Minimalista ante litteram

Leoš Janáček (1854 - 12 agosto 1928): Suita (o Serenada) per orchestra op. 3 (1891). Janáčkova filharmonie Ostrava, dir. Otakar Trhlík.

  1. Con moto [0:07]
  2. Adagio [3:16]
  3. Allegretto [10:05]
  4. Con moto [12:44]

Appassionato studioso delle tradizioni musicali della propria terra, Janáček ne adotta gli elementi caratteristici – come per esempio le formule ripetitive – in varie composizioni. Il delizioso Allegretto della Suita op. 3 era già stato inserito, come II movimento, con strumentazione leggermente diversa, nella serie delle Danze dei lachi (1889).

Leoš Janáček con la moglie nel 1881

Leoš Janáček con la moglie Zdenka Schulzová nel 1881

Altre composizioni di Leoš Janáček in questo blog:

Non ti lagnar, ma soffra et taci

Alfonso Ferrabosco I (1543 - 12 agosto 1588): Dolci ire (2a parte: Forse anchor), madrigale a 5 voci su testo del Petrarca (Canzoniere CCV). Huelgas Ensemble, dir. Paul Van Nevel.

Dolci ire, dolci sdegni et dolci paci,
dolce mal, dolce affanno et dolce peso,
dolce parlare, et dolcemente inteso,
or di dolce òra, or pien di dolci faci:

alma, non ti lagnar, ma soffra et taci,
et tempra il dolce amaro, che n’à offeso,
col dolce honor che d’amar quella ài preso
a cui io dissi: Tu sola mi piaci.

Forse anchor fia chi sospirando dica,
tinto di dolce invidia: Assai sostenne
per bellissimo amor quest’al suo tempo.

Altri: O fortuna agli occhi miei nemica,
perché non la vid’io? perché non venne
ella piú tardi, over io piú per tempo?

Nativo di Bologna, membro di un’articolata dinastia di musicisti, a partire dal 1562 Alfonso Ferrabosco il Vecchio fu attivo prevalentemente in Inghilterra, dove trovò impiego quale musicista presso la corte di Elisabetta I e contribuì a diffondere il gusto per il madrigale in stile italiano. Ebbe una vita intensa, ricca di episodi singolari – fu tra l’altro accusato di furto e di omicidio, e dopo il suo definitivo ritorno in Italia, nel 1578, si dice che abbia svolto attività di spionaggio per conto della regina inglese.