La regina delle amazzoni

Hugo Wolf (13 marzo 1860 - 1903): Penthesilea, poema sinfonico (1883-85) ispirato dall’omonima tragedia (1808) di Heinrich von Kleist. Staatskapelle Berlin, dir. Otmar Suitner.

  1. Aufbruch der Amazonen nach Troja
  2. Der Traum Penthesileas vom Rosenfest [5:29]
  3. Kämpfe, Leidenschaften, Wahnsinn, Vernichtung [10:03]

Nell’Asia centrale

Aleksandr Porfir’evič Borodin (1833 - 1887): В средней Азии (Nell’Asia centrale), quadro sinfonico (1880). Orchestre de la Suisse Romande, dir. Ernest Ansermet.

Nell’Asia centrale è la soluzione dell’indovinello del post precedente. Oggi il brano è noto con il titolo Nelle steppe dell’Asia centrale, scelto da qualcuno cui evidentemente l’originale non sem­brava abbastanza esotico; noi che amiamo la filologia, non esclusa quella musicale, preferiremo sempre e comunque le scelte degli autori.
La composizione intende raffigurare musicalmente l’incedere di una carovana di asiatici attraverso una zona desertica nella regione del Caucaso; il viaggio si svolge sotto la protezione di truppe dell’esercito russo. Il brano è strutturato su due temi principali, di carattere contrastante: uno, ampio e luminoso, rappresenta i soldati russi e viene enunciato subito all’inizio, prima dal clarinetto [0:09] e poi dal corno [0:25]; l’altro tema, sinuoso, orientaleggiante, ritrae i carovanieri asiatici e viene introdotto dal corno inglese [1:02]. Vi sono inoltre due elementi secondari: il pedale (nota prolungata) acuto dei violini, che rappresenta l’immutabile vastità del deserto; e un motivo eseguito dagli archi in pizzicato, che dà il senso del passo regolare e ininterrotto dei cavalli e dei cammelli [0:41]. L’orchestra riprende il tema russo [2:05] e poi quello asiatico [3:32], infine i due temi risuonano insieme [4:25] in magnifico contrappunto doppio (ciascun tema può essere indifferentemente il più acuto o il più grave), prima della coda finale [5:15], nella quale il tema russo è trattato a canone.

Borodin si autodefiniva un «compositore della domenica»: in effetti la sua principale attività era quella di medico e chimico. Aveva studiato all’Accademia medico-chirurgica di San Pietroburgo e si era laureato nel 1856 con una tesi intitolata Sull’analogia dell’acido arsenico con il fosfatico nella loro azione sull’organismo umano; nello stesso anno entrò in servizio quale assistente medico presso il II Ospedale militare di fanteria. In seguito, dopo una serie di viaggi di studio all’estero (fu anche a Pisa, dove ebbe modo di approfondire le proprie ricerche con Paolo Tassinari), venne nominato professore aggiunto presso l’Accademia medico-chirurgica, dove fra l’altro, a partire dal 1872, organizzò i primi corsi superiori per studentesse di medicina, fornendo anche aiuti finanziari alle allieve meno abbienti. Tutti questi impegni non gli impedirono di coltivare una profonda passione per la musica, che lo portò a scrivere alcune delle più belle pagine operistiche e sinfoniche dell’Ottocento russo.


steppe bis

Alle stelle

Henri Duparc (21 gennaio 1848 - 1933): Aux étoiles, «poème nocturne» per orchestra (1874, rev. 1911). Orchestre du Capitole de Toulouse, dir. Michel Plasson.

La lumière sidérale des nuits!
Qui peut savoir les vertus secrètes
de cette lumière si humble, mais
venant de l’immensité?
(Alphonse-Joseph-Auguste Gratry)


Henri Duparc

Icaro – un titolo per far volare la fantasia

Lera Auėrbach (21 ottobre 1973): Icarus, poema sinfonico (2006). The National Youth Orchestra of Great Britain, dir. Mark Wigglesworth.

« The title Icarus was given to this work after it was written. All my music is abstract, but by giving evocative titles I invite the listener to feel free to imagine, to access his own memories, associations. Icarus is what came to my mind, listening to this work at that time. Each time I hear the piece — it is different. What is important to me is that it connects to you, the listener, in the most individual and direct way, that this music disturbs you, moves you, soars with you, stays with you. You don’t need to understand how or why — just allow the music to take you wherever it takes you. It is permissible to daydream while listening or to remember your own past. It is fine not to have any images at all, but simply experience the sound » (Lera Auėrbach).


VLA

L’apu

Gabriela Lena Frank (26 settembre 1972): Apu, poema sinfonico (2017). Lavoro commissionato dal Carnegie Hall per la National Youth Orchestra of the United States of America (NYO-USA), che qui l’esegue sotto la direzione di Marin Alsop.
Gabriela Lena Frank è nata a Berkeley, California, da padre americano di origine ebraica lituana e madre peruviana di origine cinese.
Nelle tradizioni andine, risalenti ai tempi dell’impero incaico, l’apu è uno spirito benigno che protegge coloro che si avventurano sulle montagne.


GLF