
Dort auf dem Schloß am Meer.

Dort Stand der alte Zecher,
Trank letzte Lebensgluth,
Und warf den heil’gen Becher
Hinunter in die Flut.

Er sah ihn stürzen, trinken
Und sinken tief in das Meer,
die Augen täten ihm sinken,
Trank nie einen Tropfen mehr.


Zelter

Apparizioni molteplici di una pulce

Ludwig van Beethoven (1770-1827): Aus Goethes Faust, Lied op. 75 n. 3 (1809). Dietrich Fischer-Dieskau, baritono; Gerald Moore, pianoforte.


Richard Wagner (1813-1883): Lieder des Mephistopheles II («Was machst du mir vor Liebchens Tür») e I («Es war einmal ein König», a 1:17), nn. 5 e 4 delle Sieben Kompositionen zu Goethes „Faust“ WWV 15 (1831). Daniel Kotlinski, baritono; Semën Skigin, pianoforte.


Modest Petrovič Musorgskij (1839-1881): Canzone di Mefistofele nella cella di Auerbach (Песня Мефистофеля в погребке Ауэрбаха, 1879). Sergej Lejferkus, baritono; Semën Skigin, pianoforte.


Ferruccio Busoni (1866-1924): Lied des Mephistopheles op. 9 no. 2, versione per baritono e pianoforte (1918). Dietrich Fischer-Dieskau, baritono; Jörg Demus, pianoforte.


Es war einmal ein König,
Der hatt’ einen großen Floh,
Den liebt’ er gar nicht wenig,
Als wie seinen eig’nen Sohn.
Da rief er seinen Schneider,
Der Schneider kam heran;
“Da, miß dem Junker Kleider
Und miß ihm Hosen an!”

In Sammet und in Seide
War er nun angetan,
Hatte Bänder auf dem Kleide,
Hatt’ auch ein Kreuz daran,
Und war sogleich Minister,
Und hatt einen großen Stern.
Da wurden seine Geschwister
Bei Hof auch große Herrn.

Und Herrn und Frau’n am Hofe,
Die waren sehr geplagt,
Die Königin und die Zofe
Gestochen und genagt,
Und durften sie nicht knicken,
Und weg sie jucken nicht.
Wir knicken und ersticken
Doch gleich, wenn einer sticht.



Questo post mi è stato suggerito da Poetella 🙂

Il re degli elfi

La famosa ballata scritta da Goethe nel 1782:

Wer reitet so spät durch Nacht und Wind?
Es ist der Vater mit seinem Kind:
Er hat den Knaben wohl in dem Arm,
Er fasst ihn sicher, er hält ihn warm.

Mein Sohn, was birgst du so bang dein Gesicht?
Siehst, Vater, du den Erlkönig nicht,
Den Erlenkönig mit Kron und Schweif?
Mein Sohn, es ist ein Nebelstreif.

Du liebes Kind, komm, geh mit mir!
Gar schöne Spiele, spiel ich mit dir.
Manch bunte Blumen sind an dem Strand.
Meine Mutter hat manch gülden Gewand.

Mein Vater, mein Vater, und hörest du nicht
Was Erlenkönig mir leise verspricht?
Sei ruhig, bleibe ruhig, mein Kind.
In dürren Blättern säuselt der Wind.

Willst feiner Knabe du mit mir gehn?
Meine Töchter sollen dich warten schön,
Meine Töchter führen den nächtlichen Reihn
Und wiegen und tanzen und singen dich ein.

Mein Vater, mein Vater, und siehst du nicht dort
Erlkönigs Töchter am düsteren Ort?
Mein Sohn, mein Sohn, ich seh es genau:
Es scheinen die alten Weiden so grau.

Ich liebe dich, mich reizt deine schöne Gestalt
Und bist du nicht willig, so brauch ich Gewalt!
Mein Vater, mein Vater, jetzt fasst er mich an!
Erlkönig hat mir ein Leids getan!

Dem Vater grauset’s, er reitet geschwind,
Er hält in den Armen das ächzende Kind.
Erreicht den Hof mit Mühe und Not,
In seinen Armen das Kind war tot.
Chi cavalca così tardi nella notte e nel vento?
È il padre con il suo bambino:
Tiene il piccolo fra le braccia,
Lo tiene al sicuro, lo tiene al caldo.

Figlio mio, perché così timoroso nascondi il viso?
Non vedi, padre, il re degli elfi,
Il re degli elfi con corona e mantello?
Figlio mio, è solo un po’ di nebbia.

