Alle stelle

Henri Duparc (21 gennaio 1848 - 1933): Aux étoiles, «poème nocturne» per orchestra (1874, rev. 1911). Orchestre du Capitole de Toulouse, dir. Michel Plasson.

La lumière sidérale des nuits!
Qui peut savoir les vertus secrètes
de cette lumière si humble, mais
venant de l’immensité?
(Alphonse-Joseph-Auguste Gratry)


Henri Duparc

Salve crux

Tomás Luis de Victoria (1548 - 1611): Doctor bonus, amicus Dei, mottetto a 4 voci (pubblicato in Motecta I, 1572, n. 2). The Cardinall’s Musick, dir. Andrew Carwood.

Doctor bonus, amicus Dei
Andreas ducitur ad crucem.
Aspiciens a longe,
vidit crucem et dixit:
«Salve crux,
suscipe discipulum eius
qui pependit in te
magister meus Christus».


Arpe eolie – II

Henry Cowell (1897 - 1965): Aeolian Harp per pianoforte (1923). Fausto Bongelli.
Seguendo le indicazioni sulla partitura, l’esecutore con una mano abbassa i tasti corrispondenti alle note, facendo in modo che i martelletti non colpiscano le corde ma liberando così queste ultime dal contatto con gli smorzatori, e con l’altra mano mette in vibrazione le corde stesse sfregandole o pizzicandole, con le unghie o con i polpastrelli.


Arpe eolie – I

Fryderyk Chopin (1810 - 1849): Studio in la bemolle maggiore (Allegro sostenuto) per pianoforte op. 25 n. 1 (1836). Vladimir Horowitz.
Chopin mal sopportava i tentativi di interpretare le sue opere in chiave descrittiva e detestava l’uso – comune ai suoi tempi – di assegnar loro titoli più o meno fantasiosi ma non propriamente musicali: le composizioni del maestro polacco hanno perciò titoli che semplicemente identificano i generi musicali cui appartengono: concerto, sonata, notturno, polacca, valzer, studio, eccetera. Lo Studio op. 25 n. 1 è noto come Arpa eolia: così lo battezzò Schumann in una famosa recensione, ispirato dagli arpeggi che avvolgono ininterrottamente la melodia in un leggerissimo, vaporoso alone sonoro, vagamente simile a quello prodotto dallo strumento che prende nome da Eolo, il dio dei venti della mitologia greca.


op. 25 n. 1