Carpe diem

William Lawes (1602 - 24 settembre 1645): Gather ye rosebuds, song su testo di Robert Herrick. Anna Dennis, soprano; ensemble Voices of Music.

Gather ye rosebuds while ye may,
Old Time is still a-flying;
And this same flower that smiles today
Tomorrow will be dying.

The glorious lamp of heaven, the sun,
The higher he’s a-getting,
The sooner will his race be run,
And nearer he’s to setting.

That age is best which is the first,
When youth and blood are warmer;
But being spent, the worse, and worst
Times still succeed the former.

Then be not coy, but use your time,
And while ye may, go marry;
For, having lost but once your prime,
You may forever tarry.

John Keating-Robin Williams invita i propri allievi a meditare sui versi di Herrick:


WL

Fiero sostenitore del partito realista, William Lawes cadde sul campo di battaglia di Rowton Heath, presso Chester. Carlo I dispose che gli fossero dedicate speciali onoranze funebri e gli conferì postumo il titolo di Father of Musick.

Night Song

Leith Stevens (1909 - 23 luglio 1970): Concerto in do minore per pianoforte e orchestra, dalla colonna sonora del film L’amore senza volto (Night Song), diretto nel 1947 da John Cromwell. Artur Rubinstein, pianoforte; New York Philharmonic Orchestra, dir. Eugene Ormandy.

Il film, incredibilmente melenso e del tutto inverosimile, racconta l’amore di una ricca ragazza di San Francisco (Merle Oberon) per un povero pianista di nightclub (Dana Andrews) diventato cieco in seguito a un incidente automobilistico. La donna organizza un concorso di composizione mettendo in palio 5000 dollari per il miglior concerto per pianoforte e orchestra, sicura che il suo amato trionferà. Così in effetti avviene: il brano premiato viene eseguito al Carnegie Hall da Rubinstein sotto la bacchetta di Ormandy, e il felice vincitore usa il denaro del premio per farsi operare e riacquistare la vista. L’amore trionfa.
Superfluo aggiungere che il film fu un fiasco. Il critico del «New York Times» Bosley Crowther scrisse fra l’altro che « è proprio il concerto-premio a rivelare impietosamente la sfacciata e totale falsità di Night Song. Perché la musica sciatta e insignificante di Leith Stevens serve solo come pretesto per infilare nelle inquadrature violini, timpani e quartetti di corni. E se il signor Rubinstein e il signor Ormandy possono ingoiare, insieme con il proprio orgoglio, una robaccia del genere, vuol dire che hanno stomaci alquanto robusti ».

Leith Stevens morì cinquant’anni fa di infarto, alla notizia che sua moglie era deceduta in un incidente automobilistico.


Night Song poster

La Nuit

Scena dal film Les Choristes (2004) di Christophe Barratier. Il coro dei ragazzi esegue la Hymne à la nuit composta da Joseph Noyon (1888 - 1962) sopra un tema tratto dalla tragédie lyrique Hippolyte et Aricie (1733) di Jean-Philippe Rameau.

Ô Nuit!
Viens apporter à la terre
Le calme enchantement de ton mystère.
L’ombre qui t’escorte est si douce,
Si doux est le concert de tes voix chantant l’espérance,
Si grand est ton pouvoir transformant tout en rêve heureux.

Ô Nuit!
Ô laisse encore à la terre
Le calme enchantement de ton mystère.
L’ombre qui t’escorte est si douce.
Est-il une beauté aussi belle que le rêve?
Est-il de vérité plus douce que l’espérance?


Auguri a Gérard Jugnot nel giorno del suo 69° compleanno 🙂

Sotto sequestro

Bel Canto

Alcuni brani tratti dalla colonna sonora del film Sotto sequestro (titolo originale Bel Canto; 2018), diretto da Paul Weitz. Potete leggere la bella recensione di Raffaella pubblicata oggi nel suo blog.


