Ogni core può sperar

Agostino Steffani (25 luglio 1654 - 1728): «Ogni core può sperar», aria per soprano (Tanaquil), dal dramma per musica Servio Tullio (1686), atto II, scena 7ª. Cecilia Bartoli, soprano; I Barocchisti, dir. Diego Fasolis.

Ogni core può sperar,
solo il mio dee lagrimar.
La fortuna, ch’è tiranna,
mi condanna
a mai sempre sospirar.


Qual farfalletta

Georg Friedrich Händel (1685 - 1759): «Qual farfalletta», aria dal II atto, scena 7a, dell’opera Partenope HWV 27 (1730), libretto di Silvio Stampiglia. Amanda Forsythe, soprano; Apollo’s Fire, dir. Jeannette Sorrell.

Qual farfalletta
Giro a quel lume
E ‘l mio Cupido
Le belle piume
Ardendo va.

Quel brio m’alletta
Perché m’è fido,
La mia costanza
Ogn’altra avanza,
Cangiar non sa.


Amanda Forsythe

Primavera per me non sarà mai

Sigismondo d’India (c1582 - 1629): Torna il sereno Zefiro, aria per voce e basso continuo (da Le musiche e balli, Libro V, 1623, p. 22). Judith Nelson, soprano; Concerto Vocale, dir. William Christie.

Torna il sereno Zefiro,
E gl’augellini garruli,
De’ boschi dolci musici,
Cantando insieme, temprano,
Al suon del rio che mormora
Con corde e note armoniche.

  Io sol, involto il tristo core,
  Anzi sepolto in trist’horrore,
  Al suon del pianto intuono in tristi lai:
  Primavera per me non sarà mai.

Le nube d’acque gravide,
Che scorgaro i deluvi
Hor tutte si ristagnano
E i venti, che fremeano
Orgogliosi con furia
Taciti e chieti hor dormono.

  Io sospirando senza riposo
  E ancor versando tristo e doglioso
  Nembo di pioggia, intuono in tristi lai:
  Primavera per me non sarà mai.

Ringiovenito ogn’arbore
Di verde manto vestesi,
Ridenti campi e pratore
Di verde spoglia immantansi,
E in fin le grotte adornansi
Di fior vermigli e candidi.

  Io sol smarrita fuor d’ogni usanza
  Secca e sfiorita di mia speranza
  Il più bel verde intuono in tristi lai:
  Primavera per me non sarà mai.


Altre composizioni di Sigismondo d’India in questo blog:

Platano ter – Donde si prende il Largo


Georg Friedrich Händel (1685 - 1759): «Ombra mai fu», aria dal I atto dell’opera Serse HWV 40 (1738). Andreas Scholl, controtenore; Akademie für Alte Musik Berlin.

Per comporre il Serse Händel si avvalse non solo del libretto di Nicolò Minato rimaneggiato da Silvio Stampiglia che era servito a Giovanni Bononcini 44 anni prima, ma anche di alcune delle musiche dello stesso Bononcini. L’opera non ebbe molta fortuna e fu cancellata dal cartellone dopo sei sole rappresentazioni. Nel corso dell’Ottocento, però, l’aria che apre il I atto fu riscoperta e, riarrangiata come brano strumentale per organici diversi, divenne una delle composizioni più famose del musicista sassone con il titolo Largo di Händel. Eccone una versione sinfonica (London Symphony Orchestra diretta da George Szell) e una organistica (Alexander Jörk):


Platano bis


Giovanni Bononcini (1670 - 1747): «Ombra mai fu», aria dal I atto dell’opera Xerse (1694), libretto di Nicolò Minato rimaneggiato da Silvio Stampiglia. Armin Gramer, controtenore; Hubert Hoff­mann, arciliuto; Anna Zauner-Pagitsch, arpa.

Atto I, scena 1a.
Belvedere accanto ad un bellissimo giardino, in mezzo di cui v’è un platano.
Xerse sotto il platano.

