Over the hills and far away

1. Tom, Tom, the Piper’s Son
Canzoncina infantile tradizionale (XVII secolo), qui interpretata da Hilary James e Simon Mayer.

Tom, he was a piper’s son,
He learnt to play when he was young,
The only tune that he could play
Was Over the hills and far away.


2. Jockey’s Lamentation
Da Wit and Mirth: Or Pills to Purge Melancholy (1698-1720) di Thomas D’Urfey. The City Waites, dir. Lucie Skeaping.

‘Tis o’er the hills and far away,
The wind has blown my plaid away.


3. Hark! now the drums beat up again
Canto di reclutamento risalente agli anni della guerra di successione spagnola (1701-14); il testo si trova, con qualche variante, nella commedia di George Farquhar The Recruiting Officer (1706).

Hark! now the drums beat up again
For all true soldier gentlemen,
Then let us list and march, I say,
Over the Hills and far away.

Over the hills and o’er the main
To Flanders, Portugal and Spain,
Queen Anne commands and we’ll obey,
Over the hills and far away.

All gentlemen that have a mind,
To serve the queen that’s good and kind,
Come list and enter into pay,
Then over the hills and far away.

No more from sound of drum retreat,
While Marlborough and Galway beat,
The French and Spaniards every day,
When over the hills and far away.

[Dipinto di Thomas Payton]


Versione di John Tams per la serie televisiva Sharpe, protagonista Sean Bean, ambientata all’epoca delle guerre napoleoniche. In ogni episodio è cantata una strofe differente.

Here’s forty shillings on the drum
To those who volunteer to come,
To ‘list and fight the foe today
Over the Hills and far away.

O’er the hills and o’er the main
Through Flanders, Portugal and Spain.
King George commands and we obey
Over the hills and far away.

Through smoke and fire and shot and shell,
And to the very walls of hell,
But we shall stand and we shall stay
Over the hills and far away.

Though I may travel far from Spain
A part of me shall still remain,
And you are with me night and day
and Over the hills and far away.

Then fall in lads behind the drum
With colours blazing like the sun.
Along the road to come what may
Over the hills and far away.

When Evil stalks upon the land
I’ll neither hold nor stay me hand
But fight to win a better day,
Over the hills and far away.

If I should fall to rise no more,
As many comrades did before,
Ask the pipes and drums to play
Over the hills and far away.

Let kings and tyrants come and go,
I’ll stand adjudged by what I know.
A soldiers life I’ll ne’er gainsay.
Over the hills and far away.

Though kings and tyrants come and go
A soldier’s life is all I know
I’ll live to fight another day
Over the hills and far away.

Old Wellington, he scratched his bum.
He says, “Boney lad, thee’s had thee fun.”
My riflemen will win the day
Over the hills and far away.


5. Were I Laid on Greenland’s Coast
Testo di John Gay per The Beggar’s Opera (Air XVI, cantato da Macheath e Polly) con musica adattata da Johann Christoph Pepusch (1728).

Macheath: Were I laid on Greenland’s Coast,
And in my Arms embrac’d my Lass;
Warm amidst eternal Frost,
Too soon the Half Year’s Night would pass.
Polly: Were I sold on Indian Soil,
Soon as the burning Day was clos’d,
I could mock the sultry Toil
When on my Charmer’s Breast repos’d.
Macheath: And I would love you all the Day,
Polly: Every Night would kiss and play,
Macheath: If with me you’d fondly stray
Polly: Over the Hills and far away.

Ancora l’Air XVI interpretato da Laurence Olivier e Dorothy Tutin nella versione cinematografica del lavoro di Gay, diretta da Peter Brook nel 1953.


Greensleeves VII

Con il suo ensemble, The Broadside Band, Jeremy Barlow ha lavorato a lungo e proficuamente sulle musiche utilizzate da Johann Christoph Pepusch nella Beggar’s Opera (1728) di John Gay: la quale è l’unica ballad opera di cui si parli ancora ai nostri giorni, grazie anche al rifacimento brechtiano del 1928, Die Dreigroschenoper, che adotta però musiche originali composte da Kurt Weill. Per la Beggar’s Opera invece, com’è noto, Pepusch adattò i testi di Gay a melodie che all’epoca avevano una certa notorietà, prendendole a prestito da broadside ballads, arie d’opera, inni religiosi e canti di tradizione popolare.
Oltre a produrre un’edizione completa del lavoro di Gay e Pepusch, Barlow e la sua band hanno inciso (per Harmonia Mundi, 1982) anche un’antologia degli airs più famosi (in tutto nove brani), di ciascuno dei quali proponendo non solo la versione della Beggar’s Opera ma anche la composizione originale e eventuali altre sue trasformazioni, varianti e parodie.
L’ultimo track dell’antologia, quello che qui sottopongo alla vostra attenzione, è dedicato a Greensleeves. Comprende, nell’ordine:
1. una improvvisazione sul passamezzo antico, eseguita al liuto da George Weigand;
2. [a 1:13] Greensleeves, la più antica versione nota della melodia con la più antica versione nota del testo (*), cantata da Paul Elliott accompagnato al liuto da Weigand;
3. [a 4:07] la versione strumentale di William Cobbold (1560-1639), con improvvisazioni eseguite da Weigand alla chitarra barocca e da Rosemary Thorndycraft al bass viol;
4. [a 5:27] la versione della Beggar’s Opera che già conosciamo, interpretata ancora da Elliott;
5. [a 6:03] un «medley» di jigs irlandesi eseguito da Barlow al flauto e da Alastair McLachlan al violino.

