Eine kleine Nichtmusik

P.D.Q. Bach ovvero Peter Schickele (1935): Eine kleine Nichtmusik (1977).
Ecco un quodlibet alquanto irriverente. Se non riuscite a individuare tutte le composizioni citate, oltre ovviamente alla serenata quasi omonima (K 525) di Mozart, ne potete trovare qui di seguito i titoli, elencati in ordine di apparizione ūüėÄ

I movimento:

  – Anonimo: Turkey in the Straw [0:06]
  – Liszt: Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 [0:29]
  – Brahms: Sinfonia n. 3, IV movimento [0:32]
  – Mozart: duetto ¬ęL√† ci darem del mano¬Ľ dal Don Giovanni [0:39]
  – Mozart: Concerto per pianoforte n. 23, I movimento [0:46]
  – Mozart: ¬ęVoi che sapete¬Ľ dalle Nozze di Figaro [0:53]
  – Anonimo: Canto dei battellieri del Volga [0:58]
  – Anonimo: D’ye ken John Peel? (canzone tradizionale inglese) [1:17]
  – Mozart: Sinfonia n. 1, I movimento [1:25]
  – Anonimo: El jarabe tapatio [1:33]
  – Mozart: ¬ęVoi che sapete¬Ľ dalle Nozze di Figaro [1:40]
  – Rachmaninov: Concerto per pianoforte n. 2, I movimento [1:47]
  – Sousa: The Thunderer [2:11]
  – Beethoven: Sinfonia n. 7, IV movimento [2:14]
  – Mozart: Sinfonia n. 41 (Jupiter), IV movimento [2:32]
  – DvoŇô√°k: Sinfonia n. 9 (Dal Nuovo Mondo), I movimento [2:37]
  – Brahms: Sinfonia n. 3, IV movimento [2:40]
  – Brahms: Sinfonia n. 4, I movimento [2:50]
  – H√§ndel: ¬ęFor Unto Us a Child Is Born¬Ľ dal Messiah [3:03]
  – Beethoven: Sinfonia n. 5, IV movimento [3:13]
  – Emmett: I wish I was in Dixie [3:23]
  – Ň†ostakovińć: Sinfonia n. 9, I movimento [3:35]
  – ńĆajkovskij: ¬ęMarcia¬Ľ dallo Schiaccianoci [3:44]

II movimento:

  – Foster: Jeannie with the light brown hair [4:01]
  – ńĆajkovskij: Nur wer die Sehnsucht kennt [4:38]
  – Anonimo: Mary had a little lamb (canzoncina infantile) [4:52]
  – ńĆajkovskij: scena dal Lago dei cigni [5:07]
  – Beethoven: Concerto per pianoforte n. 3, I movimento [5:20]
  – Rimskij-Korsakov: Shahrazad, Leitmotiv del violino solista [5:20]
  – Franck: Sinfonia in re minore, I movimento [5:20]
  – Mendelssohn: Fr√ľhlingslied, n. 6 dei Lieder ohne Worte op. 62 [5:33]
  – Brahms: Sinfonia n. 4, I movimento [5:40]
  – Anonimo (forse Davide Rizzio): Auld Lang Syne [5:53]
  – Verdi: ¬ęVedi, le fosche notturne spoglie¬Ľ dal Trovatore [6:16]
  – Wagner: Preludio da Tristan und Isolde [6:31]
  – Anonimo: Alouette (canzoncina infantile) [6:48]
  – Tema B-A-C-H (SI‚ô≠-LA-DO-SI) [7:04]
  – Rachmaninov: Concerto per pianoforte n. 2, III movimento [7:12]

III movimento:

  – Anonimo: Here We Go Loopty Loo (canzoncina infantile) [7:53]
  – Beethoven: Sinfonia n. 5, I movimento [8:14]
  – Von Tilzer: Take Me Out to the Ball Game (inno ufficioso del baseball negli Stati Uniti) [8:36]
  – Musorgskij: tema dell’incoronazione da Boris Godunov [8:55]
  – Anonimo: Oh, Dear, What Can the Matter Be? (canzoncina infantile) [9:12]
  – Rimskij-Korsakov: Shahrazad, tema del giovane principe [9:23]

