Ahi!

Ninot le Petit (attivo fra il 1500 e il 1520): Mon amy m’avoit promis, chanson a 4 voci (pubblicata nell’antologia petrucciana Harmonice Musices Odhecaton, Canti C, 1504). Ensemble «Clément Janequin».

Mon amy m’avoit promis
Une si belle chainture.
Il ne me l’a poinct donnée:
Il me l’a bien chier vendue.
«Ay ay ay», dist Marion,
«Vous mi deschirez mon plichon.»


L’interpretazione dell’Ensemble «Janequin» è memorabile. YouTube ne propone anche un’altra, sempre del medesimo ensemble, registrata durante un concerto. Qui, però, i nostri amici si lasciano prendere un po’ la mano. Giudicate voi.

Raddolcite il pensier

Giovanni Sances (1600 - 1679): Lagrimosa beltà, cantata a 2 voci e basso continuo in forma di ciaccona. Agnès Mellon e Dominique Visse, voci; Ensemble Barcarole.
Il soprano Agnés Mellon e il controtenore Dominique Visse, fondatore dell’Ensemble «Clément Janequin», sono compagni nell’arte e nella vita.

Lagrimosa beltà
Per cui già nott’ e dí
Cotanto sospirai, come sei tu
Divenuta cosi?
Il barbaro chi fu,
Qual cor pien d’impietà
Potuto ha incrudelir contro di te?
Misero, ben lo so,
Né poi negarlo a fé,
Il tempo fù, l’età
Che tanto vale e può.
Inlanguidito ha’l sen,
Ha scolorito l’or del tuo bel crin.
Mirate donne, il fin,
Mirate che vien men
Ogni cosa mortal:
Col tempo arte non val,
Questo e colpo comun,
Schernir nol puote alcun;
La pioggia vien tal hor,
Dopo il seren, e dopo il lampo, il tuon.
Chi si mostrò crudel
Non merita perdon,
E l’esser infedel
A gl’amanti e di turca empio rigor
Aspetta col simil.
Rendete donne il cor,
Tutto pietoso e humil,
Imparate a lasciar quel fasto alter,
Raddolcite il pensier,
Il bello non risplende in costei più,
Né si può dir qui fu.
Dunque, chi bram’ haver lunga beltà
Usi pietà.