Il desiderio

Maddalena Casulana (attiva nella 2 metà del sec. XVI): Morir non può il mio cuore, madrigale a 4 voci, dalla raccolta Il Desiderio (1566). The Hilliard Ensemble.

Morir non può il mio cuore:
ucciderlo vorrei, poi che vi piace.
Ma trar non si può fuore
del petto vostr’ove gran tempo giace.

Et uccidendol’io,
come desio,
so che morreste voi,
morend’anch’io.


Il desiderio che dà il titolo alla silloge di Maddalena Casulana (prima opera musicale pubblicata da una donna) è soprattutto quello di mostrare al mondo l’errore vanitoso degli uomini, i quali credono di essere i soli a possedere doti intellettuali e ritengono impossibile che ne siano dotate anche le donne.
Qui si trova un interessante studio (in inglese) sull’opera di Maddalena Casulana.


Maddalena Casulana: Morir non può il mio cuore

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Immagine di santità


Anonimo: Katerine collaudemus, Carmen Buranum 19*. New London Consort, dir. Philip Pickett.

Katerine collaudemus
virtutum insignia,
cordis ei presentemus
et oris obsequia,
ut ab ipsa reportemus
equa laudum premia.

Multa fide Katerina
iudicem Maxentium,
non formidat lex divina
sed format eloquium
quod confutat ex doctrina
errores gentilium.

Victi Christo confitentur
relictis erroribus,
iubet iudex ut crementur,
nec pilis aut vestibus
nocet ignis et torrentur
inustis corporibus.

Post hec blande rex mollitur
virginem seducere,
nec promissis emollitur
nec terretur verbere;
compeditur, custoditur
tetro clausa carcere.

Clause lumen ne claudatur,
illucet porfirio,
qui regine federatur
fidei collegio
quorum fidem imitatur
ducentena concio.

Huius ergo concionis
concordes constantia
vim mundane passionis
pari patiencia
superemus ut in bonis
regnemus in gloria.



John Dunstable (c1390-1453): Salve scema sanctitatis, mottetto isoritmico a 4 voci, per santa Caterina d’Alessandria. Hilliard Ensemble.

Cantus
Salve scema sanctitatis
Christi cara Katherina,
sponsa speciosa satis
castitate cristallina;
cuius caro columbina
reges refusa,
casti celi cacumina
rotis revinxit reclusa,
ruptis rotulis recusa
plangens plebs precipitatur
rixa rectorum retusa
pira pestilens paratur.
Poli princeps postulatur;
Christo cremantur credentes,
piis palio prestatur,
celum constatium cluentes
claudunt carcere cluentes
votis virginem urentem;
clatris confluunt clementes,
vitam vitant vix volentem.
Virgo virtute vegentem
poscit plebem prosperari
vitam vincens et virentem
polo poscit premiari.

Contratenor
Salve salus servulorum,
circumfulsa carcerata
sole summo, serenorum
cibo celico cibata;
cuius caro carnicata
modo miro mancipatur,
crudo carceri collata
mox medelis medicatur;
miro mulsa mens munitur
ruta remanens regine,
mamillis martyritur
raptis rejectis ruine.
Ringit radix rex rapine
Katherine concitatur,
rosa rubens repentine
collo ceso cruentatur,
curor candens conspicatur
mox mirifice manare,
caeli culmine cure
morbi medelam mandare.
Martyr mitis meditare,
servulorum suffragare
mestas mentes moderare
sospitate salutare.

Tenor
Cantant celi agmina laudes.


Dunstable


Giornata mondiale contro la violenza sulle donne

Un bon compagnon

Orlando di Lasso (1532-1594): Matona mia cara, villanella a 4 voci (dal Libro de Villanelle, Moresche, et altre Canzoni, Parigi 1581). Hilliard Ensemble, dir. Paul Hillier.

Matona mia cara, mi follere canzon
cantar sotto finestra, Lanze bon compagnon.
Don don don diri diri don don don don.

Ti prego m’ascoltare che mi cantar de bon
e mi ti foller bene come greco e capon.

Com’andar alle cazze, cazzar con le falcon,
mi ti portar beccazze, grasse come rognon.

Se mi non saper dire tante belle rason,
Petrarca mi non saper, ne fonte d’Helicon.

Se ti mi foller bene mi non esser poltron;
mi ficcar tutta notte, urtar come monton.


Natale con Perotino I

Perotino il Grande (magister Perotinus Magnus ovvero Pérotin, c1160-c1230): Viderunt omnes, organum quadruplum sul graduale della 3ª messa di Natale (composto forse nel 1198). The Hilliard Ensemble.
Fonte del testo è il Salmo XCVII, vv. 3b, 4a e 2:

3b Viderunt omnes fines terræ salutare Dei nostri.
4a Jubilate Deo, omnis terra.
2a Notum fecit Dominus salutare suum;
2b ante conspectum gentium revelavit justitiam suam.