Caro bambino, su, vieni con me!
Tanti bei giochi farò con te.
I fiori sulla riva hanno tanti colori.
Mia madre ha molte vesti d’oro.

Padre mio, padre mio, e non senti
Che cosa sottovoce il re degli elfi mi promette?
Sta’ calmo, resta calmo, bambino mio.
Fra le foglie secche il vento mormorava.

Bel bambino, vuoi venire con me?
Le mie figlie ti aspettano già.
Le mie figlie guidano la danza notturna
E danzando ti cullano e cantano per te.

Padre mio, padre mio, e non vedi là
Le figlie del re degli elfi in quel luogo tetro?
Figlio mio, figlio mio, vedo chiaramente:
Sono così grigi quei vecchi salici.

Ti amo, mi attrae il tuo bell’aspetto
E, se non vuoi, userò la forza!
Padre mio, padre mio, adesso mi afferra!
Il re degli elfi mi ha fatto male!

Spaventato, il padre cavalca veloce,
Tiene fra le braccia il bambino gemente,
Giunge nel cortile a stento e a fatica,
Fra le sue braccia il bambino era morto.


Carl Loewe (1796-20 aprile 1869): Erlkönig, ballata op. 1 n. 3 (1817). Hermann Prey, baritono; Michael Endres, pianoforte.
Loewe - Erlkönig

 



Franz Schubert (1797-1828): Erlkönig, Lied op. 1 D 328 (1815). Hermann Prey, baritono; Helmut Deutsch, pianoforte.
Schubert - Erlkönig

Torino e la musica

Un’impresa editoriale di genere alquanto insolito è Torino – Il grande libro della città (Edizioni del Capricorno, 2004), una sorta di enciclopedia del capoluogo subalpino, curata da Bruno Gambarotta e altri.
Torino (edizioni del Capricorno)
In verità, ha avuto scarso successo; contiene però numerose notizie interessanti e curiose. Come, per esempio, quelle che seguono.


Non tutti sanno che Torino è il fulcro della cosiddetta “scuola” violinistica piemontese, un gruppo di musicisti che nel Settecento diedero un’impronta caratteristica alla musica europea. Primo di questi violinisti virtuosi e compositori fu Giovanni Battista Somis; fra i suoi allievi e epigoni si annoverano Felice Giardini, Gaetano Pugnani e Giovanni Battista Viotti. Di quest’ultimo (1755-1824) sono ancora nel repertorio dei violinisti d’oggi alcuni concerti per violino e orchestra, dei quali il più famoso è il numero 22.


Pugnani (1731-1798) compose fra l’altro un melologo per voce recitante e orchestra su testo tratto dal Werther di Goethe; il brano è stato pubblicato in edizione critica una quarantina di anni fa, a cura di Ruggero Maghini e Alberto Basso.

Una famosa incisione di William Hogarth (lo straordinario artista inglese noto per la serie La carriera del libertino), intitolata The enraged musician, ritrae un violinista severamente disturbato da musicisti di strada: il poveretto ha le fattezze di Pugnani.

The Enraged Musician 1741 by William Hogarth 1697-1764


Giardini (1716-1796) compose opere teatrali e molta musica da camera (in particolare trii per violino, viola e violoncello), molto apprezzata ai suoi tempi. Morì in miseria a Mosca.


Di Somis (1686-1763) oggi viene raramente eseguito qualcosa; compose circa 150 concerti e musica da camera, e inoltre il mottetto Mundi splendidae, l’unica sua opera vocale che ci sia pervenuta.

In compenso si ricorda la parentela di Somis con Désirée Clary, che fu per breve tempo fidanzata con il giovane Napoleone Bonaparte (l’episodio è liberamente raccontato in un filmetto del 1954, famoso ma inconsistente, con Jean Simmons e Marlon Brando) e in seguito sposò uno dei suoi generali: quel Bernadotte che poi abbandonò la causa napoleonica e finì per diventare re di Svezia – e lei regina con il nome di Desideria.


I violinisti della scuola piemontese gravitarono prevalentemente in area francese e influenzarono fortemente lo stile musicale europeo di fine ‘700 (non solo quello “colto”: basti dire che Claude-Joseph Rouget de Lisle trasse di peso la melodia della Marsigliese da una composizione di Viotti).

Gloria d’altri tempi che non sono mai più tornati…