Aspri martìri

Carlo Gesualdo da Venosa (1566 - 1613): Itene, o miei sospiri, madrigale a 5 voci (dal Libro quinto, 1611, n. 3). Exaudi, dir. James Weeks.

Itene, o miei sospiri,
precipitate il volo a lei
che m’è cagion d’aspri martiri.
Ditele per pietà
del mio gran duolo
ch’or mai ella mi sia
come bella, ancor pia
che l’amaro mio pianto
cangerò lieto in amoroso canto.


Dispietato core

Carlo Gesualdo da Venosa (1566 - 1613): Io pur respiro in così gran dolore, madrigale a 5 voci (dal Libro sesto, 1611, n. 10). Exaudi, dir. James Weeks.

Io pur respiro in così gran dolore
e tu pur vivi, o dispietato core?
Ahi, che non vi è più speme
di riveder il nostro amato bene!
Deh, morte, danne aìta,
uccidi questa vita!
Pietosa me ferisci,
a la vita dia fin ed al gran duolo.


Morrò dunque tacendo

Carlo Gesualdo da Venosa (1566 - 1613): Mercè, grido piangendo, madrigale a 5 voci (dal Libro quinto, 1611, n. 11). Exaudi, dir. James Weeks.

«Mercè!», grido piangendo,
ma chi m’ascolta?
Ahi lasso, io vengo meno.
Morrò dunque tacendo.
Deh, per pietade! Almeno,
o del mio cor tesoro,
potessi dirti pria
ch’io mora: «Io moro.»


O amare o morire

Carlo Gesualdo da Venosa (1566 - 1613): Dolcissima mia vita, madrigale a 5 voci (dal Libro quinto, 1611, n. 4). Exaudi, dir. James Weeks.

Dolcissima mia vita,
a che tardate la bramata aita?
Credete forse che’l bel foco ond’ardo,
sia per finir perché torcete il guardo?
Ahi, non fia mai, ché brama il mio desire
o d’amarti, o morire.


Dir – In dir

Stefano Gervasoni (26 luglio 1962): Dir – In dir per sestetto vocale e sestetto d’archi (2004-2011); testi di Angelus Silesius (Johannes Scheffler, 1624-1677). Ensemble vocale Exaudi; ensemble strumentale L’Instant Donné; dir. James Weeks.

«Nel 2003 ho scritto In dir, per ensemble vocale a sei voci, un ciclo di undici brani con i testi del mistico del XVII secolo Angelus Silesius, poeta e pensatore, raccolti nei sei libri del Cherubinischer Wandersmann. La commissione di un sestetto per archi da parte di Harry Vogt mi ha dato l’idea di scrivere un commento a In dir che di questo pezzo utilizzasse lo stesso materiale musicale e si ponesse rispetto ad esso in rapporto di complementarietà. Di In dir, Dir conserva il numero delle voci e il loro materiale musicale, diventando così una specie di “sotto-testo”, un’esplicitazione in termini puramente musicali del particolare significato teologico o groviglio di nessi filosofico-religiosi dei distici di Silesius. A questo scopo il brano utilizza principi costruttivi direttamente derivati dai testi silesiani, sorta di madrigalismi di tipo evoluto con il testo in absentia. Se In dir è tensione del raggiungimento del divino o dell’essenza della verità in un altrove ignoto o dentro l’ignoto di noi stessi – tentativo che si attua attraverso la parola –, Dir è questo stato o luogo dove tale segreto, il mistero dell’essere, è conservato, e che la parola non sa dire. Per questo, nella mia intenzione i due sestetti dovrebbero costituire le due metà di un unicum, l’“uno” dell’antico mito platonico, l’essere androgino primordiale da Zeus diviso in due metà, ognuna delle quali perennemente sofferente della nostalgia della propria metà perduta e del continuo tentativo di ricongiungersi ad essa. Una complementarietà che si realizza attraverso l’alternanza, mai con la sovrapposizione. Il “Tu” divino, che la parola evoca, coincide nella sua essenza con la scoperta dell’“io” interiore”, ma l’uno e l’altro sono irraggiungibili. In dir e Dir sono complementari perché possono essere eseguiti di seguito (prima il sestetto vocale, poi il sestetto per archi) o alternati secondo l’ordine seguente, in cui i brani di Dir sono presentati in ordine inverso rispetto ai corrispettivi brani di In dir. Oppure potranno essere eseguiti separati, rimandandosi l’un l’altro a distanza.» (Stefano Gervasoni)


Stefano Gervasoni
Buon compleanno 🙂