Paracelso


Fabrizio de Rossi Re (1960): Paracelso, azione musicale per flauto e nastro magnetico (1994). Roberto Fabbriciani, flauto; Alessandro Rossi, voce recitante; Fabrizio de Rossi Re, altre voci; Stefania Mecchi, la Ninfa.



Buon compleanno, maestro!

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My sweet Georgia Brown


Ben Bernie (1891-1943) e Maceo Pinkard (1897-1962): Sweet Georgia Brown (1925), interpretato da Django Reinhardt.


Fabrizio de Rossi Re (1960): My sweet Georgia Brown per arpa (1998). Marta Marinelli.
«Il brano, scritto nell’estate del 1998, è una liberissima reinvenzione del famoso standard americano Sweet Georgia Brown che costituisce il materiale di partenza, la tavolozza di colori, dal quale il pezzo prende forma.
«Ho sempre avuto l’idea che l’arpa fosse uno strumento in grado timbricamente di incarnare più di altri la nostra memoria. Ho quindi pensato di utilizzare come materiale preesistente di fondo la famosa canzone (cosa più delle canzoni ha la capacità di immergerci con irrefrenabile invadenza nella nostra memoria?) per costruirgli intorno, trasfigurandola, un brano totalmente originale. In questa trasfigurazione l’originale non appare mai in maniera estremamente chiara, ma sempre come leggero e sfuggente ricordo» (Fabrizio de Rossi Re).


Fabrizio De Rossi Re: una voce contemporanea

Una danza di architettura 🙂

RM Recensioni Musicali

di Ludovico Peroni (RM)

È un grande onore per tutto lo staff di RM avere l’opportunità di intervistare una delle figure più interessanti ed innovative del panorama musicale italiano contemporaneo. Fabrizio De Rossi Re non è di certo un emergente, ma, di volta in volta, riesce a stupire i suoi ascoltatori con esperimenti musicali di rara bellezza e profondità. Lasceremo ampio spazio all’intervista e forniremo link alle opere che verranno menzionate nel discorso. Per i riferimenti biografici ed un elenco soddisfacente delle opere del nostro ospite consigliamo la consultazione del sito corrispondente al seguente indirizzo:

http://composers21.com/compdocs/derossir.htm

Non vorremmo però rubare ulteriore tempo alla nostra intervista quindi…iniziamo!


Come diceva Frank Zappa: “parlare di musica è un po’ come ballare di architettura”. Sarà ardua impresa trovare parole giuste per descrivere la sua musica. Cosa pensa dell’accostamento inedito che abbiamo proposto ai nostri lettori sulla xenocronìa in relazione alle sue opere ed a quelle di Zappa?

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