Antonín Dvořák (1841 - 1904): «Měsíčku na nebi hlubokém» (Luna nel cielo profondo), aria per soprano dal I atto dell’opera Rusalka op. 114, B 203 (1901), libretto di Jaroslav Kvapil. Renée Fleming, soprano; London Symphony Orchestra, dir. sir Georg Solti.

Měsíčku na nebi hlubokém
Světlo tvé daleko vidí,
Po světě bloudíš širokém,
Díváš se v příbytky lidí.
Měsíčku, postůj chvíli
Řekni mi, kde je můj milý
Řekni mu, stříbrný měsíčku,
mé že jej objímá rámě,
aby si alespoň chviličku
vzpomenul ve snění na mě.
Zasviť mu do daleka,
řekni mu, řekni mu, kdo tu naň čeká!
O mne-li duše lidská sní,
ať se tou vzpomínkou vzbudí!
Měsíčku, nezhasni, nezhasni!

(Luna nel cielo profondo, la tua luce si vede da lontano mentre vaghi per il mondo intero guardando le case delle persone. Aspetta un minuto, Luna, e dimmi: dov’è il mio amato? Luna d’argento, digli che lo sto abbracciando, ricordagli di sognarmi almeno per un istante. Illuminalo da lontano, digli che lo sto aspettando! E se quell’anima dovesse sognarmi, fa’ che si svegli con il ricordo del sogno! O Luna, non nasconderti, non andare via!)


Licinio Refice (1883 - 1954): Ombra di nube, romanza per soprano e orchestra (1935) su testo di Emidio Mucci. Renée Fleming, soprano; Philharmonia Orchestra, dir. Sebastian Lang-Lessing.

Era il ciel un arco azzurro di fulgor;
Chiara luce si versava sul mio cuor.
Ombra di nube, non mi offuscare;
Della vita non velarmi la beltà.
Vola, o nube, vola via da me lontan;
Sia disperso questo mio tormento arcan.
Ancora luce, ancora azzurro!
Il sereno io vegga per l’eternità!


Nel film viene fra l’altro eseguita anche la prima parte di Bachianas brasileiras n. 5 di Heitor Villa-Lobos: potete (ri)ascoltare l’intero brano, sempre nell’interpretazione di Renée Fleming, in questa pagina del presente blog.


Swanee x 3

Dedicato a Gianmarco Groppelli 🙂


George Gershwin (1898 - 1937): Swanee (1919) eseguito al pianoforte dall’autore (incisione su rullo per pianoforte automatico). Il brano fu concepito, almeno in parte, come parodia di Old Folks At Home ovvero Swanee River (1851), famosissimo minstrel song di Stephen Foster.


Lo stesso brano cantato da Al Jolson, sul testo originale di Irving Caesar, nel film Rapsodia in blu (Rhapsody in Blue), biografia cinematografica di Gershwin diretta nel 1945 da Irving Rapper.

I’ve been away from you a long time.
I never thought I’d missed you so.
Somehow I feel
You love is real,
Near you I long to wanna be.
The birds are singin’, it is song time,
The banjos strummin’ soft and low.
I know that you
Yearn for me too.
Swanee! You’re calling me!

Swanee!
How I love you, how I love you!
My dear ol’ Swanee,
I’d give the world to be
Among the folks in
D-I-X-I-E-ven now My mammy’s
Waiting for me,
Praying for me,
Down by the Swanee.
The folks up north will see me no more
When I go to the Swanee Shore!

Swanee, Swanee, I am coming back to Swanee!
Mammy, Mammy, I love the old folks at home!


Swanee eseguito dal Banjo-Orchestra, uno strumento meccanico recentemente prodotto dalla D. C. Ramey Piano Company di Marysville, Ohio, sulla base del pressoché omonimo Banjorchestra, realizzato nel 1914 dalla Connorized Music Company, che aveva sedi a New York, a Chicago e a Saint Louis.