Messa del primo tono a otto voci

Stefano Bernardi detto il Moretto (18 marzo 1580 - 1637): Missa primi toni octo vocum (1630). Barockposaunen Consort Linz, Sankt Florianer Sängerknaben, dir. Franz Farnberger.

  1. Kyrie
  2. Gloria [1:32]
  3. Credo [4:17]
  4. Sanctus [9:33]
  5. Agnus Dei [11:93]

Fanfare – II

Girolamo Fantini (11 febbraio 1600 - 1675): Fanfara per 4 trombe, 4 tromboni e timpani. New London Consort, dir. Philip Pickett.

Fantini: Prima entrata imperiale per suonare in concerto (1638). Ensemble Tibicines, dir. Igino Conforzi.


GF

Come al solito

Arnold von Bruck (c1500 - 6 febbraio 1554): Es gieng ein lantzknecht a 4 voci (pubblicato in Der ander theil Kurtzweiliger guter frischer Teutscher Liedlein zu singen vast lustig, 1540, n. 47). Convivium Musicum e Ensemble Villanella.
Un lanzichenecco se ne va qua e là, come al solito non ha né da bere né denaro, e come al solito vorrebbe molto di più…

Es gieng ein lantzknecht über feldt
In aller maß wie vor,
Er het kein beutel noch kein gelt
Und dennoch noch vil weyter mer
in aller maß wie vor.
Beyne gut Heinrich ochsen kolben
huppen beim
encian specian lor òl rûbenkreut tanzapfen
docken breyte pleter
die sein innen hol.

Er kam für eines wirtes hauß,
In aller maß wie vor,
Die wirtin schawt zum fenster auß
Und dennoch noch vil weyter mer…


Misto è col gelo amor

Antonio Brunelli (1577 - 1630): Non havea Febo ancora su testo di Ottavio Rinuccini (pubblicato in Scherzi, arie, canzonette, e madrigali a una, due e tre voci… libro secondo op. 10, 1614). Furio Zanasi, baritono; Ensemble La Chimera, dir. Eduardo Egüez.

Non havea Febo ancora
recato al mondo il dì,
che del suo albergo fuora
una donzella uscì.

  Miserella, ah più no, no,
  tanto gel soffrir non può.

Sul pallidetto volto
scorgeasi il suo dolor,
spesso gli venia sciolto
un gran sospir dal cor.

Si calpestando i fiori
errava hor qua, hor là,
e i suoi perduti amori
così piangendo va.

Amor, dicea, e il pie’
mirando il ciel fermò,
dove, dov’ è la fe’
che ‘l traditor giurò?

Se il ciglio ha più sereno
colei che ‘l mio non è,
già non gli alberga in seno
amor si nobil fè.

Fa’ ch’ei ritorni mio
Amor com’ei pur fu,
o tu m’ancidi, ch’io
non mi tormenti più.

Né mai più dolci baci
da quella bocca havrà,
né più soavi, ah taci,
taci, che troppo il sa.

Poiché di lui mi struggo,
dove stima non fa,
che sì, che sì ch’io ‘l fuggo
ch’ancor mi pregherà?

Sì tra sdegnosi pianti
sfogava il suo dolor;
sì dei gentili amanti
misto è col gelo amor.