What is our life?

Orlando Gibbons (1583 - 1625): What is our life?, madrigale a 5 voci (pubblicato in The First Set of Madrigals and Mottets, 1612, n. 14) su testo di Walter Raleigh. The Cambridge Taverner Choir.

What is our life? A play of passion.
Our mirth the music of division.
Our mother’s wombs the tiring houses be,
where we are dress’d for this short comedy.
Heav’n the judicious sharp spectator is,
that sits and marks still who doth act amiss.
Our graves, that hide us from the searching sun
are like drawn curtains when the play is done.
Thus march we, playing to our latest rest;
Only we die in earnest, that’s no jest.


Si salvi chi può

Claudio Monteverdi (1567 - 1643): Gira il nemico insidioso Amore, madrigale a 3 voci e basso continuo (pubblicato in Madrigali guerrieri et amorosi, 1638, n. 3). Les Arts Florissants, dir. William Christie.

Gira il nemico insidioso, Amore,
la rocca del mio core.
Su, presto, ch’egli qui poco lontano,
armi alla mano.

Noil lasciamo accostar, ch’egli non saglia
sulla fiacca muraglia,
ma facciam fuor una sortita bella,
butta la sella.

Armi false non son ch’ei s’avvicina
col grosso la cortina.
Su, presto, ch’egli qui poco discosto,
tutti al suo posto.

Vuol degl’occhi attaccar il baloardo
con impeto gagliardo.
Su, presto, ch’egli qui senz’alcun fallo,
tutti a cavallo.

Non è più tempo, ohimé, ch’egli ad un tratto
del cor padron s’è fatto,
a gambe, a salvo chi si può salvare,
all’andare.

Cor mio, non val fuggir, sei morto e servo
d’un tiranno protervo
che’l vincitor che già dentro alla piazza
grida foco, amazza.


Monteverdi

Amenissime mortelle

Giaches de Wert (c1535 - 1596): Vaghi boschetti di soavi allori, marigale a 5 voci (dal Settimo libro de madrigali a cinque voci, 1581, n. 6) su testo di Ludovico Ariosto (Orlando furioso VI:21). La Compagnia del Madrigale.

Vaghi boschetti di soavi allori,
di palme e d’amenissime mortelle,
cedri et aranci ch’avean frutti e fiori
contesti in varie forme e tutte belle,
facean riparo ai fervidi calori
de’ giorni estivi con lor spesse ombrelle;
e tra quei rami con sicuri voli
cantando se ne giano i rosignuoli.


Rugiadose stille

Luca Marenzio (1553 o 1554 - 1599): Clori nel mio partire, madrigale a 5 voci (dal Sesto libro de madrigali a cinque voci, 1594, n. 2). La Venexiana, dir. Claudio Cavina.

Clori nel mio partire
Languiva al mio languire
E da le luci ov’ha ricetto Amore
Cadeano a mille
Le rugiadose stille.
Cauto v’accorse il mio dolente core,
E da begl’ occhi intanto
Co’ baci n’involò quel vago pianto.
Meraviglia gentile e non più udita:
Quel pianto il cibo fu de la mia vita!
Hor che di lei son privo,
Mercé di quelle lagrime mi vivo.


Marenzio

Beata morte

Luca Marenzio (1553 o 1554 - 1599): Anima cruda sì, madrigale a 5 voci (dal Sesto libro de madrigali a cinque voci, 1594, no. 4). La Venexiana, dir. Claudio Cavina.

Anima cruda si, ma però bella,
Non mi negar all’ultimo sospiro
Un tuo solo sospir. Beata morte,
Se l’addolcisci tu con questa sola
Voce cortese e pia:
Va in pace, anima mia.
  (Battista Guarini, Il pastor fido IV/9)


Marenzio

Aspri martìri

Carlo Gesualdo da Venosa (1566 - 1613): Itene, o miei sospiri, madrigale a 5 voci (dal Libro quinto, 1611, n. 3). Exaudi, dir. James Weeks.

Itene, o miei sospiri,
precipitate il volo a lei
che m’è cagion d’aspri martiri.
Ditele per pietà
del mio gran duolo
ch’or mai ella mi sia
come bella, ancor pia
che l’amaro mio pianto
cangerò lieto in amoroso canto.


Dispietato core

Carlo Gesualdo da Venosa (1566 - 1613): Io pur respiro in così gran dolore, madrigale a 5 voci (dal Libro sesto, 1611, n. 10). Exaudi, dir. James Weeks.

Io pur respiro in così gran dolore
e tu pur vivi, o dispietato core?
Ahi, che non vi è più speme
di riveder il nostro amato bene!
Deh, morte, danne aìta,
uccidi questa vita!
Pietosa me ferisci,
a la vita dia fin ed al gran duolo.