Berceuse d’Armorique

Poldowski, pseudonimo di Régine Wieniawski (1879 - 28 gennaio 1932): Berceuse d’Armorique (1914) su testo di Anatole Le Braz. Angelique Zuluaga, soprano; Gwendolyn Mok, pianoforte.

Dors, petit enfant , dans ton lit bien clos:
Dieu prenne en pitié les bons matelots!

  Chante ta chanson, chante, bonne vieille!
  La lune se lève et la mer s’éveille.

Au Pays du Froid, la houle des fjords
Chante sa berceuse en berçant les morts.

Dors, petit enfant, dans ton lit bien doux,
Car tu t’en iras comme ils s’en vont tous.

Tes yeux ont dèjà la couleur des flots.
Dieu prenne en pitié les bons matelots!


WAM 264

Mozart: Neuf Variations sur «Lison dormait» K 264/315d (1778). Walter Gieseking, pianoforte.
Il tema è tratto da un’aria dell’opéra-comique Julie (1772) di Nicolas Dezède.


wam!

Wolfgang Amadeus Mozart
* 27 gennaio 1756 – † 5 dicembre 1791

Beethoven!

Per iniziare in modo superlativo le celebrazioni del duecentocinquantenario beethoveniano, il Teatro di Krefeld-Mönchengladbach presenta oggi in anteprima una nuova creazione di Robert North: Beethoven! è un lavoro teatrale che definire semplicemente «balletto» sarebbe riduttivo. L’idea davvero originale del celebre coreografo è di far interagire sul palcoscenico tre diversi Beethoven. Uno è impersonato da un attore (l’ottimo Michael Grosse, che è anche sovrintendente del teatro): è l’uomo Beethoven, con la sua vita, le sue vicissitudini, le sue idee, il suo rigore morale. Un altro è il Beethoven musicista, il quale esegue al pianoforte, dal vivo, le proprie composizioni: ruolo interpretato da André Parfenov, bravissimo, già collaboratore di North in varie occasioni. A Alessandro Borghesani, magnifico danzatore, è affidato il non facile compito di dare corpo ai sentimenti e alle emozioni del compositore, di farci intravedere la sua anima. Le musiche scelte per lo spettacolo sono in gran parte, ovviamente, del genio di Bonn; fra le altre, Parfenov eseguirà la famosa Arietta della Sonata opus 111. Vi sono inoltre brani di Bach, Mozart e John Cage, nonché dello stesso Parfenov.
Insomma, tutto fa pensare che questa sera andrà per la prima volta in scena un nuovo grande capolavoro di Robert North, al quale invio il mio affettuoso in bocca al lupo! 🙂


Ludwig van Beethoven (1770 - 1827): Sonata in do minore per pianoforte n. 32 op. 111. Svjatoslav Richter.

  1. Maestoso – Allegro con brio ed appassionato
  2. Arietta: Adagio molto semplice e cantabile [8:55]

Beethoven!
balletto di Robert North (2020)
foto di scena

Arpe eolie – II

Henry Cowell (1897 - 1965): Aeolian Harp per pianoforte (1923). Fausto Bongelli.
Seguendo le indicazioni sulla partitura, l’esecutore con una mano abbassa i tasti corrispondenti alle note, facendo in modo che i martelletti non colpiscano le corde ma liberando così queste ultime dal contatto con gli smorzatori, e con l’altra mano mette in vibrazione le corde stesse sfregandole o pizzicandole, con le unghie o con i polpastrelli.


Arpe eolie – I

Fryderyk Chopin (1810 - 1849): Studio in la bemolle maggiore (Allegro sostenuto) per pianoforte op. 25 n. 1 (1836). Vladimir Horowitz.
Chopin mal sopportava i tentativi di interpretare le sue opere in chiave descrittiva e detestava l’uso – comune ai suoi tempi – di assegnar loro titoli più o meno fantasiosi ma non propriamente musicali: le composizioni del maestro polacco hanno perciò titoli che semplicemente identificano i generi musicali cui appartengono: concerto, sonata, notturno, polacca, valzer, studio, eccetera. Lo Studio op. 25 n. 1 è noto come Arpa eolia: così lo battezzò Schumann in una famosa recensione, ispirato dagli arpeggi che avvolgono ininterrottamente la melodia in un leggerissimo, vaporoso alone sonoro, vagamente simile a quello prodotto dallo strumento che prende nome da Eolo, il dio dei venti della mitologia greca.


op. 25 n. 1