Mit Ernst

Mathilde Kralik (1857 - 1944): Trio in fa maggiore per violino, violoncello e pianoforte. Laura Balboa García, violino; Sloukia Loulaki, violoncello; Giorgos Fragos, pianoforte.

  1. Feurig bewegt
  2. Langsam, mit Ernst [8:13]
  3. Sehr schnell [15:05] – attacca:
  4. Rasch, energisch [17:24]

Concerto grosso in do minore

Pietro Antonio Locatelli (1695 - 30 marzo 1764): Concerto grosso in do minore op. 1 n. 2 (c1721). Enrico Casazza, violino; Marcello Scandelli, violoncello; La Follia Barocca.

  1. Adagio
  2. Allegro
  3. Largo
  4. Allegro
  5. Allegro

imslp

Widor, opus 80

Charles-Marie Widor (1844 - 12 marzo 1937): Sonata in la maggiore per violoncello e pianoforte op. 80 (1907). Peter Bruns, violoncello; Annegret Kuttner, pianoforte.

  1. Allegro moderato – Lento e poco a poco accelerando
  2. Andante con moto – Cantabile – Poco più vivo
  3. Allegro vivace – Meno vivo

Gli sghignazzi di Satana

Johannes Brahms (1833 - 1897): Trio in si maggiore per violino, violoncello e pianoforte op. 8 (1854, seconda versione 1889). Trio di Trieste: Renato Zanettovich, violino; Amadeo Baldovino, violoncello; Dario De Rosa, pianoforte.

  1. Allegro con brio
  2. Scherzo: Allegro molto [10:20]
  3. Adagio [17:08]
  4. Allegro [25:54]

«Iniziammo a far musica verso le quattro ed eseguimmo due sonate per violino e pianoforte di Beethoven e un trio di Schubert. Dopo il tè venne finalmente il momento del Trio in si maggiore. Ho un debole per questo trio, soprattutto per l’attacco, di solenne esultanza.

[…]

Il secondo movimento del Trio in si maggiore, i cui ritmi mi hanno tante volte angosciato e scosso: mai sono riuscito a suonarlo fino all’ultima nota senza un profondo abbattimento, pur amandolo di vera passione.

Uno Scherzo, certo. Ma che genere di Scherzo! In esso lievita una terribile allegria, una gaiezza che raggela il sangue. Risa spettrali vorticano nello spazio, un folleggiare cupo, sfrenato e carnascialesco di creature dal piede caprino: questo è l’attacco, così inizia questo Scherzo bizzarro. E all’improvviso dal baccanale d’inferno si libra alta una voce solitaria, la voce di un’anima smarrita, la voce di un cuore straziato dal terrore che confida la sua pena.

Ma ecco nuovamente irrompere gli sghignazzi di Satana, travolgono fragorosi quegli accenti puri e lacerano in mille brani il canto. La voce riprende vigore, incerta e lieve, trova la sua melodia e la trasporta verso l’alto, quasi volesse fuggire in sua compagnia in un mondo diverso.

I diavoli dell’inferno tuttavia prevalgono, si è fatto giorno, l’estremo giorno, il giorno del Giudizio, Satana trionfa sull’anima peccatrice e la voce straziata dell’uomo precipita dalla sublime altezza giù giù nel disperato sghignazzo di Giuda.

Al termine del movimento, rimasi per lunghi minuti silenzioso fra spettatori silenziosi. Poi quell’universo desolato di larve cupe e incalzanti svanì. La visione del Giudizio si dissolse, l’incubo apocalittico si dileguò e mi rese la libertà.»

da Leo Perutz, Il Maestro del Giudizio universale (Der Meister des Jüngsten Tages, 1923)
traduzione di Margherita Belardetti
© 2012 Adelphi Edizioni, Milano