Čajkovskij 180 – Danse baroque

Čajkovskij nel 1884

Čajkovskij nel 1884

Le composizioni che hanno dato maggior no­to­rietà a Čajkovskij sono alcune grandi pagi­ne orchestrali: le ultime tre Sinfonie, il Primo Concerto per pianoforte e orchestra, quello per violino, le suites antologiche di brani tratti dai tre famosi balletti, Il lago dei cigni, La bella addor­mentata e Lo schaccianoci, l’ouverture 1812, i poemi sinfonici Romeo e Giulietta e Francesca da Rimini. Meno celebri sono le quattro Suites sinfoniche: l’ultima è detta Mozartiana in quanto consiste nella rielaborazione di alcune composizioni di Mozart, autore amatissimo da Čajkovskij; anche la prima testimonia un certo languore nostalgico per il Settecento musicale, ma in generale le prime tre Suites rivelano anche il desiderio di liberarsi dalle pastoie delle strutture formali tradizionali e la ricerca di effetti timbrici particolari – Čajkovskij va indub­bia­mente annoverato fra i grandi mae­stri del­l’or­chestrazione.


P. I. Čajkovskij: Danse baroque, V e ultimo movimento della Seconda Suite in do maggiore per orchestra op. 53 (1884). Radio-Sinfonieorchester Stuttgart, dir. sir Neville Marriner.

Ecco un’altra di quelle composizioni, come l’Humoresque op. 10 n. 2, destinate a sorprendere chi pensa che Čajkovskij fosse capace di creare solo melodie accattivanti. L’aggettivo baroque va inteso nell’accezione di «grottesco»: ne è prova il sottotitolo «nello stile di Dargomyžskij», che fa riferimento a uno dei maggiori compositori russi dell’Ottocento, Aleksandr Sergeevič Dargo­myž­skij (1813 - 1869), autore di opere originali e ricche di innovazioni linguistiche.
La Danse baroque è un brano trascinante e ricco di colori, nel quale il tema principale non viene pressoché mai modificato, mentre cambia continuamente tutto ciò che gli ruota vorticosamente intorno. Dopo un canone strettissimo a due voci fra strumenti di registro acuto e strumenti di registro grave [ha inizio a 2:26], il tema principale si ripresenta a doppia velocità nella coda conclusiva [2:57], e poi rallentato nella perorazione che chiude il brano.


Canone per mazzieri

Rainier Tiezer alias Ranieri Paluselli (1964): Partita a carte, canone per mazzieri (2008; versione covid19, 2020). Percussionisti dell’Orchestra del Teatro Regio di Torino: Ranieri Paluselli, Lavinio Carminati, Raul Camarasa, Enrico Femia.


carte

Un mottetto protestante

Johann Walter (1496 - 10 aprile 1570): Beati immaculati in via, mottetto a 7 voci (pubblicato in Torgauer Kirchweih-Motette, 1544). Favorit- und Capell-Chor Leipzig e Bläser-Collegium Leipzig, dir. Ekkehard Wagner.
Il testo della parte vocale più acuta (discantus) e delle 4 parti di tenor è costituito da alcuni versetti (1-2, 5-6, 12, 35-37, 171 e 175) del Salmo CXIX (118). Il testo della parte di contralto (altus) inneggia a Giovanni Federico I di Sassonia, detto Giovanni il Magnanimo e Campione della Riforma; quello della parte di basso esalta Lutero e Melantone. Ai tenores è affidato un canone a 4 voci all’unisono.

Discantus, Tenores :

1 Beati immaculati in via, qui ambulant in lege Domini.
2 Beati qui scrutantur testimonia ejus; in toto corde exquirunt eum.

5 Utinam dirigantur viae meae ad custodiendas justificationes tuas.
6 Tunc non confundar, cum perspexero in omnibus mandatis tuis.

12 Benedictus es, Domine; doce me justificationes tuas.
35 Deduc me in semitam mandatorum tuorum, quia ipsam volui.

36 Inclina cor meum in testimonia tua, et non in avaritiam.
37 Averte oculos meos, ne videant vanitatem; in via tua vivifica me.

171 Eructabunt labia mea hymnum, cum docueris me justificationes tuas.
175 Vivet anima mea, et laudabit te, et judicia tua adjuvabunt me.

Altus :

Vivat, vivat, vivat, vivat Ioannes Frederich: Elector & dux Saxorum:
Defensor veri dogmatis: pacisque custos pervigil:
Vivat per omne seculum.

Bassus :

Vive Lutherus: Vive Melanton: Vivite nostrae, Lumina terrae:
Charaque Christo Pectora: per vos, Inclyta nobis Dogmata Christi,
Reddita: vestro Munere: pulsis Nubibus atris: Prodiit ortu
Candidiore Dogma salutis: vivite longos Nestoris annos. Amen.


Sola sine exemplo

Francisco Guerrero (1528 - 1599): Beata Dei genitrix Maria, mottetto a 6 voci (pubblicato in T. L. de Victoria, Motecta festorum totius anni cum Communi Sanctorum, 1585, n. 11). La Grande Chapelle.

Beata Dei genitrix Maria,
Virgo perpetua, templum Domini,
sacrarium spiritus sancti,
sola sine exemplo
placuisti Domino Jesu Christo:
ora pro populo,
interveni pro clero,
intercede pro devoto femineo sexu.
Alleluia.


Come te stesso

William Byrd (c1540 - 1623): Diliges Dominum, mottetto per doppio coro a 8 voci (da Cantiones quae ab argumento sacrae vocantur, 1575, n. 25); testo: Matteo XXII:37 e 39. The Sixteen, dir. Harry Christophers.
Ecco un meraviglioso esempio di canone inverso: nella seconda metà del mottetto, i due cori si scambiano le parti, ciascuno eseguendo quella che l’altro aveva cantato nella prima metà, ma per moto contrario, cioè partendo dall’ultima nota e procedendo verso la prima.
La musica dei grandi compositori non è mai tanto semplice quanto appare 🙂

Diliges Dominum Deum tuum,
Ex toto corde tuo,
Et in tota anima tua,
Et in tota mente tua:
Diliges proximum tuum,
Sicut te ipsum.


William Byrd

Gardez-le moy

Cipriano de Rore (c1515/16 - 1565): Mon petit cueur, chanson a 8 voci (2 soprani, 4 tenori, 2 bassi) in forma di canone (pubblicata nella raccolta antologica Treziesme Livre contenant vingt et deux chansons, 1550, n. 7). Huelgas Ensemble, dir. Paul van Nevel.

Mon petit cueur n’est pas à moy:
il est à vous, ma doulce amye.
Mais d’une chose je vous prie:
c’est vostre amour, gardez-le moy.