(*) Da A Handful of Pleasant Delights, 1584:
Alas, my love, you do me wrong,
To cast me off discourteously.
And I have loved you so long,
Delighting in your company.


Greensleeves was all my joy,
Greensleeves was my delight,
Greensleeves was my heart of gold,
And who but my Lady Greensleeves.


I have been ready at your hand,
To grant whatever you wouldst crave,
I have both waged life and land,
Your love and goodwill for to have.


Well I will pray to God on high
That thou my constancy mayst see,
And that yet once before I die,
Thou wilt vouchsafe to love me.


Greensleeves, now farewell, adieu,
God I pray to prosper thee,
For I am still thy lover true,
Come once again and love me.


My Lady Greensleeves

Passamezzo & romanesca


Diego Ortiz (c1510-c1570): Recercada quinta sobre el passamezzo antiguo: Zarabanda, dal Tratado de glosas (trattato sulle variazioni, 1553). Hespèrion XXI, dir. e viola da gamba Jordi Savall.



Diego Ortiz: Recercada VII sobre la romanesca. Stessi interpreti.


Forse, ascoltando queste recercadas, vi sarà venuta in mente Greensleeves: una ragione c’è, ora vedremo di che si tratta.
Passamezzo e romanesca sono danze in voga nel Cinquecento e nei primi anni del secolo successivo. Il passamezzo, di origine italiana, ha andamento lievemente mosso e ritmo binario; sotto il profilo coreutico è molto affine alla pavana, tanto che non di rado, all’epoca, viene con questa identificato: nell’Orchésographie (1588), Thoinot Arbeau scrive che il passamezzo è «une pavane moins pesamment et d’une mesure plus légière». La musica del passamezzo si fonda sopra uno schema armonico caratteristico, non molto dissimile da quello della follia; i musicisti europei tardorinascimentali se ne innamorano e l’impiegano quale base di innumerevoli composizioni, come per esempio The Oak and the Ash e, appunto, Greensleeves.
Intorno alla metà del Cinquecento, lo schema armonico del passamezzo dà origine a una variante destinata a avere altrettanta fortuna: viene chiamata passamezzo moderno per distinguerla dall’altra, detta conseguentemente passamezzo antico. Nella seconda parte del secolo, a fianco di passamezzo antico e passamezzo moderno entrano nell’uso altre formule armoniche stilizzate, come per esempio quella detta romanesca, dal nome di una danza affine alla gagliarda, di origine forse italiana o forse spagnola. Lo schema della romanesca è quasi identico a quello del passamezzo antico.
La più antica versione nota di Greensleeves, che risale agli anni ’80 del XVI secolo, si fonda sul passamezzo antico, ma nel volgere di breve tempo viene soppiantata da una variante che adotta il basso della romanesca. Quasi certamente è quest’ultima la versione conosciuta da Shakespeare, che cita Greensleeves (due volte) nella commedia The Merry Wives of Windsor (scritta nel 1597 o poco dopo). Circa centotrent’anni dopo, Greensleeves è ancora di moda, sempre cantata sopra il basso della romanesca, come dimostra l’air XXVII della Beggar’s Opera di John Gay e Johann Christoph Pepusch. La versione originale, identificata nell’Ottocento dal musicografo inglese William Chappell (cui si deve la raccolta Popular Music of the Olden Time, 1855-1859), è oggi la più nota e diffusa.


Ortiz

Greensleeves V

Nella Beggar’s Opera (1728) di John Gay e Johann Christoph Pepusch, la melodia di Greensleeves è adattata al testo seguente (Air XXVII), cantato da Macheath (qui interpretato da Roger Daltrey) subito dopo aver appreso di essere stato condannato a morte:


Since Laws were made for ev’ry Degree,
To curb Vice in others, as well as me,
I wonder we han’t better Company,
Upon Tyburn Tree!
(*)


But Gold from Law can take out the Sting;
And if rich Men like us were to swing,
‘Twould thin out the Land, such Numbers to string
Upon Tyburn Tree!


(*) La forca. Tyburn era un villaggio del Middlesex ove si eseguivano le sentenze capitali.


My Lady Greensleeves