IV movimento:

  – Foster: Oh, Susanna [9:56]
  – Rossini: galop dalla sinfonia del Guillaume Tell [10:11]
  – Schubert: Marcia militare [10:15]
  – Franck: Sinfonia in re minore, III movimento [10:19]
  – Sullivan: ¬ęMiyasama¬Ľ da The Mikado [10:19]
  – Grieg: ¬ęNell’antro del re della montagna¬Ľ da Peer Gynt [10:23]
  – Schubert: Erlk√∂nig [10:26]
  – Musorgskij: tema dell’incoronazione da Boris Godunov [10:26]
  – Anonimo: Ah!, vous dirai-je, maman (canzoncina infantile) [10:32]
  – Franck: Sinfonia in re minore, III movimento [10:36]
  – Foster: Old Black Joe (canto tradizionale) [10:44]
  – Mozart: Sinfonia n. 29, IV movimento [10:50]
  – Stravinskij: dal finale di P√©trouchka [10:55]
  – Humperdinck: H√§nsel und Gretel, atto I, scena 1a [11:03]
  – Offenbach: ¬ęGalop enfernal¬Ľ da Orph√©e aux enfers [11:07]
  – Schumann: Sinfonia n. 1 (Fr√ľhlingssymphonie), I movimento [11:11]
  – Anonimo: Travadja La Mouk√®re [11:15]
  – Musorgskij: ¬ęLa Grande Porta di Kiev¬Ľ dai Quadri di un’esposizione [11:19]
  – Autore incerto: Westminster Quarters [11:26]
  – Beethoven: Sinfonia n. 5, I movimento [11:20]
  – R. Strauss: Till Eulenspiegels lustige Streiche [11:30]


Peter Schickele

Andante scherzando

Felix Mendelssohn-Bartholdy (1809 - 1847): Quintetto n. 2 in si bemolle maggiore per 2 violini, 2 viole e violoncello op. 87 (1845) adattato per orchestra d’archi. Camerata Bern.

I. Allegro vivace
II. Andante scherzando [8:54]
III. Adagio e lento [13:38]
IV. Allegro molto vivace [22:42]

L’immagine nel video √® un ritratto della moglie di Mendelssohn, C√©cile Jeanrenaud (1817 - 1853), eseguito da Eduard Magnus nel 1835.


Le Ebridi

Felix Mendelssohn-Bartholdy (1809 - 4 novembre 1847): Die Hebriden (Fingalsh√∂hle), ouverture per orchestra op. 26 (1830). G√ľrzenich-Orchester K√∂ln, dir. Fran√ßois-Xavier Roth.
Ispirata dalla visita di Mendelssohn alla grotta di Fingal sull’isola di Staffa, nell’arcipelago delle isole Ebridi, l’8 agosto 1829, l’ouverture √® dedicata a Federico Guglielmo IV di Prussia (all’epoca principe ereditario).


