L’infinito

L'infinito

Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
E questa siepe, che da tanta parte
Dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
Spazi di là da quella, e sovrumani
Silenzi, e profondissima quiete
Io nel pensier mi fingo; ove per poco
Il cor non si spaura. E come il vento
Odo stormir tra queste piante, io quello
Infinito silenzio a questa voce
Vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
E le morte stagioni, e la presente
E viva, e il suon di lei. Così tra questa
Immensità s’annega il pensier mio:
E il naufragar m’è dolce in questo mare.


Gaetano Braga (9 giugno 1829 - 1907): L’infinito per voce, violoncello e pianoforte. Amor Lilia Perez, mezzosoprano; Galileo Di Ilio, violoncello; Giuseppe Sabatini, pianoforte.


Mario Castelnuovo-Tedesco (1895 - 1968): L’infinito per voce e pianoforte op. 22 (1921). Leonardo De Lisi, tenore; Anna Toccafondi, pianoforte.

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Romanze & Humoresque

Leone Sinigaglia (1868 – 16 maggio 1944): Due Pezzi per violoncello e orchestra op. 16 (1902). Fernando Caida Greco, violoncello; Orchestra Città di Ferrara, dir. Marco Zuccarini.

I. Romanze
II. Humoresque [4:50]


op. 16 n. 1

Casa, dolce casa

L’altro ieri, dopo aver visto un suggestivo disegno di Paola, ho cercato “home sweet home” nel web, per pura curiosità. Sono rimasto alquanto sorpreso perché, nei primi 150 risultati della ricerca eseguita tramite Google, non compare nemmeno una volta il nome di Henry Bishop.
“Musicista?” chiederete voi. Certo: sir Henry Rowley Bishop (1786 – 1855) scrisse un gran numero di cantate, balletti e opere liriche; fra queste ultime si annovera Clari, or The Maid of Milan (1823), composta su libretto dello statunitense John Howard Payne: fa parte dell’opera l’aria «Mid pleasures and palaces» nota, per via del refrain, appunto con il titolo Home! Sweet Home! Qui potete ascoltarla nell’interpretazione del soprano Greta Bradman accompagnata dall’arpista Suzanne Handel:

Mid pleasures and palaces though we may roam,
Be it ever so humble, there’s no place like home;
A charm from the skies seems to hallow us there,
Which seek thro’ the world, is ne’er met elsewhere.
Home! Home!
Sweet, sweet home!
There’s no place like home,
There’s no place like home!

An exile from home splendor dazzles in vain.
Oh, give me my lowly thatched cottage again,
The birds singing gaily that came at my call
And gave me the peace of mind, dearer than all.
Home! Home!
Sweet, sweet home!
There’s no place like home,
there’s no place like home!

Home! Sweet Home! venne pubblicato come brano a sé stante, in un primo tempo con la dicitura «composed and partly founded on a Sicilian Air» (in seguito Bishop ammise di aver inventato questo particolare a scopo promozionale). Divenne subito incredibilmente popolare: in breve tempo ne furono vendute oltre centomila copie. Nel 1852, curata dall’autore, ne uscì una nuova edizione a stampa come parlour ballad (cioè, in sostanza, una romanza da camera), e in questa veste ottenne ampio successo anche negli Stati Uniti: difatti, ancora oggi è spesso presente nelle antologie di musiche risalenti agli anni della guerra di secessione (1861-1865).

La vasta popolarità di cui Home! Sweet Home! godette nel corso dell’Ottocento è testimoniata dal fatto che la sua melodia è citata in varie composizioni dell’epoca. Già nel 1827 venne utilizzata dallo svedese Franz Berwald (1796 – 1868) nella sezione mediana, Andante con variazioni, del suo Konzertstück per fagotto e orchestra op. 2 – qui interpretato da Patrik Håkansson con l’Orchestra sinfonica di Gävle diretta da Petri Sakari:

[l’Andante con variazioni ha inizio a 5:43]

Altra citazione celebre si trova all’inizio della «scena della pazzia» (aria «Cielo, a’ miei lunghi spasimi», atto II, scena 3ª) nella tragedia lirica Anna Bolena, rappresentata nel 1830, di Donizetti (1797 – 1848) – ascoltate Maria Callas:


Risale al 1855 circa l’opus 72 di Sigismund Thalberg (1812 – 1871), Home! Sweet Home! Air Anglais varié per pianoforte; nel video qui sotto è eseguito da Dennis Hennig:


Un’altra breve serie di variazioni, per cornetta a pistoni sola, si deve a Jean-Baptiste Arban (1825 – 1889); per ascoltarla (o riascoltarla) – potete farlo leggendo (o rileggendo) allo stesso tempo uno spassoso racconto di Jerome K. Jerome – cliccate qui.

