Se sei con me

Gottfried Heinrich Stölzel (1690 – 1749): «Bist du bei mir», aria dall’opera Diomedes ovvero Die triumphierende Unschuld (1718). Duo Mignarda: Donna Stewart, voce, e Ron Andrico, liuto.
Johann Sebastian Bach inserì quest’aria, arrangiata per voce e basso continuo, nel Notenbüchlein für Anna Magdalena (1725); nel Bach-Werke-Verzeichnis (BWV) tale arrangiamento reca il numero 508.

Bist du bei mir, geh ich mit Freuden
zum Sterben und zu meiner Ruh.
Ach, wie vergnügt wär so mein Ende,
es drückten deine schönen Hände
mir die getreuen Augen zu.


BWV 508

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Clavicembalo con pedaliera

Luc Beauséjour interpreta la Toccata e Fuga in re minore, composta forse da J. S. Bach (BWV 565) o più probabilmente da Johann Peter Kellner (*), suonando un clavicembalo provvisto di due manuali e una pedaliera.
L’esistenza di strumenti consimili è documentata a partire dal Quattrocento: un clavichordum cum calcatorio è citato nel trattato enciclopedico Liber XX Artium (c1460) di Paulus Paulirinus ovvero Pavel Žídek; il disegno di un clavicordo con pedaliera si trovava in una copia manoscritta, ora perduta, risalente al 1467 dei Flores musice del teorico trecentesco Hugo von Reutlingen.
L’epoca di maggior diffusione del clavicembalo con pedaliera è comunque il Settecento, quando fu soprattutto usato dagli organisti per esercitarsi; ma è probabile che proprio per questo tipo di strumento Bach abbia composto le sei Triosonaten BWV 525-530.
Verso la metà dell’Ottocento ebbe una certa diffusione il pianoforte con pedaliera, strumento per il quale Schumann scrisse gli Studi op. 56, gli Schizzi op. 58 e le Fugen über BACH op. 60; anche Alkan e Gounod dedicarono alcune composizioni al pianoforte con pedaliera.

(*) Sull’argomento si veda l’ultima parte dell’articolo Falsi celebri.


BWV 565

Videbitis turbam

Agostino Agazzari (2 dicembre 1578 – 1640): Tristis est anima mea, mottetto a 8 voci (da Promp­tua­rii musici Pars Prima, 1611). Vocal Concert Dresden e Cappella Sagittariana Dresden, dir. Peter Kopp.

Tristis est anima mea usque ad mortem;
sustinete hic, et vigilate mecum:
nunc videbitis turbam, quæ circumdabit me.
Vos fugam capietis, et ego vadam immolari pro vobis.

Tristis est anima mea è uno dei due brani di Agazzari inclusi nel Florilegium Portense, ampia silloge di mottetti a 4-8 voci, concepita a uso didattico per il Ginnasio di Schulpforta (monastero cisterciense sito presso Naumburg, in Sassonia-Anhalt). La raccolta – il cui titolo latino significa appunto «Antologia di Pforta» – era stata iniziata da Sethus Calvisius quando dirigeva il coro del Ginnasio, e poi ultimata e data alle stampe dal suo successore Erhard Bodenschatz; nella sua redazione definitiva (2 volumi, 1618 e 1621) comprende in tutto 265 mottetti di autori italiani, tedeschi e franco-fiamminghi. Ha una certa importanza per gli storici della musica in quanto costituì una fonte primaria per i compositori della Chiesa luterana. Nel 1729, a Lipsia, Johann Sebastian Bach acquistò per conto della Chiesa di san Tommaso un esemplare del Florilegium Portense, che fu poi utilizzato nelle varie chiese della città sassone fino al 1793.


Agazzari, Tristis a 8

316a & 975


Antonio Vivaldi (1678 – 28 luglio 1741): Concerto in sol minore per violino, violoncello, archi e basso continuo op. 4 (La Stravaganza) n. 6 RV 316a. Concerto Italiano, dir. Rinaldo Alessandrini.



Johann Sebastian Bach (1685 – 28 luglio 1750): Concerto in sol minore per clavicembalo BWV 975, da Vivaldi. Hans Ludwig Hirsch.


BWV 975

Moderato nobile


Erich Wolfgang Korngold (29 maggio 1897 – 1957): Concerto in re maggiore per violino e orchestra op. 35 (1945). Gil Shaham, violino; Berliner Philharmoniker, dir. Zubin Mehta.

I. Moderato nobile
II. Romanze [10:55]
III. Finale: Allegro assai vivace [20:00]

Il Concerto si conclude a 27:30. Dopo oltre 3′ di applausi, Shaham concede un bis interpretando la Gavotta en rondò, III movimento della Partita in mi maggiore BWV 1006 (1720) di J. S. Bach.


Korngold, op. 35

La superstizione porta sfortuna (per Giuliana)


Il pianista, matematico, filosofo, scrittore e prestigiatore statunitense Raymond Smullyan (1919-2017) esegue il Preludio e Fuga in la minore BWV 543 di Johann Sebastian Bach nella trascrizione per pianoforte di Franz Liszt.
Smullyan, che all’epoca di questa interpretazione aveva all’incirca 88 anni, è l’autore del pensiero che dà il titolo al presente articolo; la frase era piaciuta molto anche a Umberto Eco, il quale la menzionò nel Pendolo di Foucault.


Bach-Liszt BWV 543
Questo articolo è dedicato a Giuliana, che non è superstiziosa.

Sarabanda e variazioni

Gustav Nottebohm (12 novembre 1817 – 1882): Variazioni sopra un tema di J. S. Bach per pianoforte a 4 mani op. 17 (1865). Hans-Peter e Volker Stenzl.
Più che come compositore, oggi Nottebohm è noto quale musicologo: pubblicò numerosi studi su Beethoven ancor oggi considerati fondamentali, curò un catalogo tematico delle composizioni di Schubert e raccolse un’imponente quantità di partiture di musica barocca e prebarocca.
Il tema di queste Variazioni è tratto dalla Sarabanda (III movimento) della Suite francese n. 1 in re minore BWV 812. Nottebohm eseguì spesso l’op. 17 in concerto insieme con Brahms.

Nottebohm, op. 17