Date palmas nobiles

Georg Friedrich Händel (1685 – 14 aprile 1759): Silete, venti, mottetto per soprano e orchestra HWV 242 (c1724). Emmanuelle de Negri, soprano; Les Arts Florissants, dir. William Christie.


Symphonia: Largo – Allegro


Recitativo accompagnato: Larghetto [2:14]

Silete venti, nolite murmurare frondes,
quia anima mea dulcedine requiescit.


Aria: Andante ma larghetto [5:35]

Dulcis amor, Jesu care,
quis non cupit te amare?
Veni, transfige me!
Si tu feris, non sunt clades:
tuae plagae sunt suaves,
quia totus vivo in te.


Accompagnato [12:43]

O fortunata anima!
O jucundissimus triumphus!
O felicissima laetitia!


Aria: Andante – Allegro – Da capo: Andante [13:15]

Date serta, date flores;
me coronent vestri honores;
date palmas nobiles.
Surgant venti
Et beatae spirent almae fortunatae
Auras coeli fulgidas.


Presto [22:13]

Alleluja


HWV 242

Annunci

A proposito della passacaglia

Brevi note per unallegropessimista 🙂

Passacaglia è il nome generico di una danza secentesca di origine spagnola e della forma musicale tradizionalmente associata alla danza stessa, in ritmo ternario e di andamento lento. Fra Seicento e Settecento la passacaglia si affermò nella musica d’arte assumendo la forma di variazioni sopra un tema, sopra uno schema armonico o sopra un basso ostinato; sotto il profilo musicale, la passacaglia è di fatto simile alla ciaccona, tanto che a lungo i due termini furono considerati equivalenti.
Numerosi musicisti si sono dedicati alla composizione di passacaglie; uno dei primi è Girolamo Frescobaldi:


Nell’ambito della musica teatrale, una passacaglia assai nota si trova nel V atto dell’Armide di Lully:


La Passacaglia con Fuga BWV 582 di Bach è uno dei più grandi capolavori della musica organistica d’ogni tempo:


Fra le passacaglie più celebri va annoverata quella in sol minore di Georg Friedrich Händel; fa parte di una Suite per clavicembalo (la n. 7, HWV 432) ed è una passacaglia sui generis perché ha ritmo binario anziché ternario. La versione originale suona così:


Nel 1897, quasi centoquarant’anni dopo la morte di Händel, il compositore norvegese Johan Halvorsen elaborò un adattamento per violino e viola della Passacaglia in sol minore:


Tanto della versione originale di Händel quanto della rielaborazione di Halvorsen esistono vari arrangiamenti per strumenti diversi. Fino a qualche anno fa, un adattamento per arpa (eseguito da Anna Palomba Contadino) era ben noto agli abbonati Rai:


Un’altra famosa passacaglia si trova nel IV movimento del Quintettino op. 30 n. 6 di Luigi Boccherini, noto anche come Musica notturna delle strade di Madrid:


È una passacaglia il Finale della Quarta Sinfonia di Brahms, costituito da una serie di 32 variazioni sopra il tema conclusivo della cantata Nach dir, Herr, verlanget mich BWV 150 di Bach.


Troviamo una passacaglia, poi, fra i capolavori della musica del Novecento: è l’opus 1 di Anton Webern:


HWV 432

Cifra tonda (Concerto per organo e orchestra – X)


Georg Friedrich Händel (5 marzo 1685 – 1759): Concerto in la maggiore per organo, archi e basso continuo HWV 296a. Lorenzo Ghielmi, organo e direzione; La Divina Armonia.

I. Largo e staccato
II. Organo ad libitum [4:21]
III. Andante [6:35]
IV. Grave [10:26]
V. Allegro [11:07]

Quarant’anni fa, il 1° marzo 1979, iniziai a lavorare per la Utet: quel giorno divenni ufficialmente un membro della Redazione dell’enciclopedia della musica, la quale avrebbe poi assunto la denominazione di Dizionario enciclopedico universale della musica e dei musicisti (DEUMM) e con questo titolo sarebbe stata pubblicata dalla Casa editrice torinese fra il 1983 e il 2005.
L’enciclopedia era stata concepita nel 1975 dal professor Alberto Basso, consulente della Utet per le opere musicologiche. Basso aveva chiesto e ottenuto dall’Azienda che i redattori potessero lavorare sotto la sua guida diretta: l’attività redazionale si svolgeva dunque, all’epoca, nell’abitazione-laboratorio del professore, in una graziosa villa sita in un’amena località della collina torinese.
Oggi voglio fare un piccolo omaggio a Loredana Montanaro, gentile consorte del professore, ospite squisita e infinitamente paziente, nonché appassionata cultrice dei concerti per organo di Händel.


villa

Cogli la rosa – II

Georg Friedrich Händel (1685 – 1759): «Lascia la spina», dall’oratorio Il trionfo del Tempo e del Disinganno HWV 46a (1707) su testo di Benedetto Pamphili. Natalie Dessay, soprano; Le Concert d’Astrée, dir. Emmanuelle Haïm.

Lascia la spina,
cogli la rosa;
tu vai cercando
il tuo dolor.

Canuta brina
per mano ascosa
giungerà quando
nol crede il cuor.


Georg Friedrich Händel: «Lascia ch’io pianga», dal II atto dell’opera Rinaldo HWV 7 (1711) su libretto di Giacomo Rossi. Patricia Petibon, soprano; Venice Baroque Orchestra.

Lascia ch’io pianga
mia cruda sorte
e che sospiri
la libertà.

Il duolo infranga
queste ritorte
de’ miei martiri
sol per pietà.



William Babell (1689/90 – 23 settembre 1723): «Lascia ch’io pianga» di Händel, trascrizione per clavicembalo eseguita da Erin Helyard.


Lascia ch'io pianga

HWV 428


Georg Friedrich Händel (5 marzo 1685 – 1759): Suite in re minore per clavicembalo HWV 428 (n. 3 della raccolta Suites de Pieces pour le Clavecin, 1720). Ludger Rémy.

I. Präludium: Presto
II. Allegro (Fugue) [1:01]
III. Allemande [3:26]
IV. Courante [8:10]
V. Air & 5 variations [10:02]
VI. Presto [20:26]


HWV 428

Dalla Suite al Concerto grosso


Friedrich Wilhelm Zachow o Zachau (14 novembre 1663 – 1712): Suite in si minore per clavicembalo. Carole Cerasi.

I. Allemand
II. Courant [a 3:42]
III. Saraband [a 5:00]
IV. Fuga finalis [a 7:04]


Zachow, Suite h-moll, IV


Händel, allievo di Zachow, utilizzò il tema della «Fuga finalis» della Suite in si minore nell’ultimo movimento del Concerto grosso op. 6 n. 12.


Georg Friedrich Händel (1685-1759): Concerto grosso in si minore op. 6 n. 12, HWV 330 (1740). Orchestra da camera L’Arco Magico, dir. Antonio Puccio.

I. Largo
II. Allegro [a 2:11]
III. Larghetto, e piano [a 5:14]
IV. Largo [a 8:57]
V. Allegro [a 10:06]


HWV 330.5