Fantasia op. 77

Ludwig van Beethoven (1770 - 1827): Fantasia in sol minore-si bemolle maggiore per pianoforte op. 77 (1809). Edwin Fischer (1952).
Ai suoi tempi Beethoven era considerato un grande improvvisatore: con la sua maestria in questo campo conquistò i salotti aristocratici viennesi, procurandosi amicizie e mecenatismo. Secondo Carl Czerny, che di Beethoven fu allievo, la Fantasia op. 77 dà un’idea esatta dell’arte improvvisatoria beethoveniana.


LvB, op. 77

Ispanomania – VIII

Louis Moreau Gottschalk (1829 - 1869): Souvenir d’Andalousie, «Caprice de concert sur la Caña, le Fandango et le Jaleo de Jérez» op. 22 (1851). Alan Marks, pianoforte.


Gottschalk: Manchega, «étude de concert» op. 38 (1856). Avevo già proposto in altre occasioni l’ascolto di questo studio nella versione originale per pianoforte (qui e qui), sicché ho pensato di ricorrere per questa volta alla trascrizione per pianoforte e orchestra che ne ha ricavato Jack Elliott. Hot Springs Music Festival Symphony Orchestra, dir. Richard Rosenberg.


BWV 922


Anonimo (XVIII secolo): Preludio (Fantasia) in la minore, già attribuito a Johann Sebastian Bach (BWV 922). Lorenzo Ghielmi, clavicembalo, e Alfred Brendel, pianoforte.
Le ragioni per cui si ritiene che questo lavoro non sia di Bach sono diverse: l’incoerenza formale, l’insolito numero di episodi contrastanti, le continue modulazioni, l’ossessività ripetitiva – che in Bach non è infrequente, ma in BWV 922 è portata all’eccesso. Il vero Bach non perde mai il controllo della forma.

Per la serie Non solo Scarlatti.