La regina d’aprile

Ripubblico questo vecchio articolo, trascinato dall’entusiasmo contagioso di Moonraylight ūüôā


1. La danza gioiosa

A l’entrada del temps clar √® uno dei pi√Ļ celebri brani del repertorio musicale medievale. √ą una balada (canzone a ballo) su testo in lingua d’oc, risalente al XII o all’inizio del XIII secolo, tra¬≠man¬≠dataci dal manoscritto detto Chansonnier de Saint-Germain-des-Pr√©s, oggi alla Biblioth√®que Nationale de France,¬†reliquia di considerevole importanza in quanto si tratta di una delle pi√Ļ antiche fonti di musica profana che ci siano pervenute: databile intorno agli anni 1230, √® all’incirca contemporaneo del codice dei Carmina Burana.
In quanto assai famosa, A l’entrada del temps clar √® stata anche assai maltrattata. YouTube ne offre numerose interpretazioni, e molte sono quelle insensatamente… fracassone, ove con grida pi√Ļ o meno sguaiate e abbondanza di percussioni si vorrebbero rendere evidenti le presun¬≠te¬†origini e i pretesi caratteri popolareschi della composizione. Ma tutto questo sembra poco attendibile. All’epoca, la musica “popolare” – cio√®, alla lettera, la musica del popolo, che chiamiamo cos√¨ per contrapporla a quella eseguita nelle chiese e nelle corti aristocratiche – non era reputata degna di nota: le probabilit√† che un brano del repertorio popolare potesse essere preso in considerazione dal compilatore dello Chansonnier de Saint-Germain-des-Pr√©s sono pressoch√© nulle. Del resto, nel manoscritto parigino la nostra balada, quantunque anonima, √® inclusa nel gruppo dei componimenti trobadorici, e sappiamo bene che l’arte dei trovatori √® tutto fuorch√© popolaresca. L’analisi del brano rivela tratti com¬≠po¬≠si¬≠tivi alquanto raffinati, tanto nel testo quanto nella melodia.
Dopo aver ascoltato tutto quanto YouTube ha da proporre in merito, di A l’entrada del temps clar ho infine scelto due interpretazioni che mi paiono interessanti per motivi differenti. La prima si trova in uno dei dischi che la Casa editrice Fratelli Fabbri alleg√≤ alla Storia della musica pubblicata nel 1964; ha tutto il fascino della semplicit√†: √® esclusivamente cantata (non sono in grado di ri¬≠sa¬≠lire ai nomi degli interpreti) e l’unico tipo di elaborazione musicale consiste nel canto anti¬≠fonale, ossia nel contrapporre la voce solista femminile al coro maschile, affidando alternativamente all’una e all’altro strofe e refrain, seguendo una prassi esecutiva molto antica, denominata appunto alternatim. La seconda interpretazione adotta il medesimo criterio ma aggiunge alle voci un cospicuo numero di strumenti: l’ensemble √® lo Studio der fr√ľhen Musik diretto da Thomas Binkley, ove spicca il bel timbro tenorile di Nigel Rogers.


Il testo √® stato variamente interpretato, sia in senso letterale sia come allegoria, in qualche caso facendo riferimento a antichi riti pagani che celebravano la fine dell’inverno. ¬ęAll’entrata del tempo chiaro¬Ľ, ossia all’inizio della primavera, una bella regina fiorente (aurilhosa, cio√® ¬ęaprilosa¬Ľ: ecco un bel neologismo di ottocento anni fa; piacque molto a Ezra Pound) invita tutti i giovani a unirsi a lei in una danza gioiosa, incurante della gelosia dell’anziano re, il quale tenta di disturbare la danza perch√© es en cremetar, ovvero teme fortemente – e a ragione – che la regina voglia curarsi non di un vecchio, bens√¨ di ¬ęun leggiadro giovincello che ben sappia sollazzare la donna savorosa¬Ľ. E chi la vede danzare potr√† a buon diritto dire che al mondo non esiste nessuna che sia pari alla regina gioiosa.

A l’entrada del temps clar, eya,
Per joia recomençar, eya,
E per jelos irritar, eya,
Vol la regina mostrar
Qu’el’es si amorosa.
 A la vi’, a la via, jelos!
 Laissatz nos, laissatz nos
 Balar entre nos, entre nos.

