Il bel viso ch’Italia tutta honora

Cipriano de Rore (1515 o 1516 - 1565): Altiero sasso, madrigale a 5 voci (pubblicato nel Primo Libro de madrigali a cinque voci, 1542, n. 6); testo di Francesco Maria Molza. Ensemble Blue Heron, dir. Scott Metcalfe.

Altiero sasso lo cui gioco spira
Gli antichi honor del gran popul di Marte,
Fiume che fendi questa et quella parte,
Hor quieto et piano, hor pien di sdegno et ira;

Piaggie che ’l mondo ancor ama et sospira,
Consecrate da tante et da tai carte,
Memorie eterne et voi reliquie sparte
Ch’ogni bon alma con pieta rimira:

Parmi d’udir fugendo a voi d’intorno
Sospirar l’onde, e i rami e i fior e l’ora
Lagnarsi, et per dolor romper i sassi,

Che già del pianto s’avicina el giorno
Che ’l bel viso ch’Italia tutta honora
Cinti d’horor al suo partir vi lassi.


Altre composizioni di Cipriano de Rore in questo blog:

Come Icaro

Cipriano de Rore (1515 o 1516 - 1565): Poggiando al ciel coll’ali, madrigale a 5 voci (pubblicato nel Primo Libro de madrigali a cinque voci, 1542, n. 3); testo: sonetto anonimo. Ensemble Blue Heron, dir. Scott Metcalfe.

Poggiand’al ciel coll’ali del desio
Icaro il fol’ardir’ menol’in parte
Dove si sfe la cera a parte a parte,
Che di pium’e d’orgoglio il padre ordio.

Miser, ove ti mena il fatto rio,
Fuor del dritto cammin ad infiammarte,
Fer sepultura a le tue membra sparte
Le belle nimphe Galathea e Spio.

Tal si trova dinanzi al lume vostro,
Donna gentil, ogni ardimento humano
Che d’honor et virtute si desvia;

Dinanzi a voi Amor lascivo et vano
Perd’ali e strali. O dov’è chi mi dia
Per honorarv’assai ingegno e ingiostro?


Pace in cor d’amanti non ha loco

Cipriano de Rore (1515 o 1516 - 1565): Cantai mentre ch’i arsi del mio foco, madrigale a 5 voci (pubblicato nel Primo Libro de madrigali a cinque voci, 1542, n. 1) su testo di Giovanni Brevio. Ensemble Blue Heron, dir. Scott Metcalfe.

Cantai, mentre ch’i arsi del mio foco,
La viva fiamma ov’io morendo vissi,
Ben che quant’io cantai e quant’io scrissi
Di madonna e d’amor fu nulla o poco.

Ma se i begli occhi ond’il mio cor s’accese,
Del lor chiaro divin almo splendore
Non m’havessero a torto fatto indegno,
Col canto havrei l’interno e grave ardore

A gl’orecchi di tal fatto palese
Che pietà fora ov’alberga ira e sdegno.
A gl’amorosi strali fermo segno sarei,

Pieno di dolce aspro martiro
Ov’hora in libertà piagno e sospiro:
Ahi, pace in cor d’amanti non ha loco.


Di una gioia breve e rara

Cipriano de Rore (1515 o 1516 - 1565): Tra più beati e più sublimi cori, madrigale a 5 voci (pubblicato nella raccolta Le vive fiamme de’ vaghi e dilettevoli madrigali, 1565, n. 11). La Compagnia del Madrigale.

Tra più beati e più sublimi cori
De le più pure essenze ed immortali
Dì o notte ove non son diversi o eguali
Possenti a misurar gli eterni amori,

Or, felice alma, vedi e godi e adori
Il tuo fattor e ’ntendi ciò ch’i frali
Uman pensier non ponno de’ mortali
Il ciel, le stelle, il moto ei lor splendori.

Io qui non miro più quel che solea
De gli occhi tristi caro amato oggetto
Più mesto e fosco che tu lieta e chiara,

Per cui da terr’a volo il mio intelletto
S’alzò già sì che tal gioia prendea
Qual hor tu in ciel, ma ben fu breve e rara.


Del mio morir siete contenta

Cipriano de Rore (1515 o 1516 - 1565): Non è lasso martire, madrigale a 5 voci (dal Quinto Libro de madrigali a cinque voci, 1566, n. 10) su testo di Fortunio Spira. La Compagnia del Madrigale.

Non è lasso martire
Il convenir per voi, donna, morire;
Se la cagion della mia morte è tale,
Che fa lieve ogni male.
Ma quel che mi tormenta,
È che del mio morir siete contenta,
E ch’al primo veder d’altro amatore
Cangiaste il vostro core.
Non è dunque martire
Il convenir per voi, donna, morire?


Gardez-le moy

Cipriano de Rore (c1515/16 - 1565): Mon petit cueur, chanson a 8 voci (2 soprani, 4 tenori, 2 bassi) in forma di canone (pubblicata nella raccolta antologica Treziesme Livre contenant vingt et deux chansons, 1550, n. 7). Huelgas Ensemble, dir. Paul van Nevel.

Mon petit cueur n’est pas à moy:
il est à vous, ma doulce amye.
Mais d’une chose je vous prie:
c’est vostre amour, gardez-le moy.


Piume d’asprezza colme

Cipriano de Rore (1515 o 1516 - 1565): O sonno, madrigale a 4 voci (dal Secondo Libro de madrigali a quatro voci, 1552, n. 3) su testo di Giovanni della Casa. La Compagnia del Madrigale.

O sonno, o della queta humida ombrosa
notte placido figlio; o de’ mortali
egri conforto, oblio dolce de’ mali
sì gravi ond’è la vita aspra e noiosa;

soccorri al core omai, che langue e posa
non have, e queste membra stanche e frali
solleva: a me ten vola, o sonno, e l’ali
tue brune sovra me distendi e posa.

Ov’è ’l silenzio che ’l dì fugge e ’l lume?
E i lievi sogni, che con non secure
vestigia di seguirti han per costume?

Lasso, che ’nvan te chiamo, e queste oscure
e gelide ombre invan lusingo. O piume
d’asprezza colme! O notti acerbe e dure!