Ingiusto et inhumano

Luca Marenzio (1553 o 1554 - 1599): La bella man vi stringo, madrigale a 5 voci (dal Nono Libro de madrigali a cinque voci, 1599, n. 14) su testo di Battista Guarini (Rime, 1598, Madrigale 61). La Venexiana, dir. Claudio Cavina.

La bella man vi stringo
E voi le ciglia per dolor stringete,
E mi chiamate ingiusto et inhumano.
Come tutto il gioire
Sia mio, vostro il martire e non vedete
Che se questa è la mano,
Che tien stretto il cor mio, giusto è il dolore,
Perché stringendo lei stringo il mio core.


Quel cor è mio

Sigismondo d’India (c1582 - 1629): Felice chi vi mira, madrigale a 5 voci (dal Primo Libro de madrigali a 5 voci, 1606, n. 6) su testo di Battista Guarini. La Venexiana, dir. Claudio Cavina.

Felice chi vi mira,
Ma più felice chi per voi sospira;
Felicissimo poi
Chi sospirando fa sospirar voi.

Ben hebbe amica stella
Chi per donna sì bella
Puù far content’in un
L’occhi e ‘l desio
E sicuro può dir:
«Quel cor è mio».


Beata morte

Luca Marenzio (1553 o 1554 - 1599): Anima cruda sì, madrigale a 5 voci (dal Sesto libro de madrigali a cinque voci, 1594, no. 4). La Venexiana, dir. Claudio Cavina.

Anima cruda si, ma però bella,
Non mi negar all’ultimo sospiro
Un tuo solo sospir. Beata morte,
Se l’addolcisci tu con questa sola
Voce cortese e pia:
Va in pace, anima mia.
  (Battista Guarini, Il pastor fido IV/9)


Marenzio

Durezza incredibile e infinita

Benedetto Pallavicino (1550/51 - 26 novembre 1601): Amor, i’ parto, madrigale a 5 voci (dal Sesto Libro dei Madrigali a 5 voci, 1600, n. 4) su testo di Battista Guarini. Daltrocanto, dir. Dario Tabbia.

Amor, i’ parto e sento nel partire
Al penar, al morire,
Ch’io parto da colei ch’è la mia vita.
Se ben ella gioisce
Quando il mio cor languisce?
O durezza incredibile e infinita
D’anima, che’l suo core
Può lasciar morto, e non sentir dolore.

Ben mi trafigge, Amore,
L’aspra mia pena, il mio dolor pungente;
Ma più mi duol il duol ch’ella non sente.


O felice partita

Sigismondo d’India (c1582 - 1629): Al partir del mio Sole, madrigale a 5 voci (dal Primo Libro de madrigali a 5 voci, 1606, n. 2), su testo di Battista Guarini. La Venexiana, dir. Claudio Cavina.

Al partir del mio Sole,
Pianse la vista sua la vita mia,
Ch’al suo duro partir da me partia,
Hor ch’egli torna i canto,
E con la rimembranza di quel giorno,
Si pien d’amaro pianto,
Radolcisco la gioia del ritorno,
O felice partita,
Che fai più cara col morir la vita.


Al partir

Fortunati amanti

Giaches de Wert (c1535 - 1596): Tirsi morir volea, madrigale a 7 voci (dal Settimo Libro de madrigali, 1581) su testo di Battista Guarini. Ensemble Voces Suaves.

Tirsi morir volea,
Gl’occhi mirando di colei ch’adora;
Quand’ella, che di lui non meno ardea,
Gli disse: «Ahimè, ben mio,
Deh, non morir ancora,
Che teco bramo di morir anch’io.»
Frenò Tirsi il desio,
Ch’ebbe di pur sua vit’allor finire;
E sentea morte,e non poter morire.
E mentr’il guardo suo fisso tenea
Ne’ begl’occhi divini
E’l nettare amoroso indi bevea,
La bella Ninfa sua, che già vicini
Sentea i messi d’Amore,
Disse, con occhi languidi e tremanti:
«Mori, cor mio, ch’io moro.»
Cui rispose il Pastore:
«Ed io, mia vita, moro.»

Così moriro i fortunati amanti
Di morte sì soave e sì gradita,
Che per anco morir tornaro in vita.


…il soverchio dolor non fa morire

Pomponio Nenna (1556 - 25 luglio 1608): Occhi miei che vedeste, madrigale a 5 voci (1609); testo di Battista Guarini. Concerto Italiano, dir. Rinaldo Alessandrini.

Occhi miei che vedeste
Il bell’idolo vostro in preda altrui
Perché non vi chiudeste?
E tu, Anima mia,
Perché al gran duolo
Non t’en fuggisti a volo?
Ah, che posso ben dire
Che il soverchio dolor
Non fa morire.


Nenna - IV Libro