Partire è un po’ morire? – II

Cipriano de Rore (1515 o 1516 - 1565): Ancor che col partire, madrigale a 4 voci (pubblicato nel Primo libro di madrigali a quatro voci di Perissone Cambio con alcuni di Cipriano Rore, 1547); testo di Alfonso d’Avalos. Ensemble Qvinta Essençia: Elia Casanova, soprano; Hugo Bolívar, controtenore; Albert Riera, tenore; Pablo Acosta Martínez, basso.

Ancor che col partire
io mi sento morire,
partir vorrei ogn’ hor, ogni momento:
tant’ il piacer ch’io sento
de la vita ch’acquisto nel ritorno:
et cosi mill’ e mille volt’ il giorno
partir da voi vorrei:
tanto son dolci gli ritorni miei.


Riccardo Rognoni (c1550 - c1620): Ancor che col partire, variazioni strumentali sul madrigale di Rore. Becky Baxter, arpa; Michael Leopold, tiorba; Annalisa Pappano, viola da gamba.


Altre composizioni di Cipriano de Rore in questo blog:

Quella beltà che ’l mondo honora

Cipriano de Rore (1515 o 1516 - 1565): Ben si conviene a voi, madrigale a 5 voci (pubblicato nel Primo Libro de madrigali a cinque voci, 1542, n. 18). Ensemble Blue Heron, dir. Scott Metcalfe.

Ben si conviene a voi
Così bel nome, alma mia rosa, poi
Che con quella beltà che ’l mondo honora
Vincete i più bei fiori,
E i più soavi odori
D’odor vincete anchora.
Dhe, se ’l ciel ve s’aggiri adhora adhora,
Più ch’ad altra giamai cortese e pio,
Non sprezzate orgogliosa il servir mio.


Il bel viso ch’Italia tutta honora

Cipriano de Rore (1515 o 1516 - 1565): Altiero sasso, madrigale a 5 voci (pubblicato nel Primo Libro de madrigali a cinque voci, 1542, n. 6); testo di Francesco Maria Molza. Ensemble Blue Heron, dir. Scott Metcalfe.

Altiero sasso lo cui gioco spira
Gli antichi honor del gran popul di Marte,
Fiume che fendi questa et quella parte,
Hor quieto et piano, hor pien di sdegno et ira;

Piaggie che ’l mondo ancor ama et sospira,
Consecrate da tante et da tai carte,
Memorie eterne et voi reliquie sparte
Ch’ogni bon alma con pieta rimira:

Parmi d’udir fugendo a voi d’intorno
Sospirar l’onde, e i rami e i fior e l’ora
Lagnarsi, et per dolor romper i sassi,

Che già del pianto s’avicina el giorno
Che ’l bel viso ch’Italia tutta honora
Cinti d’horor al suo partir vi lassi.


Come Icaro

Cipriano de Rore (1515 o 1516 - 1565): Poggiando al ciel coll’ali, madrigale a 5 voci (pubblicato nel Primo Libro de madrigali a cinque voci, 1542, n. 3); testo: sonetto anonimo. Ensemble Blue Heron, dir. Scott Metcalfe.

Poggiand’al ciel coll’ali del desio
Icaro il fol’ardir’ menol’in parte
Dove si sfe la cera a parte a parte,
Che di pium’e d’orgoglio il padre ordio.

Miser, ove ti mena il fatto rio,
Fuor del dritto cammin ad infiammarte,
Fer sepultura a le tue membra sparte
Le belle nimphe Galathea e Spio.

Tal si trova dinanzi al lume vostro,
Donna gentil, ogni ardimento humano
Che d’honor et virtute si desvia;

Dinanzi a voi Amor lascivo et vano
Perd’ali e strali. O dov’è chi mi dia
Per honorarv’assai ingegno e ingiostro?


Pace in cor d’amanti non ha loco

Cipriano de Rore (1515 o 1516 - 1565): Cantai mentre ch’i arsi del mio foco, madrigale a 5 voci (pubblicato nel Primo Libro de madrigali a cinque voci, 1542, n. 1) su testo di Giovanni Brevio. Ensemble Blue Heron, dir. Scott Metcalfe.

Cantai, mentre ch’i arsi del mio foco,
La viva fiamma ov’io morendo vissi,
Ben che quant’io cantai e quant’io scrissi
Di madonna e d’amor fu nulla o poco.

Ma se i begli occhi ond’il mio cor s’accese,
Del lor chiaro divin almo splendore
Non m’havessero a torto fatto indegno,
Col canto havrei l’interno e grave ardore

A gl’orecchi di tal fatto palese
Che pietà fora ov’alberga ira e sdegno.
A gl’amorosi strali fermo segno sarei,

Pieno di dolce aspro martiro
Ov’hora in libertà piagno e sospiro:
Ahi, pace in cor d’amanti non ha loco.


Di una gioia breve e rara

Cipriano de Rore (1515 o 1516 - 1565): Tra più beati e più sublimi cori, madrigale a 5 voci (pubblicato nella raccolta Le vive fiamme de’ vaghi e dilettevoli madrigali, 1565, n. 11). La Compagnia del Madrigale.

Tra più beati e più sublimi cori
De le più pure essenze ed immortali
Dì o notte ove non son diversi o eguali
Possenti a misurar gli eterni amori,

Or, felice alma, vedi e godi e adori
Il tuo fattor e ’ntendi ciò ch’i frali
Uman pensier non ponno de’ mortali
Il ciel, le stelle, il moto ei lor splendori.

Io qui non miro più quel che solea
De gli occhi tristi caro amato oggetto
Più mesto e fosco che tu lieta e chiara,

Per cui da terr’a volo il mio intelletto
S’alzò già sì che tal gioia prendea
Qual hor tu in ciel, ma ben fu breve e rara.


Del mio morir siete contenta

Cipriano de Rore (1515 o 1516 - 1565): Non è lasso martire, madrigale a 5 voci (dal Quinto Libro de madrigali a cinque voci, 1566, n. 10) su testo di Fortunio Spira. La Compagnia del Madrigale.

Non è lasso martire
Il convenir per voi, donna, morire;
Se la cagion della mia morte è tale,
Che fa lieve ogni male.
Ma quel che mi tormenta,
È che del mio morir siete contenta,
E ch’al primo veder d’altro amatore
Cangiaste il vostro core.
Non è dunque martire
Il convenir per voi, donna, morire?