Offenbach e il violoncello: Le lacrime di Jacqueline

Jacques Offenbach (20 giugno 1819 - 1880): Les Larmes de Jacqueline, elegia per violoncello e pianoforte op. 76 n. 2 (1846). Richard Harwood, violoncello; Christoph Berner, pianoforte.
Si tratta verosimilmente di uno dei brani composti in collaborazione con Flotow.


Offenbach, op. 76 n. 2

La Chanson de Fortunio

Jacques Offenbach (20 giugno 1819 - 1880): Chanson de Fortunio per canto e pianoforte (1850) su testo di Alfred de Musset. Paul Trépanier, tenore; pianista non identificato.

Si vous croyez que je vais dire
  Qui j’ose aimer,
Je ne saurais, pour un empire,
  Vous la nommer.

Nous allons chanter à la ronde,
  Si vous voulez,
Que je l’adore et qu’elle est blonde
  Comme les blés.

Je fais ce que sa fantaisie
  Veut m’ordonner,
Et je puis, s’il lui faut ma vie,
  La lui donner.

Du mal qu’une amour ignorée
  Nous fait souffrir,
J’en porte l’âme déchirée
  Jusqu’à mourir.

Mais j’aime trop pour que je die
  Qui j’ose aimer,
Et je veux mourir pour ma mie
  Sans la nommer.

Nel 1850 la Comédie-Française riallestì Le Chandelier di Musset: questi chiese a Offenbach di musicare la canzone che Fortunio canta a Jacqueline nella 3a scena del II atto. Jacques accettò l’incarico con entusiasmo e nel giro di poche ore ultimò la composizione. Si precipitò poi in teatro, diede il foglio su cui aveva scritto la musica all’attore che doveva interpretare il ruolo di Fortunio, Louis-Arsène Delaunay, e si sedette al pianoforte. Cominciò a suonare, Delaunay a cantare. Ahimé, Offenbach aveva composto il brano pensando a un tenore, ché di norma nel teatro lirico sono i tenori a sostenere le parti dei giovani innamorati, ma Delaunay aveva una profonda voce di basso!
Non se ne fece nulla. Offenbach conservò lo spartito per una futura occasione (dieci anni più tardi vi costruì attorno un breve opéra-comique in un atto su libretto dei fidati amici Ludovic Halévy e Hector Crémieux). Musset, ormai segnato dalla malattia e dall’abuso di assenzio, si persuase che Offenbach fosse «un uccello di sventura» e non volle mai più incontrarlo.


Chanson de Fortunio

Allegro ansiogeno

Wolfgang Amadeus Mozart (1756 - 1791): Concerto n. 17 in sol maggiore per pianoforte e or­che­stra K 453 (1784). Géza Anda, solista e direttore; Camerata Academica des Mozarteums Salzburg.

I. Allegro
II. Andante
III. Allegretto

Con i suoi chiaroscuri, il movimento iniziale trasmette all’ascoltatore attento un sottile ma per­si­sten­te senso di inquietudine. Non di rado dalla musica di Mozart, anche nei brani apparentemente leggeri e spensierati, traspare una profonda malinconia.
Sono particolarmente affezionato a questa interpretazione di Géza Anda poiché si trova in uno degli lp di cui mi fece dono mio padre poco prima della sua prematura scomparsa.


K 453