Voglio menzionare ancora, per finire, la Fantaisie sur deux mélodies anglaises per organo op. 43 di Alexandre Guilmant (1837 – 1911): in questa composizione, del 1887 circa, Home! Sweet Home! è associato a un altro famosissimo brano inglese, Rule, Britannia! di Thomas Arne (1710 – 1778). Ecco la Fantaisie di Guilmant eseguita da Bernhard Schneider all’organo Klais della Chiesa di Sankt Aegidien in Braunschweig:


Se poi volete riascoltare Rule, Britannia! l’originale, cliccate qui.


Bishop, Home!

Rockocò

Jean-Paul Égide Martini (ovvero Johann Paul Aegidius Schwarzendorf detto Martini il Tedesco, 1746 – 1816): Plaisir d’amour, ro­man­za per voce e pianoforte (c1784) su testo di Jean-Pierre Claris de Florian. Claire Lefilliâtre, soprano; Arthur Schoonderwoerd, fortepiano.

Plaisir d’amour ne dure qu’un moment,
chagrin d’amour dure toute la vie.

J’ai tout quitté pour l’ingrate Sylvie.
Elle me quitte et prend un autre amant.

Plaisir d’amour ne dure qu’un moment,
chagrin d’amour dure toute la vie.

«Tant que cette eau coulera doucement
vers ce ruisseau qui borde la prairie

Je t’aimerai», me répétait Sylvie.
L’eau coule encore. Elle a changé pourtant.

Plaisir d’amour ne dure qu’un moment,
chagrin d’amour dure toute la vie.

Com’è noto, la melodia composta da Martini il Tedesco ha dato origine a uno dei capisaldi della musica rock 🙂


Plaisir d'amour

L’ultima speme

Fabio Campana (14 gennaio 1819 – 1882): L’ultima speme, romanza per voce e pianoforte su testo di Pietro Welponer. Dame Joan Sutherland, soprano; Richard Bonynge, pianoforte.

Da una vergine adorato
che più bella Iddio creò,
fui felice, fui beato
quanto in cielo esser si può.

Ah!, ma quel tempo è trapassato
come lampo che brillò,
come stella in ciel nebbiato
che rifulse e s’oscurò.

Come rapido baleno
quella vergine mancò:
Dio la volle, e dal mio seno
al suo seno ella volò.

Ah!, che mi resta?, in terra, solo,
speme alcuna io più non ho.
Verso il Ciel scioglierò il volo
e nel Ciel la rivedrò.


Rossini Non-Opera Festival (con due tarantelle) – III

Gioachino Rossini: La Danza, tarantella napoletana per voce e pianoforte (1835) su testo di Carlo Pepoli, n. 8 della raccolta Les soirées musicales (1830-35). Luciano Pavarotti, tenore; Leone Magiera, pianoforte.


Versione con orchestra: ancora Pavarotti con l’Orchestra del Teatro comunale di Bologna diretta da Richard Bonynge.

Già la luna è in mezzo al mare,
mamma mia, si salterà!
L’ora è bella per danzare,
chi è in amor non mancherà.

Presto in danza a tondo, a tondo,
donne mie venite qua,
un garzon bello e giocondo
a ciascuna toccherà,
finché in ciel brilla una stella
e la luna splenderà.
Il più bel con la più bella
tutta notte danzerà.

Mamma mia, mamma mia,
già la luna è in mezzo al mare,
mamma mia, si salterà.
Frinche, frinche, frinche,
mamma mia, si salterà.

La la ra la ra!

Salta, salta, gira, gira,
ogni coppia a cerchio va,
già s’avanza, si ritira
e all’assalto tornerà!

Serra, serra, colla bionda,
colla bruna va’ qua e là,
colla rossa va’ a seconda,
colla smorta fermo sta’.
Viva il ballo a tondo a tondo,
sono un re, sono un pascià,
è il più bel piacer del mondo
la più cara voluttà.

Mamma mia, mamma mia,
già la luna è in mezzo al mare,
mamma mia, si salterà.
Frinche, frinche, frinche,
mamma mia, si salterà.

La la ra la ra!


Rossini, La Danza

Cinque Canti d’amore

Arthur De Greef (10 ottobre 1862 – 1940): Cinq Chants d’amour per soprano e orchestra (1903) su testi di Charles Fuster. Charlotte Riedijk, soprano; Vlaams Radio Orkest, dir. Yannick Nézet-Séguin.

I. Devant le ciel
II. Ma vie est dans tes mains [3:22]
III. Tout âme est un berceau calme [6:55]
IV. Cloches [11:46]
V. Notre amour [13:47]