El’ a fait pertot mandar, eya,
Non sia jusqu’a la mar, eya,
Piucela ni bachalar, eya,
Que tuit non vengan dançar
En la dansa joiosa.
 A la vi’…

Lo reis i ven d’autra part, eya,
Per la dança destorbar, eya,
Que el es en cremetar, eya,
Que om no li volh emblar
La regin’aurilhosa.
 A la vi’…

Mais per nient lo vol far, eya,
Qu’ela n’a sonh de vielhart, eya,
Mais d’un leugier bachalar, eya,
Qui ben sapcha solaçar
La domna saborosa.
 A la vi’…

Qui donc la vezes dançar, eya,
E son gent cors deportar, eya,
Ben pogra dir de vertat, eya,
Qu’el mont non aja sa par
La regina joiosa.
 A la vi’, a la via, jelos,
 Laissatz nos, laissatz nos
 Balar entre nos, entre nos.


2. Il fiore della vita

Se A l’entrada del temps clar √® famosa, non altrettanto noto √® che la sua melodia fu utilizzata da un anonimo esponente della cosiddetta Scuola di Notre-Dame come base per la composizione di un conductus a 3 voci. Il brano in questione s’intitola Veris ad imperia e ci √® pervenuto tramite un altro importante manoscritto duecentesco, detto Antiphonarium mediceum in quanto conservato presso la Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze, ma redatto a Parigi e interamente dedicato al repertorio della celebre scuola polifonica che fior√¨¬†nella capitale francese. Nell’ambito di tale repertorio,¬†Veris ad imperia √® uno dei non molti componimenti che adottano come tenor¬†un canto non liturgico; si tratta anzi a tutti gli effetti di una composizione profana¬†che parla di amori terreni e non spirituali, quelli che sbocciano¬†in primavera e feriscono i cuori. YouTube offre due sole interpretazioni di questo brano: una, un po’ rigida, √® dell’ensemble Diabolus in Musica; la seconda, pi√Ļ agile e spigliata, √® del gi√† citato Studio der fr√ľhen Musik diretto da Thomas Binkley. Le immagini del video collegato a quest’ultima non sono molto pertinenti ma, si sa, la perfezione non √® di questo mondo…


Veris ad imperia, eya,
Renascuntur omnia, eya,
Amoris proemia, eya,
Corda premunt saucia
Querula melodia.
Gratia previa,
Corda marcentia
Media.
Vite vernat flos intra nos.

Suspirat Lucinia, eya,
Nostra sibi conscia, eya,
Impetrent suspiria, eya,
Quod sequatur venia,
Dirige vita via
Gratia previa
Vie dispendia
Gravia.
Vite vernat flos intra nos.


A l'entrada del tens clar

Ispanomania – XIII

Rodion ҆ńćedrin (1932): Carmen Suite, balletto in 1 atto op. 37 (1967) su temi tratti dalla Carmen di Bizet. hr-Sinfonieorchester, dir. Andr√©s Orozco-Estrada.
Carmen Suite √® uno dei balletti composti da ҆ńćedrin per la moglie, Majja Pliseckaja. La partitura prevede l’impiego di un’orchestra d’archi e di un corposo gruppo di percussioni; comprende 13 brani:

  1. Introduzione: Andante assai
  2. Danza: Allegro
  3. Primo Intermezzo: Allegro moderato – Andante moderato – (attacca)
  4. Cambio della guardia: Moderato
  5. Entrata di Carmen e habanera: Allegro moderato – Quasi andante
  6. Scena: Allegro moderato – Tempo precedente – Andante assai
  7. Secondo Intermezzo: Larghetto
  8. Bolero: Allegro vivo
  9. Torero: Moderato con stoltezza
  10. Torero e Carmen: Lento – Tempo I
  11. Adagio: Andante moderato – Adagio
  12. Presagio: Andantino – Andante assai
  13. Finale: Allegro – Tempo precedente – Andante assai

Majja Pliseckaja e Rodion ҆ńćedrin

Ispanomania – IX

Charles Gounod (1818 - 1893): musica di balletto dal III atto del grand op√©ra Le Tribut de Zamora (1881). M√ľnchner Rundfunkorchester, dir. Herv√© Niquet.

  1. Danse grecque
  2. Danse espagnole [3:52]

L’ultimo lavoro teatrale di Gounod si avvale di un libretto di Adolphe d’Ennery e Jules Br√©sil, libretto che in precedenza era stato invano offerto a Verdi. La vicenda si svolge in Spagna, fra Oviedo e C√≥rdoba, all’epoca della dominazione araba. Protagonista √® Xa√Įma, che √® in procinto di sposare il soldato Mano√ęl; ma su di lei ha messo gli occhi Ben Sa√Įd, inviato dal califfo per riscuotere il tributo di venti vergini previsto dal trattato di Zamora. Dopo diverse peripezie, Xa√Įma √® salvata dalla madre Hermosa e da Mano√ęl.


