Del ciel regina

Guillaume Dufay (c1397-27 novembre 1474): Vergine bella, canzone spirituale su testo di Fran­cesco Petrarca (1ª strofe). Duo Mignarda: Donna Stewart, voce; Ron Andrico, liuto.

Vergine bella, che di sol vestita,
coronata di stelle, al sommo Sole
piacesti sí, che ’n te Sua luce ascose,
amor mi spinge a dir di te parole:
ma non so ’ncominciar senza tu’ aita,
et di Colui ch’amando in te si pose.
Invoco lei che ben sempre rispose,
chi la chiamò con fede:
Vergine, s’a mercede
miseria extrema de l’humane cose
già mai ti volse, al mio prego t’inchina,
soccorri a la mia guerra,
bench’i’ sia terra, et tu del ciel regina.


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Terribilis est locus iste

Guillaume Dufay (c1397-1474): Nuper rosarum flores, mottetto a 4 voci (1436). Huelgas Ensemble, dir. Paul van Nevel.
Nuper rosarum flores fu composto per la consacrazione del Duomo di Firenze, avvenuta il 25 marzo 1436. Si è ipotizzato che la struttura del mottetto e quella della cattedrale siano correlate, ma l’argomento è tuttora oggetto di discussione; qui si trovano alcune informazioni in proposito.

Nuper rosarum flores
Ex dono pontificis
Hieme licet horrida
Tibi, virgo coelica,
Pie et sancte deditum
Grandis templum machinae
Condecorarunt perpetim.

Hodie vicarius
Jesu Christi et Petri
Successor Eugenius
Hoc idem amplissimum
Sacris templum manibus
Sanctisque liquoribus
Consecrare dignatus est.

Igitur, alma parens
Nati tui et filia
Virgo decus virginum,
Tuus te Florentiae
Devotus orat populus,
Ut qui mente et corpore
Mundo quicquam exorarit.

Oratione tua
Cruciatus et meritis
Tui secundum carnem
Nati Domini sui
Grata beneficia
Veniamque reatum
Accipere mereatur.
Amen.

Tenor :
Terribilis est locus iste.


L’homme armé IV


Robert Morton (c1430-?): Il sera pour vous conbatu, quodlibet a 3/4 voci. UCLA Early Music Ensemble (sopra); versione per liuto eseguita da Carsten Timpe.

Robert Morton, Il sera pour vous

Fra i nomi dei possibili autori della chanson dell’homme armé v’è quello di Robert Morton, musicista inglese attivo principalmente presso la corte di Filippo il Buono prima e di Carlo il Temerario poi.
(Ohibò, un inglese in Borgogna? E come mai? Ah, già: la guerra dei cent’anni… 😉 )
Di Morton ci sono pervenuti una dozzina di rondeaux (quattro di incerta attribuzione), quasi tutti a 3 voci; Il sera pour vous conbatu è un quodlibet, ossia un brano costruito giustapponendo melodie di varia origine; come si può osservare nella trascrizione in notazione moderna qui sopra riportata, la melodia dell’homme armé è affidata alle voci di tenor e contratenor.
Secondo studi recenti, la composizione risalirebbe al 1463: non si tratterebbe dunque della più antica elaborazione nota della melodia dell’homme armé se si accetta per buona la datazione al decennio precedente delle messe di Dufay e Ockeghem fondate sulla medesima melodia.


Le altre puntate:

L’homme armé II


Guillaume Dufay (c1397-1474): Missa L’homme armé a 4 voci (c1450-60). Oxford Camerata, dir. Jeremy Summerly.



Le altre puntate:

L’homme armé I

L’homme, l’homme, l’homme armé,
l’homme armé,
l’homme armé doibt on doubter,
doibt on doubter.
On a fait par tout crier
que chascun se viegne armer
d’un haubregon de fer.
L’homme, l’homme, l’homme armé,
l’homme armé,
l’homme armé doibt on doubter.

Ossia: Si deve aver timore dell’uomo armato. Ovunque si è fatto proclamare che ognuno venga a munirsi di un buon usbergo di ferro.

Questa chanson ha una storia davvero singolare. Ebbe probabilmente origine nel ducato di Borgogna intorno alla metà del secolo XV. Secondo Pietro Aaron, autore della musica sarebbe Antoine Busnois (al servizio della corte borgognona dal 1467, anno in cui il ducato fu ereditato da Carlo il Temerario); l’affermazione del teorico italiano non è però suffragata da prove attendibili né da altre testimonianze coeve, ragion per cui L’homme armé è considerato un brano adespoto.

Fra il 1460 circa e il 1580, la melodia dell’homme armé fu impiegata da diversi musicisti come base per l’elaborazione di messe polifoniche; gli autori portano nomi illustri: oltre allo stesso Busnois, in quel genere di composizione si cimentarono infatti Guillaume Dufay, Loyset Compère, Jacob Obrecht, Johannes Ockeghem, Josquin des Prez (il quale ne scrisse due), Antoine Brumel, Matthaeus Pipelare, Pierre de La Rue, Cristóbal Morales e così via, fino a Giovanni Pierluigi da Palestrina (anch’egli ne compose due). Nessun altro tema musicale ha suscitato altrettanto interesse presso i compositori dell’epoca.

Considerata sotto l’aspetto puramente musicale, la chanson ha indubbiamente un che di militaresco: non solo nel testo, ma anche nella melodia, i cui intervalli di quarta e di quinta fanno pensare alle trombe da segnali. Fra le caratteristiche che ne determinarono la popolarità presso i musicisti del ‘400 e del ‘500 v’è sicuramente il fatto che la melodia dell’homme armé si presta a essere elaborata contrappuntisticamente in modi differenti.

Nasce ora, più che legittima, una curiosità: chi può essere l’«uomo armato» di cui «bisogna aver timore»? A questa domanda si tenterà di dare risposta in una delle prossime puntate…



Le altre puntate:

A proposito di rondeau VII

Guillaume Dufay (1397-1474): Ne je ne dors ne je ne veille. Duo Mignarda: Donna Stewart, mezzosoprano; Ron Andrico, liuto.

 Ne je ne dors, ne je ne veille,
 Tant ay fort la puce en l’oreille,
C’est du mains que de souspirer:
Car contraint suis de desirer
Que mort contre moy se resveille.

Desir ne veult que je sommeille,
L’oeil ouvert ennui me conseille,
Que je transisse de pleurer.

 Ne je ne dors…

Je n’ay pas la coulleur vermeille,
C’est par vous, dont je m’esmerveille,
Comment vous povez endurer.

Que pour vous craindre et honnourer,
Je souffre doulleur nonpareille.

 Ne je ne dors…