Bergamasca – II


Samuel Scheidt (1587 – 24 marzo 1654): Bergamasca, 22 variazioni SSWV 560. Fabiana Ciampi, organo.


SSWV 560

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Musica rituale

Elsa Barraine (1910 – 20 marzo 1999): Musique rituelle per organo, xilofono e tam-tam (1967); ispirata dal Libro tibetano dei morti. Raffi Ourgandjian, organo; Benoît Cambreling, xilofono; Jean-Luc Rimey-Meille, tam-tam.

I. L’évanouissement
II. Les divinités paisibles
III. Les divinités irritées
IV. Les démons
V. La fermeture des portes
VI. Les crochets de la grâce
VII. La délivrance différée



Il tam-tam è uno strumento idiofono a percussione affine al gong ma, a differenza di quest’ultimo, a suono indeterminato.

Cifra tonda (Concerto per organo e orchestra – X)


Georg Friedrich Händel (5 marzo 1685 – 1759): Concerto in la maggiore per organo, archi e basso continuo HWV 296a. Lorenzo Ghielmi, organo e direzione; La Divina Armonia.

I. Largo e staccato
II. Organo ad libitum [4:21]
III. Andante [6:35]
IV. Grave [10:26]
V. Allegro [11:07]

Quarant’anni fa, il 1° marzo 1979, iniziai a lavorare per la Utet: quel giorno divenni ufficialmente un membro della Redazione dell’enciclopedia della musica, la quale avrebbe poi assunto la denominazione di Dizionario enciclopedico universale della musica e dei musicisti (DEUMM) e con questo titolo sarebbe stata pubblicata dalla Casa editrice torinese fra il 1983 e il 2005.
L’enciclopedia era stata concepita nel 1975 dal professor Alberto Basso, consulente della Utet per le opere musicologiche. Basso aveva chiesto e ottenuto dall’Azienda che i redattori potessero lavorare sotto la sua guida diretta: l’attività redazionale si svolgeva dunque, all’epoca, nell’abitazione-laboratorio del professore, in una graziosa villa sita in un’amena località della collina torinese.
Oggi voglio fare un piccolo omaggio a Loredana Montanaro, gentile consorte del professore, ospite squisita e infinitamente paziente, nonché appassionata cultrice dei concerti per organo di Händel.


villa

Alla giga

Autore non identificato: Fuga in sol maggiore, alla giga, già attribuita a Johann Sebastian Bach (BWV 577). Simon Preston, organo.
La giga (in francese gigue) è una forma di danza barocca, di andamento rapido e in ritmo doppio ternario, originatasi dalla jig irlandese.
La Fuga BWV 577 – il cui manoscritto originale non è reperibile – non sarebbe opera di Bach: lo affermano, sulla base di considerazioni stilistiche, i più autorevoli studiosi del lascito bachiano. Ferruccio Rivoir, amico, collega e versatile organista, una volta mi confidò: «La Fuga alla giga non è di Bach. Te lo dicono le dita: quando suoni il vero Bach, le dita trasmettono sensazioni del tutto differenti.»

Troppo “facile”, dunque, per essere scaturita dal genio del Kantor di Lipsia, la Fuga in sol maggiore è tuttavia un brano assai gradevole. Gustav Holst ne curò una interessante strumentazione, di cui possiamo ascoltare due versioni: quella orchestrale è qui interpretata dall’Orchestre Symphonique de Québec diretto da Yoav Talmi, mentre quella per soli strumenti a fiato è eseguita dal North Texas Wind Symphony.



BWV 577

Ninna-nanna su due note che strombazzano

Jehan Alain (1911 – 1940): Berceuse sur deux notes qui cornent per organo (1929). Francine Nguyen-Savaria.
Secondo Marie-Claire Alain, questa tenera e dolcissima ninna-nanna fu ispirata a suo fratello Jehan da un guasto dell’organo di casa Alain (era stato costruito dal loro genitore, Albert): a causa del guasto, un do# e un re# risuonavano in continuazione, anche senza che ne fossero premuti i tasti corrispondenti.

È per Paola 🙂


Alain, Berceuse sur deux notes qui cornent