Hornpipes

Hugh Aston (c1485 - 1558): A Hornepype (1522). Elisabeth Chojnacka, clavicembalo.

Con il termine hornpipe si indica un gruppo di forme di danza diffusesi nelle isole britanniche a partire dal XVI secolo; il pi√Ļ antico documento inglese relativo alla hornpipe √® costituito appunto da questa composizione di Aston.


Una famosa hornpipe tradizionale, risalente al XVIII secolo, √® la Sailor’s Hornpipe (nota anche come College Hornpipe), qui eseguita da Eduardo Antonello e i suoi Doppelg√§nger con un clavicembalo, due viole da gamba e una melodica ūüôā


Aston, Hornepype

Cenerentola danzando

Jules Massenet (12 maggio 1842 - 1912): musica di balletto dall’opera Cendrillon (1899). Academy of St Martin in the Fields, dir. sir Neville Marriner.

  1. Le Sommeil de Cendrillon (atto I)
  2. Les Filles de noblesse (atto II) [3:47]
  3. Menuet de Cendrillon (atto II) [5:58]
  4. Les Tendres fiancés (atto II) [9:32]
  5. Les Mandores (atto II) [12:25]
  6. La Florentine (atto II) [14:25]
  7. Marche des princesses (atto IV) [16:11]

Ballet des Plaisirs

Jean-Baptiste Lully (1632 - 22 marzo 1687): scelta di brani dal Ballet des Plaisirs LWV 2 (1655). Aradia Ensemble, dir. Kevin Mallon.

– Ouverture
Р1a entrée: Six jeunes Bergers [2:07]
Р2a entrée: Quatre Gentilshommes [3:223]
– Ouverture per la 2a parte [4:41]
РGavotte pour les Satyrs (7a entrée) [6:04]
РSarabande (7a entrée) [6:49]
РAir pour le Vieillard et sa Famille (8a entrée) [9:01]
РGavotte pour les Suisses (12a entrée) [11:23]
РBourrée pour Les Courtisans (13a entrée) [12:34]

Il balletto fu composto in collaborazione con Louis de Mollier (1615 - 1688) e Jean-Baptiste Bo√ęsset (1614 - 1685) su uno scenario di Isaac de Bens√©rade (1613 - 1691); √® suddiviso in due parti, la prima dedicata ai piaceri della campagna (Les Plaisirs de la Campagne ou les D√©lices champ√™tres), la seconda a quelli della citt√† (Les Divertissements de la Ville), per un totale di 25 entr√©es.
Luigi XIV prese parte alle rappresentazioni interpretando quattro personaggi: la Pace, un Egiziano, un Debosciato e il Genio della Danza; anche Lully ebbe quattro ruoli: un Satiro, un altro Egiziano, un altro Debosciato e un Bagnante.


Beethoven!

Per iniziare in modo superlativo le celebrazioni del duecentocinquantenario beethoveniano, il Teatro di Krefeld-M√∂nchengladbach presenta oggi in anteprima una nuova creazione di Robert North: Beethoven! √® un lavoro teatrale che definire semplicemente ¬ęballetto¬Ľ sarebbe riduttivo. L’idea davvero originale del celebre coreografo √® di far interagire sul palcoscenico tre diversi Beethoven. Uno √® impersonato da un attore (l’ottimo Michael Grosse, che √® anche sovrintendente del teatro): √® l’uomo Beethoven, con la sua vita, le sue vicissitudini, le sue idee, il suo rigore morale. Un altro √® il Beethoven musicista, il quale esegue al pianoforte, dal vivo, le proprie composizioni: ruolo interpretato da Andr√© Parfenov, bravissimo, gi√† collaboratore di North in varie occasioni. A Alessandro Borghesani, magnifico danzatore, √® affidato il non facile compito di dare corpo ai sentimenti e alle emozioni del compositore, di farci intravedere la sua anima. Le musiche scelte per lo spettacolo sono in gran parte, ovviamente, del genio di Bonn; fra le altre, Parfenov eseguir√† la famosa Arietta della Sonata opus 111. Vi sono inoltre brani di Bach, Mozart e John Cage, nonch√© dello stesso Parfenov.
Insomma, tutto fa pensare che questa sera andr√† per la prima volta in scena un nuovo grande capolavoro di Robert North, al quale invio il mio affettuoso in bocca al lupo! ūüôā


Ludwig van Beethoven (1770 - 1827): Sonata in do minore per pianoforte n. 32 op. 111. Svjatoslav Richter.

  1. Maestoso – Allegro con brio ed appassionato
  2. Arietta: Adagio molto semplice e cantabile [8:55]

Beethoven!
balletto di Robert North (2020)
foto di scena