Feldmaresciallo da sballo

Tristan Schulze (1964): Radetzkymarsch (da Johann Strauß padre) per orchestra (1998). Wiener Kammerorchester, dir. Aleksej Igudesman.

«Tutti i concerti di piazza – che avevano luogo sotto il balcone del signor capitano distrettuale – avevano inizio con la Marcia di Radetzky. Benché i membri della banda ne avessero una conoscenza tale da po­ter­la suonare nel pieno della notte e del sonno senza ricevere indicazioni, il direttore riteneva necessario leggere ogni singola nota dello spartito. E, come se provasse la Marcia di Radetzky per la prima volta con i suoi musicisti, ogni domenica alzava con militare e musicale coscienziosità il capo, la bacchetta, lo sguardo e, di volta in volta, li rivolgeva tutti e tre contemporaneamente verso i segmenti del cerchio, di cui lui occupava il centro, che sembravano aver bisogno dei suoi comandi. I severi tamburi rullavano, i dolci flauti sibilavano e i benevoli piatti squillavano. Sui volti di tutti gli ascoltatori sbocciava un sorriso pago e assorto, mentre il sangue ribolliva nelle loro gambe. Pur stando fermi, avevano la sensazione di marciare. Le ragazze più giovani trattenevano il respiro e socchiudevano le labbra. Gli uomini più maturi lasciavano ciondolare la testa e ripensavano alle loro manovre. Le donne anziane sedevano nel vicino parco e le loro piccole testine grigie oscillavano. Ed era estate.»

(Joseph Roth, La Marcia di Radetzky, traduzione di Sara Cortesia)


Ah! vous dirai-je, Igudesman

Aleksej Igudesman e Alexandra Tirsu alle prese con alcune bizzarre variazioni sul tema di una famosa canzoncina infantile (Ah! vous dirai-je, maman ossia Quand trois poules vont au champ, nota ai bambini di lingua inglese come Twinkle, Twinkle, Little Star ovvero Baa, Baa, Black Sheep), rivelando a un tratto una sua insospettabile relazione con il cinquecentesco Ballo di Mantova altrimenti detto Fuggi fuggi fuggi dal mondo bugiardo.


Ah

Chopinallergia


Igudesman & Joo alle prese con una fastidiosa allergia del violinista per la musica di Chopin.
I brani del compositore polacco citati da Joo sono, nell’ordine:
– lo Studio in fa minore, n. 1 delle Trois nouvelles Études composte per la Méthode des Méthodes di Moscheles e Fétis (1840);
– il Valzer in mi minore del 1830, pubblicato postumo (a 1:02);
– lo Studio in fa minore op. 25 n. 2 (a 1:35);
– la Ballata (n. 4) in fa minore op. 52 (a 1:56).
Igudesman, afflitto dall’allergia, vi trova affinità con Oči čёrnye, la canzone pseudo-russa (*) resa celebre da Fëdor Šaljapin; e, a un certo punto, perfino con Happy Birthday to You.


(*) Il testo è di un ucraino, Evgen Pavlovič Hrebinka, la musica di un tedesco, Florian Hermann.


Chopin, caricatura di Matt Ryder