Lasciarti e non morire

Sigismondo d’India (c1582 - 1629): Che non t’ami, cor mio, madrigale a 5 voci (pubblicato nel Primo Libro de madrigali a 5 voci, 1606, n. 11); testo di Battista Guarini (Amor costante). The Consort of Musicke, dir. Anthony Rooley.

Ch’io non t’ami cor mio?
Ch’io non sia la tua vita e tu la mia,
che per nuovo desio
e per nuova bellezza io t’abbandoni?
Prima che questo sia,
morte non mi perdoni.
Ma se tu sei quel cor onde la vita
M’è si dolce e gradita,
Fonte d’ogni mio ben, d’ogni desire,
Come posso lasciarti, e non morire?


Altre composizioni di Sigismondo d’India in questo blog:

Bella madre de’ fiori

Heinrich Schütz (1585 - 1672): O primavera, gioventù de l’anno, 2a parte: O dolcezze amarissime d’amore, madrigale a 5 voci, SWV 1-2 (pubblicato nel Primo libro de madrigali, 1611, nn. 1-2); testo di Battista Guarini (Pastor fido III:1). The Consort of Musicke, dir. Anthony Rooley.

O primavera, gioventù dell’anno,
bella madre de’ fiori,
d’erbe novelle, e di novelli amori;
tu ben lasso ritorni,
ma senza i cari giorni
de le speranze mie;
ché del perduto mio caro tesoro
la rimembranza misera e dolente
tu ben sei quella
ch’eri pur dianzi si vezzosa e bella.
Ma non son io quel che già un tempo fui,
sì caro a gli occhi altrui.

2a parte :

O dolcezze amarissime d’amore,
quanto è più duro perdervi,
che mai non v’haver
o provate o possedute,
come saria l’amor felice stato,
se’l già goduto ben non si perdesse,
o quando egli si perde
ogni memoria ancora
del dileguato ben si dileguasse.


Ingiusto et inhumano

Luca Marenzio (1553 o 1554 - 1599): La bella man vi stringo, madrigale a 5 voci (dal Nono Libro de madrigali a cinque voci, 1599, n. 14) su testo di Battista Guarini (Rime, 1598, Madrigale 61). La Venexiana, dir. Claudio Cavina.

La bella man vi stringo
E voi le ciglia per dolor stringete,
E mi chiamate ingiusto et inhumano.
Come tutto il gioire
Sia mio, vostro il martire e non vedete
Che se questa è la mano,
Che tien stretto il cor mio, giusto è il dolore,
Perché stringendo lei stringo il mio core.


Quel cor è mio

Sigismondo d’India (c1582 - 1629): Felice chi vi mira, madrigale a 5 voci (dal Primo Libro de madrigali a 5 voci, 1606, n. 6) su testo di Battista Guarini. La Venexiana, dir. Claudio Cavina.

Felice chi vi mira,
Ma più felice chi per voi sospira;
Felicissimo poi
Chi sospirando fa sospirar voi.

Ben hebbe amica stella
Chi per donna sì bella
Puù far content’in un
L’occhi e ‘l desio
E sicuro può dir:
«Quel cor è mio».


Beata morte

Luca Marenzio (1553 o 1554 - 1599): Anima cruda sì, madrigale a 5 voci (dal Sesto libro de madrigali a cinque voci, 1594, no. 4). La Venexiana, dir. Claudio Cavina.

Anima cruda si, ma però bella,
Non mi negar all’ultimo sospiro
Un tuo solo sospir. Beata morte,
Se l’addolcisci tu con questa sola
Voce cortese e pia:
Va in pace, anima mia.
  (Battista Guarini, Il pastor fido IV/9)


Marenzio

Durezza incredibile e infinita

Benedetto Pallavicino (1550/51 - 26 novembre 1601): Amor, i’ parto, madrigale a 5 voci (dal Sesto Libro dei Madrigali a 5 voci, 1600, n. 4) su testo di Battista Guarini. Daltrocanto, dir. Dario Tabbia.

Amor, i’ parto e sento nel partire
Al penar, al morire,
Ch’io parto da colei ch’è la mia vita.
Se ben ella gioisce
Quando il mio cor languisce?
O durezza incredibile e infinita
D’anima, che’l suo core
Può lasciar morto, e non sentir dolore.

Ben mi trafigge, Amore,
L’aspra mia pena, il mio dolor pungente;
Ma più mi duol il duol ch’ella non sente.


O felice partita

Sigismondo d’India (c1582 - 1629): Al partir del mio Sole, madrigale a 5 voci (dal Primo Libro de madrigali a 5 voci, 1606, n. 2), su testo di Battista Guarini. La Venexiana, dir. Claudio Cavina.

Al partir del mio Sole,
Pianse la vista sua la vita mia,
Ch’al suo duro partir da me partia,
Hor ch’egli torna i canto,
E con la rimembranza di quel giorno,
Si pien d’amaro pianto,
Radolcisco la gioia del ritorno,
O felice partita,
Che fai più cara col morir la vita.


Al partir