Il bel viso ch’Italia tutta honora

Cipriano de Rore (1515 o 1516 - 1565): Altiero sasso, madrigale a 5 voci (pubblicato nel Primo Libro de madrigali a cinque voci, 1542, n. 6); testo di Francesco Maria Molza. Ensemble Blue Heron, dir. Scott Metcalfe.

Altiero sasso lo cui gioco spira
Gli antichi honor del gran popul di Marte,
Fiume che fendi questa et quella parte,
Hor quieto et piano, hor pien di sdegno et ira;

Piaggie che ’l mondo ancor ama et sospira,
Consecrate da tante et da tai carte,
Memorie eterne et voi reliquie sparte
Ch’ogni bon alma con pieta rimira:

Parmi d’udir fugendo a voi d’intorno
Sospirar l’onde, e i rami e i fior e l’ora
Lagnarsi, et per dolor romper i sassi,

Che già del pianto s’avicina el giorno
Che ’l bel viso ch’Italia tutta honora
Cinti d’horor al suo partir vi lassi.


Altre composizioni di Cipriano de Rore in questo blog:

Il mio duol, che tutti gli altri avanza

Luca Marenzio (1553 o 1554 - 1599): Il vago e bello Armillo, madrigale a 5 voci (dal Nono Libro de madrigali a cinque voci, 1599, n. 7) su testo di Angelo Grillo. La Venexiana, dir. Claudio Cavina.

Il vago e bello Armillo
Pagava il dritto al mare
Con sue lagrime amare,
Mentre in cima d’un scoglio
Lagrimando sfogava il suo cordoglio.

E dicea: O beate
Onde, che specchio sete
A tanta alma beltade,
I miei sospir benigne raccogliete,
Serbando del mio viso ogni hora in voi
L’imagine dogliosa,
Né la confonda il vostro moto poi,
Acciò quando à mirar quella ritrosa
Empia, verrà la sua gentil sembianza,
Veda il mio duol, che tutti gli altri avanza.

Angelo Grillo (1557 - 1629), benedettino, appartenente alla nobile famiglia genovese degli Spinola, pubblicò le proprie poesie sotto lo pseudonimo di Livio Celiano. Amico e confessore di Torquato Tasso, fu in rapporti epistolari con Claudio Monteverdi.


Esca d’amor celeste

Orlando di Lasso (1530/32 - 1594): Come la cera al foco, madrigale a 6 voci (pubblicato in Madrigali novamente composti, 1585, n. 12) su testo di Gabriele Fiamma (Inno, overo Oda alla Carità, stanza 7). Vox Luminis, dir. Lionel Meunier.

Come la cera al foco,
Ch’accenda esca terrena,
Si va struggendo e manca a poco a poco,
Cosi gli affanni onde la vita e piena,
E le gioie e i diletti
Vani, e terrestri affetti,
Si van struggendo a queste
Fiamme, ch’accende esca d’amor celeste.


Lasso, Come la cera al foco

I giorni oscuri e le dogliose notti – III

Giaches de Wert (1535 - 6 maggio 1596): Mia benigna fortuna, madrigale 5 voci (pubblicato nel Nono Libro de madrigali a cinque et sei voci, 1588, n. 7) su testo di Francesco Petrarca (Canzoniere CCCXXXII). Huelgas Ensemble, dir. Paul van Nevel.

Mia benigna fortuna e ‘l viver lieto,
i chiari giorni et le tranquille notti
e i soavi sospiri e ‘l dolce stile
che solea resonare in versi e ‘n rime,
vòlti subitamente in doglia e ‘n pianto,
odiar vita mi fanno, et bramar morte.

Crudel, acerba, inexorabil Morte,
cagion mi dài di mai non esser lieto,
ma di menar tutta mia vita in pianto,
e i giorni oscuri et le dogliose notti.
I mei gravi sospir’ non vanno in rime,
e ‘l mio duro martir vince ogni stile.


Come Icaro

Cipriano de Rore (1515 o 1516 - 1565): Poggiando al ciel coll’ali, madrigale a 5 voci (pubblicato nel Primo Libro de madrigali a cinque voci, 1542, n. 3); testo: sonetto anonimo. Ensemble Blue Heron, dir. Scott Metcalfe.

Poggiand’al ciel coll’ali del desio
Icaro il fol’ardir’ menol’in parte
Dove si sfe la cera a parte a parte,
Che di pium’e d’orgoglio il padre ordio.

Miser, ove ti mena il fatto rio,
Fuor del dritto cammin ad infiammarte,
Fer sepultura a le tue membra sparte
Le belle nimphe Galathea e Spio.

Tal si trova dinanzi al lume vostro,
Donna gentil, ogni ardimento humano
Che d’honor et virtute si desvia;

Dinanzi a voi Amor lascivo et vano
Perd’ali e strali. O dov’è chi mi dia
Per honorarv’assai ingegno e ingiostro?


Dura legge d’Amor

Luca Marenzio (1553 o 1554 - 1599): Dura legge d’Amor, madrigale a 5 voci (dal Nono Libro de madrigali a cinque voci, 1599, n. 3) su testo tratto dai Trionfi di Francesco Petrarca (Triumphus Cupidinis III:148-159). La Venexiana, dir. Claudio Cavina.

Dura legge d’Amor! ma benché obliqua,
servar convensi, però ch’ella aggiunge
di cielo in terra, universale, antiqua.
Or so come da sé ’l cor si disgiunge,
e come sa far pace, guerra e tregua,
e coprir suo dolor quand’altri il punge;
e so come in un punto si dilegua
e poi si sparge per le guance il sangue,
se paura o vergogna aven che ’l segua;
so come sta tra’ fiori ascoso l’angue,
come sempre tra due si vegghia e dorme,
come senza languir si more e langue.


Il canto del cigno

Orlando Gibbons (1583 - 1625): The Silver Swan, madrigale a 5 voci (pubblicato in The First Set of Madrigals and Mottets, 1612, n. 1) su testo probabilmente di sir Christopher Hatton (1581 - 1619). The Gesualdo Six.

The Silver Swan, who living had no note,
When death approached, unlocked her silent throat.
Leaning her breast against the reedy shore,
Thus sung her first and last, And sung no more:
«Farewell all joys, O death come close mine eyes.
More geese than swans now live, more fools than wise.»