La Soave Melodia e la sua Corrente

Andrea Falconiero o Falconieri (c1585 - 29 luglio 1656): La Suave Melodia e Su Corrente, dal I Libro di canzone, sinfonie, fantasie… (1650). La Musa Armonica: Lina Manrique, viola da gamba; Parsival Castro, tiorba; Diogo Rodrigues, chitarra barocca.


Altre composizioni di Andrea Falconiero in questo blog:

Raddolcite il pensier

Giovanni Sances (1600 - 1679): Lagrimosa beltà, cantata a 2 voci e basso continuo in forma di ciaccona. Agnès Mellon e Dominique Visse, voci; Ensemble Barcarole.
Il soprano Agnés Mellon e il controtenore Dominique Visse, fondatore dell’Ensemble «Clément Janequin», sono compagni nell’arte e nella vita.

Lagrimosa beltà
Per cui già nott’ e dí
Cotanto sospirai, come sei tu
Divenuta cosi?
Il barbaro chi fu,
Qual cor pien d’impietà
Potuto ha incrudelir contro di te?
Misero, ben lo so,
Né poi negarlo a fé,
Il tempo fù, l’età
Che tanto vale e può.
Inlanguidito ha’l sen,
Ha scolorito l’or del tuo bel crin.
Mirate donne, il fin,
Mirate che vien men
Ogni cosa mortal:
Col tempo arte non val,
Questo e colpo comun,
Schernir nol puote alcun;
La pioggia vien tal hor,
Dopo il seren, e dopo il lampo, il tuon.
Chi si mostrò crudel
Non merita perdon,
E l’esser infedel
A gl’amanti e di turca empio rigor
Aspetta col simil.
Rendete donne il cor,
Tutto pietoso e humil,
Imparate a lasciar quel fasto alter,
Raddolcite il pensier,
Il bello non risplende in costei più,
Né si può dir qui fu.
Dunque, chi bram’ haver lunga beltà
Usi pietà.


Canarios: Muffat & Purcell

Georg Muffat (1º giugno 1653 - 1704): Impatientia, suite in si bemolle maggiore per orchestra (da Florilegium secundum, 1698, Fasciculus I, n. 4). Cantilena, dir. Adrian Shepherd.

  1. Symphonie
  2. Balet [2:51]
  3. Canaries [5:14]
  4. Gigue [5:50]
  5. Sarabande [6:39]
  6. Bourrée [9:00]
  7. Chaconne [10:00]

Henry Purcell (1659 - 1695): «Canaries», dal V e ultimo atto della semi-opera tragicomica The Prophetess, or The History of Dioclesian (1695). Tafelmusik, dir. Jeanne Lamon.


A proposito della passacaglia

Brevi note per unallegropessimista 🙂

Passacaglia è il nome generico di una danza secentesca di origine spagnola e della forma musicale tradizionalmente associata alla danza stessa, in ritmo ternario e di andamento lento. Fra Seicento e Settecento la passacaglia si affermò nella musica d’arte assumendo la forma di variazioni sopra un tema, sopra uno schema armonico o sopra un basso ostinato; sotto il profilo musicale, la passacaglia è di fatto simile alla ciaccona, tanto che a lungo i due termini furono considerati equivalenti.
Numerosi musicisti si sono dedicati alla composizione di passacaglie; uno dei primi è Girolamo Frescobaldi:


Nell’ambito della musica teatrale, una passacaglia assai nota si trova nel V atto dell’Armide di Lully:


La Passacaglia con Fuga BWV 582 di Bach è uno dei più grandi capolavori della musica organistica d’ogni tempo:


Fra le passacaglie più celebri va annoverata quella in sol minore di Georg Friedrich Händel; fa parte di una Suite per clavicembalo (la n. 7, HWV 432) ed è una passacaglia sui generis perché ha ritmo binario anziché ternario. La versione originale suona così:


Nel 1897, quasi centoquarant’anni dopo la morte di Händel, il compositore norvegese Johan Halvorsen elaborò un adattamento per violino e viola della Passacaglia in sol minore:


Tanto della versione originale di Händel quanto della rielaborazione di Halvorsen esistono vari arrangiamenti per strumenti diversi. Fino a qualche anno fa, un adattamento per arpa (eseguito da Anna Palomba Contadino) era ben noto agli abbonati Rai:


Un’altra famosa passacaglia si trova nel IV movimento del Quintettino op. 30 n. 6 di Luigi Boccherini, noto anche come Musica notturna delle strade di Madrid:


È una passacaglia il Finale della Quarta Sinfonia di Brahms, costituito da una serie di 32 variazioni sopra il tema conclusivo della cantata Nach dir, Herr, verlanget mich BWV 150 di Bach.


Troviamo una passacaglia, poi, fra i capolavori della musica del Novecento: è l’opus 1 di Anton Webern:


HWV 432