Di una gioia breve e rara

Cipriano de Rore (1515 o 1516 - 1565): Tra più beati e più sublimi cori, madrigale a 5 voci (pubblicato nella raccolta Le vive fiamme de’ vaghi e dilettevoli madrigali, 1565, n. 11). La Compagnia del Madrigale.

Tra più beati e più sublimi cori
De le più pure essenze ed immortali
Dì o notte ove non son diversi o eguali
Possenti a misurar gli eterni amori,

Or, felice alma, vedi e godi e adori
Il tuo fattor e ’ntendi ciò ch’i frali
Uman pensier non ponno de’ mortali
Il ciel, le stelle, il moto ei lor splendori.

Io qui non miro più quel che solea
De gli occhi tristi caro amato oggetto
Più mesto e fosco che tu lieta e chiara,

Per cui da terr’a volo il mio intelletto
S’alzò già sì che tal gioia prendea
Qual hor tu in ciel, ma ben fu breve e rara.


Del mio morir siete contenta

Cipriano de Rore (1515 o 1516 - 1565): Non è lasso martire, madrigale a 5 voci (dal Quinto Libro de madrigali a cinque voci, 1566, n. 10) su testo di Fortunio Spira. La Compagnia del Madrigale.

Non è lasso martire
Il convenir per voi, donna, morire;
Se la cagion della mia morte è tale,
Che fa lieve ogni male.
Ma quel che mi tormenta,
È che del mio morir siete contenta,
E ch’al primo veder d’altro amatore
Cangiaste il vostro core.
Non è dunque martire
Il convenir per voi, donna, morire?


Gardez-le moy

Cipriano de Rore (c1515/16 - 1565): Mon petit cueur, chanson a 8 voci (2 soprani, 4 tenori, 2 bassi) in forma di canone (pubblicata nella raccolta antologica Treziesme Livre contenant vingt et deux chansons, 1550, n. 7). Huelgas Ensemble, dir. Paul van Nevel.

Mon petit cueur n’est pas à moy:
il est à vous, ma doulce amye.
Mais d’une chose je vous prie:
c’est vostre amour, gardez-le moy.


Piume d’asprezza colme

Cipriano de Rore (1515 o 1516 - 1565): O sonno, madrigale a 4 voci (dal Secondo Libro de madrigali a quatro voci, 1552, n. 3) su testo di Giovanni della Casa. La Compagnia del Madrigale.

O sonno, o della queta humida ombrosa
notte placido figlio; o de’ mortali
egri conforto, oblio dolce de’ mali
sì gravi ond’è la vita aspra e noiosa;

soccorri al core omai, che langue e posa
non have, e queste membra stanche e frali
solleva: a me ten vola, o sonno, e l’ali
tue brune sovra me distendi e posa.

Ov’è ’l silenzio che ’l dì fugge e ’l lume?
E i lievi sogni, che con non secure
vestigia di seguirti han per costume?

Lasso, che ’nvan te chiamo, e queste oscure
e gelide ombre invan lusingo. O piume
d’asprezza colme! O notti acerbe e dure!


I giorni oscuri e le dogliose notti

Cipriano de Rore (c1515/16 - 1565): Mia benigna fortuna, madrigale a 4 voci (pubblicato nel Secondo Libro dei madrigali a 4 voci, 1552, n. 7) su testo di Francesco Petrarca (Canzoniere 332). Huelgas Ensemble, dir. Paul van Nevel.

Mia benigna fortuna e ‘l viver lieto,
i chiari giorni et le tranquille notti
e i soavi sospiri e ‘l dolce stile
che solea resonare in versi e ‘n rime,
vòlti subitamente in doglia e ‘n pianto,
odiar vita mi fanno, et bramar morte.

Crudel, acerba, inexorabil Morte,
cagion mi dài di mai non esser lieto,
ma di menar tutta mia vita in pianto,
e i giorni oscuri et le dogliose notti.
I mei gravi sospir’ non vanno in rime,
e ‘l mio duro martir vince ogni stile.