Platano, amore mio


Francesco Cavalli (1602 - 1676): «Ombra mai fu», aria dal I atto dell’opera Il Serse (o Xerse, 1654), libretto di Nicolò Minato. Flavio Ferri-Benedetti, controtenore; Neue Hofkapelle Graz, dir. Michael Hell.

Atto I, scena 1a.
Villaggio delizioso dietro le mura della città, con veduta di bosco.
Xerse sotto un platano.

Ombra mai fu
di vegetabile
cara e amabile,
soave più.

Bei smeraldi crescenti,
frondi tenere, e belle,
di turbini, o procelle
importuni tormenti,
non v’affliggano mai la cara pace,
né giunga a profanarvi austro rapace.

Ombra mai fu…

Mai con rustica scure
bifolco ingiurioso
tronchi ramo frondoso,
e se reciso pure
fia che ne resti alcuno, in stral cangiato,
o lo scocchi Diana, o ‘l dio bendato.

Ombra mai fu…


Bravo, Flavio! Un leone fra gli ortaggi 😀

47 pensieri su “Platano, amore mio

        • Non mi riferisco ovviamente alla professionalità, è ovvio che chi è stato scelto per suonare in un’orchestra ne deve avere data ampia prova. Ma i musicisti in genere – quelli che hanno davvero la musica dentro e si ingegnano a farla saltare fuori in ogni momento, quelli che sono capaci di coinvolgere incantare commuovere anche i sassi – be’, quelli sono persone colme di spirito, e non ne conosco nemmeno uno che non sia così 🙂

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          • Insegnare non è nelle mie corde, ma se dovessi fare il prof di musica nella scuola dell’obbligo imposterei tutto sul gioco e sul buonumore. A volte l’italiano è davvero troppo “serioso”, pensa che in quasi tutte le altre lingue il verbo “suonare” vale anche giocare: in inglese to play, in francese jouer, in tedesco spielen, in spagnolo jugar, perfino in russo: играть (igrat’). La musica è gioco 🙂

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    • Buon dì.
      Ho soppresso il mipiaciamento meccanico più di un anno fa, dopo che una mia seguace (ora ex-seguace) aveva scritto un commento che più o meno suonava così: “No, scusa, non ce la faccio a darti il mio mipiace, la musica che proponi è troppo lontana dai miei gusti e dal mio modo di sentire”. Le risposi che non doveva sentirsi obbligata, e aggiunsi che comunque a me dei mipiace non importa granché, tant’è vero che, appunto, li ho eliminati.

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