Dal Livre d’orgue di Pierre Du Mage

Pierre Du Mage (o Dumage; 23 novembre 1674 - 1751): Suite du 1er ton (dal Livre d’orgue, 1708). Emmanuel Arakélian all’organo Isnard (1774) della Basilique Sainte-Marie-Madeleine in Saint-Maximin-la-Sainte-Baume (Var, Francia).

  1. Plein Jeu [1:18]
  2. Fugue [3:42]
  3. Trio [5:50]
  4. Tierce en taille [8:09]
  5. Basse de trompette [11:18]
  6. Récit [13:52]
  7. Duo [16:30]
  8. Grand Jeu [18:51]

Per crucem et sanguinem

Thomas Tallis (c1505 - 23 novembre 1585): Salvator mundi (I), mottetto a 5 voci (pubblicato in Cantiones quae ab argumento sacrae vocantur, 1575, n. 1). The Sixteen, dir. Harry Christophers.

Salvator mundi, salva nos,
qui per crucem et sanguinem redemisti nos,
auxiliare nobis, te deprecamur, Deus noster.


Altre composizioni di Thomas Tallis in questo blog:

Perché il pianoforte è Chopin

Questo articolo è espressamente dedicato a Paolo, figlio di Silvia Cavalieri, pianista, appassionato di Chopin.

Fryderyk Chopin (1810 - 1849): Ballata n. 4 in fa minore op. 52 (1842, rev. 1843). Jan Lisiecki, pianoforte.

Ciò che più sorprende scorrendone la biografia è che Chopin non ebbe mai un vero maestro di pianoforte: non lo erano Żywny, più violinista che pianista, né Elsner, insegnante di composizione, e nemmeno Würfel, maestro d’organo; e quando, a Parigi, Kalkbrenner si offrì di impartirgli lezioni gratuite, Fryderyk garba­ta­mente rifiutò, giustamente convinto di avere ormai poco da imparare. Dunque, per quanto concerne il pianoforte, Chopin fu essenzialmente un autodidatta: ciononostante divenne uno dei più grandi e ammirati virtuosi del suo tempo, interprete inimitabile, geniale compositore che al pianoforte dedicò l’intera attività creativa, la ricerca, la sperimentazione.
Ebbe nel proprio strumento l’unico confidente: come racconta Ferdinand Hiller, « si lasciava andare di rado, solo al pianoforte e più intensamente di ogni altro musicista che io ricordi ». « In Chopin il suono del pianoforte si identifica con l’essenza dell’ispirazione: il suo pensiero musicale è intimamente, esclu­sivamente pianistico. Pochi artisti hanno avuto come lui il privilegio di una fantasia che sa realizzarsi così intimamente nella materia eletta, di una coincidenza così perfetta tra l’invenzione e la scrittura » (Riccardo Allorto). Potremmo dire, insomma, che Chopin è il pianoforte, ma anche che il pianoforte è Chopin: perché la storia di questo strumento musicale e la stessa storia della musica giungono con il maestro polacco a un fonda­mentale punto di svolta.


NB: salvo diversa indicazione, i testi inseriti negli articoli dedicati a Chopin nel presente blog sono tratti dal volume Chopin: Signori il catalogo è questo di C. C. e Giorgio Dolza, Einaudi, Torino 2001.