Allegro comodo

William Hurlstone (1876 - 1906): Trio in sol maggiore per violino, violoncello e pianoforte (1905). Trio Anima Mundi: Rochelle Ughetti, violino; Miranda Brockman, violoncello; Kenji Fujimura, pianoforte.

  1. Allegro moderato
  2. Andante [9:45]
  3. Molto vivace [16:44]
  4. Allegro comodo [22:41]

Per il Baryton

Luigi Tomasini (1741 - 25 aprile 1808): Trio in do maggiore per Baryton, viola e violoncello Kor.19. Maddalena Del Gobbo, Baryton; Robert Bauerstatter, viola; David Pennetzdorfer, violoncello.
Baryton è il nome tedesco della viola di bordone: si tratta di uno strumento ad arco di dimensioni analoghe a quelle di un violoncello, solitamente dotato di sei corde principali e di nove corde di risonanza, tese sotto la tastiera. Luigi Tomasini lavorò per circa trent’anni al servizio del principe Nicola I Esterházy, che era un ottimo musicista dilettante, gran virtuoso di Baryton: Joseph Haydn e Tomasini composero per lui e il suo strumento una gran quantità di brani, perlopiù trii.

  1. Allegro spiritoso
  2. Minuetto
  3. Rondò: Allegretto

Baryton

Birds

Herman Beeftink (1953): Birds, trio per ottavino, flauto e flauto contralto. Rama Kumaran esegue tutte e tre le parti.

  1. Birdsong : Allegretto scherzando
  2. Flight : Allegro e dolce – Moderato [3:25]
  3. The Journey : Adagio [6:56]

Mit Ernst

Mathilde Kralik (1857 - 1944): Trio in fa maggiore per violino, violoncello e pianoforte. Laura Balboa García, violino; Sloukia Loulaki, violoncello; Giorgos Fragos, pianoforte.

  1. Feurig bewegt
  2. Langsam, mit Ernst [8:13]
  3. Sehr schnell [15:05] – attacca:
  4. Rasch, energisch [17:24]

Gli sghignazzi di Satana

Johannes Brahms (1833 - 1897): Trio in si maggiore per violino, violoncello e pianoforte op. 8 (1854, seconda versione 1889). Trio di Trieste: Renato Zanettovich, violino; Amadeo Baldovino, violoncello; Dario De Rosa, pianoforte.

  1. Allegro con brio
  2. Scherzo: Allegro molto [10:20]
  3. Adagio [17:08]
  4. Allegro [25:54]

«Iniziammo a far musica verso le quattro ed eseguimmo due sonate per violino e pianoforte di Beethoven e un trio di Schubert. Dopo il tè venne finalmente il momento del Trio in si maggiore. Ho un debole per questo trio, soprattutto per l’attacco, di solenne esultanza.

[…]

Il secondo movimento del Trio in si maggiore, i cui ritmi mi hanno tante volte angosciato e scosso: mai sono riuscito a suonarlo fino all’ultima nota senza un profondo abbattimento, pur amandolo di vera passione.

Uno Scherzo, certo. Ma che genere di Scherzo! In esso lievita una terribile allegria, una gaiezza che raggela il sangue. Risa spettrali vorticano nello spazio, un folleggiare cupo, sfrenato e carnascialesco di creature dal piede caprino: questo è l’attacco, così inizia questo Scherzo bizzarro. E all’improvviso dal baccanale d’inferno si libra alta una voce solitaria, la voce di un’anima smarrita, la voce di un cuore straziato dal terrore che confida la sua pena.

Ma ecco nuovamente irrompere gli sghignazzi di Satana, travolgono fragorosi quegli accenti puri e lacerano in mille brani il canto. La voce riprende vigore, incerta e lieve, trova la sua melodia e la trasporta verso l’alto, quasi volesse fuggire in sua compagnia in un mondo diverso.

I diavoli dell’inferno tuttavia prevalgono, si è fatto giorno, l’estremo giorno, il giorno del Giudizio, Satana trionfa sull’anima peccatrice e la voce straziata dell’uomo precipita dalla sublime altezza giù giù nel disperato sghignazzo di Giuda.

Al termine del movimento, rimasi per lunghi minuti silenzioso fra spettatori silenziosi. Poi quell’universo desolato di larve cupe e incalzanti svanì. La visione del Giudizio si dissolse, l’incubo apocalittico si dileguò e mi rese la libertà.»

da Leo Perutz, Il Maestro del Giudizio universale (Der Meister des Jüngsten Tages, 1923)
traduzione di Margherita Belardetti
© 2012 Adelphi Edizioni, Milano