Quassù 2020.19

La Becca d’Aran (2953m) dalla frazione Bringaz (1750m)


Sempre a proposito di colori autunnali


Nel suo prato preferito

43 pensieri su “Quassù 2020.19

  1. Sto facendo un confronto con le tue foto e i miei ricordi del passato, quando, a fine agosto, le montagne intorno a Pontedilegno erano tutte bianche di neve e a novembre andavo a programmare la stagione invernale perché le piste del Corno d’Aola erano già quasi pronte e il Tonale aveva neve a volontà. Chi considera il cambiamento climatico come una fola non ha occhi per vedere e cervello per comprendere.
    Buona permanenza a tutti voi.

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      • Quando bruciò una parte di Londra, nel 1660 circa, Richard Wren fece un progetto che decentrava le manifatture alla periferia della città e si incominciò a parlare dei danni che le fabbriche producevano anche sulla salute umana. Con la rivoluzione industriale e l’avvento delle macchine a vapore Malthus, cent’anni dopo incominciò a studiarne i risvolti e nacque l’ecologia. Sono duecentocinquant’anni e più che l’essere umano ha aperto gli occhi su questi problemi. Ma nessuna delle generazioni passate, noi compresi, ha mai fatto seriamente qualcosa per porvi rimedio.
        Purtroppo politica, interessi economici, progresso e ricerca personale delle comodità, alle quali nessuno di noi è disposto a rinunciare, non favoriscono una soluzione drastica. Non so se ora è “troppo” tardi. Sicuramente abbiamo molti problemi, molti di più di quanti dovremmo averne e ne stiamo già pagando le conseguenze, Corona virus a parte.

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        • È così.
          In effetti potrebbe essere troppo tardi per rimediare. Mio figlio, il geologo, potrebbe raccontarti molte cose a questo proposito. Per esempio che lo scioglimento del permafrost in varie regioni della zona artica, conseguente al riscaldamento globale, in questo momento sta liberando dal sottosuolo enormi masse di gas serra (soprattutto metano) che andranno a peggiorare la situazione. Chi vivrà… non so come vivrà.

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          • Sono al corrente delle bolle di gas metano nel permafrost. Non c’è molto da dire sull’accelerazione del disgelo e del cambiamento climatico di questi ultimi anni, anzi: ci sarebbe molto da dire ma a quanto pare nessuno ascolta. Qui al paesello, trent’anni fa, all’ufficio tecnico comunale c’era anche un geologo, Poi, quando industrie e abitanti hanno voluto cementificare (e non dico altro) l’amministrazione di allora si è tolta il geologo dai piedi e i nuovi piani regolatori sono stati fatti a c….di cane (e chiedo scusa a Puck e a tutti gli altri cani che ragionano molto meglio di certi amministratori).

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          • Proprio così, le amministrazioni locali e centrali si stanno liberando delle competenze, costano troppo – vedi anche il disastro del Servizio sanitario nazionale: aveva cominciato Berlusconi, ha proseguito l’opera la Lega, ma non è che gli altri abbiano invertito la tendenza.
            Non so se te l’ho già raccontato: mio figlio sta ultimando il dottorato in geologia, ha iniziato una ricerca sul carbonio nelle rocce formatesi nel Triassico superiore e ha dimostrato che l’estinzione di massa verificatasi in quell’epoca è stata determinata da un aumento eccezionale di CO2 nell’atmosfera (provocato da eruzioni vulcaniche) molto vicino per quantità a quello che si registra oggi. Ha pubblicato un primo articolo su Science Communications che ha fatto un po’ di scalpore presso i suoi colleghi – è uscito anche un trafiletto sulla Repubblica – ma ovviamente queste cose al cosiddetto “grande pubblico” non arrivano.

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          • Ovvio che si preferisca tenere il grande pubblico all’oscuro di certe informazioni, altrimenti come si potrebbe giocare sull’ignoranza di noi cittadini portandoci a non opporsi a certe scelte scellerate che i così detti “grandi” della politica e della finanza hanno interesse a portare avanti.

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