Il «Mahler africano»

Samuel Coleridge-Taylor (1875 - 1912): Ouverture per The Song of Hiawatha, trilogia corale op. 30 (1901) su testi di Henry Wadsworth Longfellow. RTÉ Concert Orchestra, dir. Adrian Leaper.
Agli interessati YouTube offre la possibilità di ascoltare l’intera trilogia. Nato a Holborn, Londra, da padre creolo originario della Sierra Leone e madre inglese, Samuel Coleridge-Taylor fu così chiamato in onore del poeta Samuel Taylor Coleridge. Affermatosi quale compositore e direttore d’orchestra, nei primi anni del ‘900 si recò in tournée negli Stati Uniti, ottenendo un grandissimo successo; l’appellativo di «Mahler africano» gli fu assegnato dai membri (bianchi) di un’orchestra newyorkese da lui diretta nel 1910. Morì a 37 anni di polmonite.


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Serments d’autrefois

Camille Saint-Saëns (1835 - 1921): «Mon coeur s’ouvre à ta voix», dal II atto di Samson et Dalila (1877), opera in 3 atti su libretto di Ferdinand Lemaire. Elīna Garanča, mezzosoprano; Orchestra filarmonica del Teatro Comunale di Bologna, dir. Yves Abel.

Mon cœur s’ouvre à ta voix comme s’ouvrent les fleurs
Aux baisers de l’aurore!
Mais, ô mon bien-aimé, pour mieux sécher mes pleurs,
Que ta voix parle encore!
Dis-moi qu’à Dalila tu reviens pour jamais!
Redis à ma tendresse
Les serments d’autrefois, ces serments que j’aimais!
Ah! réponds à ma tendresse!
Verse-moi l’ivresse!

Ainsi qu’on voit des blés les épis onduler
Sous la brise légère,
Ainsi frémit mon cœur, prêt à se consoler
À ta voix qui m’est chère!
La flèche est moins rapide à porter le trépas,
Que ne l’est ton amante à voler dans tes bras!
Ah! réponds à ma tendresse!
Verse-moi l’ivresse!
[Samson, Samson, je t’aime!]


Samson et Dalila

Moon of Alabama

Kurt Weill (1900 - 1950): Alabama Song su testo di Bertolt Brecht (1898 - 1956), da Mahagonny (1927). Robyn Archer, voce solista; London Sinfonietta, dir. Dominic Muldowney.
Il testo originale, in tedesco, fu pubblicato nella raccolta di poesie Hauspostille (1927); non è chiaro se la traduzione inglese sia opera dello stesso Brecht oppure di Elisabeth Hauptmann (1897 - 1973), allora collaboratrice del drammaturgo tedesco.
La musica fu composta dallo stesso Brecht insieme con Franz Servatius Bruinier (1905 - 1928); venne poi modificata da Kurt Weill per essere inserita in due lavori nati dalla collaborazione con Brecht: il «Songspiel» Mahagonny (1927) e l’opera Aufstieg und Fall der Stadt Mahagonny (1930).

Show me the way to the next whisky bar,
Oh, don’t ask why,
For if we don’t find the next whisky bar
I tell you we must die.

Oh, Moon of Alabama,
We now must say good-bye.
We’ve lost our good old mama
And must have whisky,
Oh, you know why.

Show me the way to the next pretty girl,
Oh, don’t ask why,
For if we don’t find the next pretty girl
I tell you we must die.

Oh, Moon of Alabama,
We now must say good-bye.
We’ve lost our good old mama
And must have a girl,
Oh, you know why.

Show me the way to the next little dollar,
Oh, don’t ask why,
For if we don’t find the next little dollar
I tell you we must die.

Oh, Moon of Alabama,
We now must say good-bye.
We’ve lost our good old mama
And must have dollars,
Oh, you know why.


KW

Kurt Weill

Il flebile usignolo

Pietro Torri (c1650 - 6 luglio 1737): «Quando il flebile usignolo», aria per soprano dal II atto dell’opera L’Ippolito (1731). Ann Hallenberg, mezzosoprano; Baroque Ensemble Musikdorf Ernen, dir. e violino principale Ada Pesch.

Quando il flebile usignolo
Lasciar deve a forza il nido
Si rivolge in altro lido
E spiegando afflitto il volo
Va sfogando il suo dolor.

I goti

Stefano Gobatti (5 luglio 1852 - 1913): Preludio sinfonico all’opera I goti (versione 1898). I Musici dell’Accademia, dir. Luigi Verdi.
Ecco un caso alquanto curioso di compositore acclamatissimo quando era in vita e oggi com­ple­ta­mente dimenticato.


SG

«Salute e trionfo al giorno in cui Stefano Gobatti segnerà dell’impronta sua la prossima evoluzione dell’arte musicale in Italia» (Giosue Carducci).