Tempo di passagalio

Johannes Schenck (o Johan Schenk; 1660 - p1712): Suite in la minore per viola da gamba e basso continuo op. 6 n. 6 (pubblicato nella raccolta Scherzi musicali, 1701). Bettina Hoffmann, viola da gamba; ensemble Modo Antiquo: Alfonso Fedi, clavicembalo; Luca Franco Ferrari, viola da gamba; Paolo Fanciullacci, violone; Gian Luca Lastraioli, tiorba.

  1. Preludium
  2. Allemande
  3. Courant
  4. Sarabande: Adagio
  5. Gigue: Presto
  6. Gigue: Allegro
  7. Gavotte
  8. Rondeau
  9. Boure
  10. Menuet
  11. Menuet
  12. Menuet
  13. Tempo di passagalio

Canarios: Muffat & Purcell

Georg Muffat (1º giugno 1653 - 1704): Impatientia, suite in si bemolle maggiore per orchestra (da Florilegium secundum, 1698, Fasciculus I, n. 4). Cantilena, dir. Adrian Shepherd.

  1. Symphonie
  2. Balet [2:51]
  3. Canaries [5:14]
  4. Gigue [5:50]
  5. Sarabande [6:39]
  6. Bourrée [9:00]
  7. Chaconne [10:00]

Henry Purcell (1659 - 1695): «Canaries», dal V e ultimo atto della semi-opera tragicomica The Prophetess, or The History of Dioclesian (1695). Tafelmusik, dir. Jeanne Lamon.


Per Sofia Carlotta

Arcangelo Corelli (1653 - 1713): Sonata in re minore, n. 7 delle 12 Sonate a violino e violone o cimbalo op. 5 (1700) dedicate a Sofia Carlotta di Hannover, regina di Prussia. Samuele Galeano, violino; Massimo Gabba, organo.

I. Preludio
II. Corrente [1:35]
III. Sarabanda [4:02]
IV. Giga [5:49]


AC

Il modo giusto

Johann Pachelbel (1653 - 1706): Canone e Giga [al minuto 2:57] in re maggiore per 3 violini e basso continuo (1694). Hespèrion XXI, dir. Jordi Savall.
La composizione più tartassata dell’intera storia musicale: eseguita il più delle volte con lentezza abnorme; orbata della seconda parte, la Giga, come se questa non fosse una sua componente fondamentale; per tacer di quelli che ne eseguono il solo antecedente, ossia la parte del I violino, sopra un canapè di accordacci banali, come se ignorassero il significato del termine “canone” – e probabilmente l’ignorano davvero.
Insomma, un gioiello del repertorio musicale barocco ridotto a insipida sciacquetta romantico-sentimentale.
Fortuna che ci sono Jordi Savall e il suo ensemble a ricordarci come Pachelbel l’aveva concepito.


Canon

Alla giga

Autore non identificato: Fuga in sol maggiore, alla giga, già attribuita a Johann Sebastian Bach (BWV 577). Simon Preston, organo.
La giga (in francese gigue) è una forma di danza barocca, di andamento rapido e in ritmo doppio ternario, originatasi dalla jig irlandese.
La Fuga BWV 577 – il cui manoscritto originale non è reperibile – non sarebbe opera di Bach: lo affermano, sulla base di considerazioni stilistiche, i più autorevoli studiosi del lascito bachiano. Ferruccio Rivoir, amico, collega e versatile organista, una volta mi confidò: «La Fuga alla giga non è di Bach. Te lo dicono le dita: quando suoni il vero Bach, le dita trasmettono sensazioni del tutto differenti.»

Troppo “facile”, dunque, per essere scaturita dal genio del Kantor di Lipsia, la Fuga in sol maggiore è tuttavia un brano assai gradevole. Gustav Holst ne curò una interessante strumentazione, di cui possiamo ascoltare due versioni: quella orchestrale è qui interpretata dall’Orchestre Symphonique de Québec diretto da Yoav Talmi, mentre quella per soli strumenti a fiato è eseguita dal North Texas Wind Symphony.



BWV 577

Il mio primo Byrd

William Byrd (c1540-1623): The Earl of Salisbury Pavan (1612 o prima). Simone Stella, spinetta.
Il titolo di questo post non fa riferimento a una raccolta di pezzi facili, bensì al mio primo incontro con la musica di Byrd, che avvenne, eoni fa, appunto per il tramite di questa bella pavana. Brano assai apprezzato da diversi musicisti, britannici e no, alcuni dei quali l’hanno elaborato per organici differenti: oltre alla trascrizione di sir Barbirolli (I movimento della sua Elizabethan Suite) proposta in questo blog più di due anni or sono, ne segnalo una per quartetto d’archi di John Liberatore e un’altra, piena di pathos, concepita per un ampio complesso sinfonico da Leopold Stokowski:


Da sottolineare il fatto che Stokowski ha utilizzato come sezione centrale un’altra composizione di Byrd, una giga tratta dal Fitzwilliam Virginal Book (n. 181), e non una delle due gagliarde associate alla pavana nella prima edizione a stampa (il volume antologico Parthenia, del 1612).


Fernando de Luca, clavicembalo.


William Byrd

Pour la luth

Johann Sebastian Bach (1685 - 1750): Suite in do minore per violoncello BWV 1011 (c1720). Nikolaus Harnoncourt, violoncello.

  1. Prelude
  2. Allemande [6:08]
  3. Courante [11:16]
  4. Sarabande [14:18]
  5. Gavotte I & II [17:24]
  6. Gigue [22:54]

Johann Sebastian Bach: Suite in sol minore per liuto BWV 995 (c1727-31; adattamento della Suite BWV 1011). Luca Pianca, liuto.

  1. Prelude
  2. Allemande [6:25]
  3. Courante [11:32]
  4. Sarabande [14:06]
  5. Gavotte I & II en rondeau [18:01]
  6. Gigue [22:24]

BWV 995