Il modo giusto

Johann Pachelbel (1653 - 1706): Canone e Giga [al minuto 2:57] in re maggiore per 3 violini e basso continuo (1694). Hespèrion XXI, dir. Jordi Savall.
La composizione più tartassata dell’intera storia musicale: eseguita il più delle volte con lentezza abnorme; orbata della seconda parte, la Giga, come se questa non fosse una sua componente fondamentale; per tacer di quelli che ne eseguono il solo antecedente, ossia la parte del I violino, sopra un canapè di accordacci banali, come se ignorassero il significato del termine “canone” – e probabilmente l’ignorano davvero.
Insomma, un gioiello del repertorio musicale barocco ridotto a insipida sciacquetta romantico-sentimentale.
Fortuna che ci sono Jordi Savall e il suo ensemble a ricordarci come Pachelbel l’aveva concepito.


Canon

Echi medievali – I: La quarte estampie royal

Anonimo del XIII secolo: La quarte estampie royal, tratta dal manoscritto noto come Chansonnier du Roi (fr. 844 della Bibliothèque nationale de France, f. 104r ). Hespèrion XXI, dir. Jordi Savall.
Di che cosa si tratta? L’estampie (in lingua d’oc estampida, in italiano antico stampita o istampitta) è una delle rarissime forme musicali medievali interamente o prevalentemente strumentali, presumibilmente destinata a accompagnare la danza; il nome deriverebbe dal francone estampir = battere i piedi. La struttura dell’estampie, accuratamente descritta nel trattato del teorico francese Johannes de Groche[i]o (Jean de Grouchy, c1255 - c1320), consiste nel susseguirsi di un certo numero di frasi musicali chiamate puncta (la Quarte estampie royal ne ha 7); ciascun punctum è ripetuto due volte con due differenti conclusioni, dette rispettivamente apertum / ouvert e clausum / clos. Mentre i puncta sono diversi l’uno dall’altro, in genere apertum e clausum si ripetono invariati.
Johannes de Grocheo si occupa anche di forme affini, come la ductia ; potete ascoltarne una davvero graziosa in questa pagina del blog.

Tutto questo è pensato per e dedicato a sherazade 🙂


Musica per il Magnifico

Heinrich Isaac (c1450-26 marzo 1517): Un dí lieto giamai, madrigale a 3 voci su testo di Lorenzo de’ Medici, detto il Magnifico. Insieme vocale e strumentale L’homme armé.

     Un dí lieto giamai
non ebbi, Amor, da poi
che dalli lacci tuoi mi dislegai.
     Cagion della nimica
mia donna, a cui servia;
cosí convien ch’i’ dica
la sua discortesia.
Amore a tal follia
m’indusse, allor ch’i’ ruppi
i tuoi amorosi gruppi e ti lassai.
     Fanne tu, Amor, vendetta,
ché mio poter non cura;
anzi talor m’alletta
con gli occhi e m’assicura;
e poi mi strazia e giura
che te e me disprezza:
cotanto male avvezza, signor, l’hai.
     Ma, lasso, or del mio errore
m’avveggio e me ne pento,
ché sanza te, Amore,
assai piú doglia sento.
Allor qualche contento
sentiva a mezzo il lutto:
or quello è perso tutto, e vivo in guai.



Heinrich Isaac: Palle, palle, canzone a 3 voci. Versione strumentale eseguita dall’ensemble Piffaro; versione per organo (intavolatura pubblicata nel 1507) eseguita da Gabriele Giacomelli.


Heinrich Isaac: Quis dabit capiti meo aquam?, mottetto a 4 voci su testo di Agnolo Poliziano, in morte di Lorenzo il Magnifico (1492). La Capella Reial de Catalunya e Hespèrion XXI, dir. Jordi Savall.

Prima pars :
     Quis dabit capiti meo aquam?
     Quis oculis meis fontem lachrimarum dabit,
     ut nocte fleam, ut luce fleam?
     Sic turtur viduus solet,
     sic cygnus moriens solet,
     sic luscinia conqueri.
     Heu miser, o dolor!

Secunda pars, altus & tenor I:
     Laurus impetu fulminis
     illa iacet subito,
     laurus omnium celebris
     musarum choris,
     nympharum choris.
Secunda pars, bassus:
     Et requiescamus in pace.

Tertia pars :
     Sub cuius patula coma
     et Phebi lira blandius insonat
     et vox blandius insonat.
     Nunc muta omnia,
     nunc surda omnia.


Palle

Un bacio oppure mille (un post colmo d’amore)

Thoinot Arbeau (pseudonimo di Jehan Tabourot, 1519-1595): Belle, qui tiens ma vie, chanson ovvero pavana. La Capella Reial de Catalunya e Hespèrion XXI, dir. Jordi Savall.
(L’avevamo già ascoltata nell’elaborazione di Philip Heseltine alias Peter Warlock.)

Belle, qui tiens ma vie
captive dans tes yeulx,
qui m’as l’âme ravie
d’un soubzris gracieux,
viens tost me secourir
ou me fauldra mourir.

Pourquoy fuis-tu mignarde
si je suis près de toy,
quand tes yeulx je regarde
je me perds dedans moy
car tes perfections
changent mes actions.

Approche donc, ma belle,
approche toy mon bien,
ne me sois plus rebelle
puis que mon coeur est tien,
pour mon mal appaiser,
donne-moy un baiser.



Clément Janequin (c1485-1558): Petite nymphe folastre, chanson a 4 voci (pubblicata negli Amours de Pierre de Ronsard, 1552). The Montreal Bach Choir Society, dir. George Little (sopra) e Promusica.

Petite nymphe folastre,
nymphette que j’idolatre,
ma mignonne dont les yeulx
logent mon pis et mon mieux;
ma doucette, ma sucrée,
ma grâce, ma cytherée,
tu me doibs pour m’appaiser
mille fois le jour baiser.


Era il 1970 o giù di lì, avevo 14 anni (o giù di lì) e mi capitò quasi per caso di ascoltare due chansons di Janequin (le Chant des oyseaulx e, appunto, Petite nymphe folastre) interpretate dal coro di Montreal: fu un colpo di fulmine.
Buona festa di san Valentino 🙂


Ninna-nanna catalana

Anonimo (c1700): Mareta, no’m faces plorar. Monserrat Figueras e Arianna Savall, soprani; Hespèrion XXI, dir. Jordi Savall.

Mareta, mareta, no’m faces plorar,
compra’m la nineta avui qu’es el meu sant.
Que tinga la nina hermosos els ulls,
la cara molt fina i els cabells molt rull.

Marieta, Marieta jo es cantaré
una cançoneta que ta adormiré.
Dorm-te, neneta, dorm si tens son.
Dorm-te, neneta, dorm si tens son.


Jordi Savall e Monserrat Figueras

A zonzo per Londra con Playford & Co. – Saint Paul’s Wharf


Anonimo: Saint Paul’s Wharf, da John Playford, The English Dancing Master (Londra 16511); arrangiamento per liuto di Pascale Boquet. Valéry Sauvage, liuto.




Giles Farnaby (c1563-1640): Pawles Wharfe, dal Fitzwilliam Virginal Book. Claudio Colombo, pianoforte digitale.


stpaulswharf



William Brade (1560-1630): Ein Schottisch Tanz, da Newe ausserlesene liebliche Branden, Intraden, Mascharaden, Balletten, All’manden, Couranten, Volten, Aufzüge und frembde Tänze (Amburgo 1617). Hespèrion XXI, dir. Jordi Savall.