Offenbach 200! – Il celebre virtuoso

Vita di Jacques Offenbach – 3a parte

Poco dopo aver lasciato l’orchestra dell’Op√©ra-Comique, nel 1838, Jacques conobbe Friedrich von Flotow, altro musicista tedesco momentaneamente stanziato a Parigi, di sette anni pi√Ļ anziano e gi√† ben introdotto nei salotti della capitale: qui Flotow e Offenbach iniziarono a esibirsi in duo, eseguendo brani per violoncello e pianoforte composti a quattro mani. Nel gennaio del 1839 Jacques e Julius, nel frattempo diventato Jules, tennero il loro primo concerto pubblico insieme, facendo il tutto esaurito. Una valse lente che Jacques improvvis√≤ quella sera piacque tanto, il pubblico la paragon√≤ ai valzer di Chopin.
Nel corso degli anni 1840 Offenbach prosegu√¨ l’attivit√† concertistica, suonando talvolta con altri celebri virtuosi, fra i quali Anton RubinŇ°tejn, allora undicenne, nel 1841, e Franz Liszt, a Colonia, nel 1843. Convertitosi poi al cattolicesimo, nell’agosto del 1844 Offenbach spos√≤ Herminie d’Alcain (*). Si erano conosciuti nel salotto della madre di lei, il cui secondo marito era un organizzatore londinese di concerti, John Mitchell: e cos√¨, gi√† nella primavera di quell’anno Jacques si era esibito a Londra, suonando fra gli altri con Mendelssohn e il dodicenne Joseph Joachim nel Castello di Windsor, presenti la regina Vittoria e il principe consorte, Alberto.

Nel frattempo Offenbach si era cimentato nella composizione di musiche destinate alla rappresentazione scenica. Il suo segreto desiderio era quello di scrivere per il teatro: ebbe una prima occasione di esaudirlo nel 1839, quando gli fu commissionato il vaudeville in 1 atto Pascal et Chambord, su libretto di Anicet Bourgeois e Brisebarre: and√≤ in scena al Palais-Royal il 2 marzo e fu un fiasco colossale. Nel 1847 fu la volta dell’op√©ra-comique L’Alc√īve, sempre in 1 atto, libretto di Philippe-Auguste Pittaud de Forges, Adolphe de Leuven e Eug√®ne Roche; fu rappresentato il 24 aprile al Th√©√Ętre de La Tour d’Auvergne e non ebbe sorte migliore. Piacque a un unico spettatore, ma era uno spettatore importante: Adolphe-Charles Adam, celebrato autore di opere come Le Postillon de Lonjumeau (1836) e di balletti come Giselle (1841), la cui fortuna dura ancor oggi. Adam espresse il proprio gradimento a Jacques, che ne fu rincuorato: aveva speso tutto ci√≤ che poteva permettersi di spendere per allestire L’Alc√īve, l’insuccesso rischiava di mettere la parola fine alla sua carriera di operista. In seguito Adam propose a Offenbach di scrivere una partitura per il suo teatro, il Th√©√Ętre Lyrique, inaugurato il 15 novembre di quell’anno. La rappresentazione del lavoro di Offenbach era prevista per la primavera dell’anno successivo e tutto sembrava andare per la maggiore.
Gi√†, ma l’anno successivo fu il fatidico 1848.
Allo scoppio della rivoluzione, l’ennesima, Jacques vide crollare nuovamente i propri sogni. Fu costretto a tornare a Colonia. Al suo ritorno a Parigi ottenne l’incarico di direttore del Th√©√Ętre Fran√ßais (1850); i suoi nuovi componimenti teatrali continuarono a riscuotere successi assai modesti.
Ma poi giunse il 1855, l’anno dell’Esposizione universale…


¬ęLa vita di Jacques Offenbach √® la storia di una conquista. Un ragazzo vive solo, a tredici anni, in una citt√† immensa. Gli abitanti l’ignorano. Degli uomini e delle donne che lo circondano egli non parla nemmeno la lingua. √ą povero. Deve guadagnarsi il pane. Ogni sera raggiunge una soffitta solitaria: spesso ha fame. Ma egli √® felice perch√© sa che un giorno la sua vita sar√† piena; perch√© porta in s√© infiniti tesori melodici. La vita di Jacques Offenbach √® l’esempio d’una lotta contro la disperazione, d’un combattimento risolto in una vittoria che per lungo tempo gli si √® negata. Il fatto che essa sia stata infine concessa a Jacques Offenbach prova che esiste fra certi esseri e certe epoche una identificazione, talvolta assoluta. Era necessario che Offenbach attendesse il Secondo Impero per ottenere il successo. Egli ebbe l’eroismo della pazienza: il pi√Ļ grande. A tale coraggio noi siamo debitori d’una musica che prodigiosamente rievoca il suo tempo. Nel nostro cuore gli spartiti di Jacques Offenbach sono legati indissolubilmente al regno di Napoleone III. Pi√Ļ che le scomparse Tuileries, essi illustrano le grandezze e le pecche di un’epoca. Cerchiamo di ricordare il regno del secondo Napoleone: sentiremo i ritmi di Offenbach. Solo i suoi. Privilegio senza dubbio unico.¬Ľ
(Alain Decaux, Offenbach, roi du Second Empire, 1966; traduzione italiana di Alberto Pogni, Rusconi, Milano 1981)