Derry-down


Thomas Ravenscroft (c1582-c1635): The three ravens. The Hilliard Ensemble.
Non si hanno molte notizie su Ravenscroft, che però fu molto ammirato e stimato dai musicisti suoi contemporanei. Più che per le sue composizioni originali, è noto per un cospicuo numero di raffinati arrangiamenti di melodie tradizionali, qual è appunto The three ravens, che Ravenscroft pubblicò in tre diverse raccolte: Pammelia (1609), Deuteromelia: or The Second part of Musicks melodie (1609) e Melismata (1611).
Il nome di Ravenscroft, superfluo dire, comparirà spesso in questo blog 😉

There were three ravens sat on a tree,
down-a-down, hay down, hay down,
There were three ravens sat on a tree,
with a down,
There were three ravens sat on a tree,
They were as black as they might be,
with a-down, derry, derry, derry, down, down.

The one of them said to his mate,
Where shall we our breakfast take?

Down in yonder green field,
There lies a knight slain under his shield.

His hounds they lie down at his feet,
So well they can their master keep.

His hawks they fly so eagerly,
There’s no fowl dare him come nie.

Down there comes a fallow doe,
As great with young as she might go.

She lift up his bloody head,
And kissed his wounds that were so red.

She got him up upon her back,
And carried him to earthen lake.

She buried him before the prime.
She was dead herself ere even-song time.

God send every gentleman
Such hawks, such hounds, and such a leman.

Sumer is icumen in

Sumer is icumen in

L’esempio più antico di onomatopea musicale che io conosca è l’imitazione del canto del cuculo su cui si fonda il brano che vedete qui sopra, scritto su una pagina del codice Harley 978 della British Library: la cosiddetta « rota di Reading » (dal nome dell’abbazia in cui il manoscritto era un tempo conservato), ossia Sumer is icumen in. Non conosciamo il nome dell’autore, ma è possibile che si tratti di « W. de Wycombe », precentore del priorato di Leominster, Herefordshire, il cui nome è così riportato sul manoscritto.
Questo celebre canone (rota = round ) risale a quasi ottocento anni fa ed è la più antica com­po­si­zione polifonica a sei voci che ci sia pervenuta. Il testo, in inglese medio (Middle English ), descrive la natura all’inizio dell’estate:

Sumer is icumen in,
Lhude sing cuccu!
Groweþ sed and bloweþ med
And springþ þe wde nu.
Sing cuccu!
Awe bleteþ after lomb,
Lhouþ after calue cu.
Bulluc sterteþ, bucke uerteþ,
Murie sing cuccu!
Cuccu, cuccu, wel singes þu cuccu;
Ne swik þu nauer nu.

Pes : Sing cuccu nu.

È arrivata l’estate,
canta a piena voce, cucù!
Germoglia il seme e fiorisce il prato,
il bosco rinasce a nuova vita.
Canta, cucù!
La pecora bela per il suo agnello,
il vitello muggisce alla mucca,
salta il toro, il cervo emette fiati,
canta con gioia, cucù!
Cucù, cucù, come canti bene, cucù!
Ora non smettere più.

Pes : Canta, cucù, adesso.

Indicazioni per l’esecuzione del canone (scritte con inchiostro nero):

Hanc rotam cantare possunt quatuor socii. A paucioribus autem quam a tribus aut saltem duobus non debet dici, preter eos qui dicunt pedem. Canitur autem sic. Tacentibus ceteris, unus inchoat cum hiis qui tenent pedem. Et cum venerit ad primam notam post crucem, inchoat alius, et sic de ceteris. Singuli vero repausent ad pausaciones scriptas, et non alibi, spacio unius longe note. Possono cantare questa rota quattro persone. Non può essere eseguita da meno di tre o al minimo due, oltre a quelli che cantano il pes. Per cantare si procede in questo modo. Mentre gli altri stanno zitti, uno inizia la rota insieme con i due che cantano il pes. Ma quando il primo arriva alla prima nota dopo la croce, un secondo cantore inizia da capo. Gli altri seguono allo stesso modo. Ogni cantore deve rimanere in silenzio, per la durata di una longa, dov’è indicata la pausa, ma non altrove.

Indicazioni per l’esecuzione del pes (in rosso):

1a voce: Hoc repetit unus quociens opus est, faciens pausacionem in fine. Una voce ripete questa parte tante volte quante sono necessarie, facendo una pausa alla fine.
2a voce: Hoc dicit alius, pausans in medio, et non in fine, sed immediate repetens principium. Un’altra voce canta questa parte facendo una pausa a metà, ma non alla fine, e poi rico­min­ciando immediatamente.

Oltre che sul testo in medio inglese scritto con inchiostro nero, il canone può essere cantato sul testo latino scritto in rosso:

Perspice christicola,
Que dignacio,
Celicus agricola
Pro vitis vicio.
Filio
Non parcens exposuit
Mortis exicio.
Qui captivos semivivos
A supplicio
Vite donat,
Et secum coronat
In coeli solio.
Guarda, o cristiano,
quale onore:
l’agricoltore celeste
per il vizio della vite,
il figlio
non risparmiando, lo espose
al destino della morte.
A voi peccatori, semivivi
per il peccato,
Egli dona la vita
e vi incorona con sé
al soglio celeste.


Sumer is icumen in eseguito dallo Hilliard Ensemble.


Sumer is icumen in, trascrizione in notazione moderna

Sumer is icumen in, trascrizione in notazione moderna