Recitativo:

Frondi tenere e belle,
del mio platano amato,
per voi risplenda il Fato.
Tuoni, lampi e procelle
non v’oltraggino mai la cara pace
né giunga a profanarvi mostro rapace.

Arioso:

Ombra mai fu
di vegetabile
cara e amabile,
soave più.

Platano, amore mio


Francesco Cavalli (1602 - 1676): «Ombra mai fu», aria dal I atto dell’opera Il Serse (o Xerse, 1654), libretto di Nicolò Minato. Flavio Ferri-Benedetti, controtenore; Neue Hofkapelle Graz, dir. Michael Hell.

Atto I, scena 1a.
Villaggio delizioso dietro le mura della città, con veduta di bosco.
Xerse sotto un platano.

Ombra mai fu
di vegetabile
cara e amabile,
soave più.

Bei smeraldi crescenti,
frondi tenere, e belle,
di turbini, o procelle
importuni tormenti,
non v’affliggano mai la cara pace,
né giunga a profanarvi austro rapace.

Ombra mai fu…

Mai con rustica scure
bifolco ingiurioso
tronchi ramo frondoso,
e se reciso pure
fia che ne resti alcuno, in stral cangiato,
o lo scocchi Diana, o ‘l dio bendato.

Ombra mai fu…


Bravo, Flavio! Un leone fra gli ortaggi 😀

Sotto sequestro

Bel Canto

Alcuni brani tratti dalla colonna sonora del film Sotto sequestro (titolo originale Bel Canto; 2018), diretto da Paul Weitz. Potete leggere la bella recensione di Raffaella pubblicata oggi nel suo blog.


Antonín Dvořák (1841 - 1904): «Měsíčku na nebi hlubokém» (Luna nel cielo profondo), aria per soprano dal I atto dell’opera Rusalka op. 114, B 203 (1901), libretto di Jaroslav Kvapil. Renée Fleming, soprano; London Symphony Orchestra, dir. sir Georg Solti.

Měsíčku na nebi hlubokém
Světlo tvé daleko vidí,
Po světě bloudíš širokém,
Díváš se v příbytky lidí.
Měsíčku, postůj chvíli
Řekni mi, kde je můj milý
Řekni mu, stříbrný měsíčku,
mé že jej objímá rámě,
aby si alespoň chviličku
vzpomenul ve snění na mě.
Zasviť mu do daleka,
řekni mu, řekni mu, kdo tu naň čeká!
O mne-li duše lidská sní,
ať se tou vzpomínkou vzbudí!
Měsíčku, nezhasni, nezhasni!

(Luna nel cielo profondo, la tua luce si vede da lontano mentre vaghi per il mondo intero guardando le case delle persone. Aspetta un minuto, Luna, e dimmi: dov’è il mio amato? Luna d’argento, digli che lo sto abbracciando, ricordagli di sognarmi almeno per un istante. Illuminalo da lontano, digli che lo sto aspettando! E se quell’anima dovesse sognarmi, fa’ che si svegli con il ricordo del sogno! O Luna, non nasconderti, non andare via!)


Licinio Refice (1883 - 1954): Ombra di nube, romanza per soprano e orchestra (1935) su testo di Emidio Mucci. Renée Fleming, soprano; Philharmonia Orchestra, dir. Sebastian Lang-Lessing.

Era il ciel un arco azzurro di fulgor;
Chiara luce si versava sul mio cuor.
Ombra di nube, non mi offuscare;
Della vita non velarmi la beltà.
Vola, o nube, vola via da me lontan;
Sia disperso questo mio tormento arcan.
Ancora luce, ancora azzurro!
Il sereno io vegga per l’eternità!


Nel film viene fra l’altro eseguita anche la prima parte di Bachianas brasileiras n. 5 di Heitor Villa-Lobos: potete (ri)ascoltare l’intero brano, sempre nell’interpretazione di Renée Fleming, in questa pagina del presente blog.