(continua)


(*) Herminie era nata nel 1826 e mor√¨ nel‚ÄČ1887. Dal matrimonio nacquero cinque figli: Berthe (1845 - 1927), Minna (1850 - 1914), P√©pita (1855 - 1925), Jacqueline (1858 - 1936) e Auguste (1862 - 1883).


JO
Jacques Offenbach e famiglia

Camberwell Green

Dedico questo post a Marzia ūüôā


Felix Mendelssohn-Bartholdy (1809 – 1847): Lied ohne Worte in la maggiore op. 62 n. 6 (1842). Vladimir Horowitz, pianoforte.
Questo brano, uno fra i pi√Ļ celebri Lieder ohne Worte di Mendelssohn, √® talvolta chiamato Fr√ľhlingslied (Canto di primavera) e, in Inghilterra, Camberwell Green: fu infatti composto al 168 di Denmark Hill a Camberwell, nella zona sud di Londra, dove Mendelssohn pot√© assaporare la dolce quiete del parco omonimo.
Il Lied ohne Worte (romanza senza parole) √® un genere strumentale romantico, tipicamente tedesco, iniziato da Mendelssohn; le caratteristiche formali e espressive sono appunto quelle del Lied, ma trasferite in ambito esclusivamente strumentale, di solito pianistico. Mendelssohn √® certamente il pi√Ļ famoso autore di Lieder ohne Worte: ne compose otto raccolte, ciascuna costituita da sei brani. Fra gli altri musicisti che si dedicarono a questa forma, uno dei pi√Ļ noti √® Ignaz Moscheles.


Camberwell Green

Una salda fortezza – IV


Felix Mendelssohn-Bartholdy (1809-1847): Quinta Sinfonia in re minore op. 107, Reformations-Sinfonie (1832). Orchestra of the 18th Century, dir. Frans Br√ľggen.

I. Andante ‚ÄĒ Allegro con fuoco
II. Allegro vivace [a 11:39]
III. Andante [a 16:52]
IV. Choral: Ein feste Burg ist unser Gott: Andante con moto ‚Äď Allegro vivace ‚Äď Allegro maestoso [a 21:10]


Mendelssohn, op. 107.4

Autunno – XV

Felix Mendelssohn-Bartholdy (1809 - 1847): Im Herbst, Lied per voce e pianoforte op. 9 n. 5 (1830) su testo di Karl Klingemann (1798‚Äď1862). Barbara Bonney, soprano; Geoffrey Parsons, pianoforte.

Ach, wie schnell die Tage fliehen,
Wo die Sehnsucht neu erwacht,
Wo die Blumen wieder bl√ľhen;
Und der Fr√ľhling wieder lacht!

Alle Wonne soll erstehen,
In Erf√ľllung alles gehen.
Ach, wie schnell die Tage fliehen,
Wo die Sehnsucht neu erwacht!

Seht, die Tage gehn und kommen,
Zieh’n vor√ľber bl√ľtenschwer,
Sommerlust ist bald verglommen,
Und der Herbstwind rauscht daher.

Ach, das rechte Bl√ľhn und Gr√ľnen,
Es ist wieder nicht erschienen!
Ach, wie schnell die Tage fliehen,
Wo die Sehnsucht neu erwacht!