Tron tron tron

Clément Janequin (c1485 - 1558): Ventz hardis et légiers, chanson a 4 voci (pubblicata in Livre 10: XXVI chansons nouvelles, 1552, n. 11). Ensemble «Clément Janequin».

Ventz hardis et légiers,
soyez moy messagiers,
Portez ou est m’amye
De ce cornet le son,
Elle trouvera bon
Par sus toute harmonie.
 Tron tron tron…
Que cela signifie
 Tron tron tron…
A elle mon retour.
 Tron tron tron…
Dictes luy que ma trompe
Son désir point ne trompe
Et qu’y seray ce jour.
 Tron tron tron…


22 pensieri su “Tron tron tron

    • La gran parte delle chansons “parigine” aveva proprio quello scopo, mettere allegria. Il Cinquecento in Francia non è stato propriamente un secolo allegro, con una guerra di religione appresso all’altra. In ambito letterario, Rabelais s’inquadra perfettamente sul medesimo sfondo.

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        • Ti dirò, grazie alla musica sono vissuto in tutte le epoche 😊
          Scherzi a parte, sono convinto che alcune composizioni aiutino moltissimo a capire gli anni in cui sono state scritte, spesso più della letteratura coeva. In questo ho avuto un grande maestro in Alberto Basso, musicologo con i controfiocchi 🙂

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          • No so, di solito la letteratura è solo uno degli aspetti, ma come tanti, quella che sopravvive è quella dei vincitori, quindi c’è da pesarla e ponderarla… e serve capacità critica, documenti e reperti. Un lavoraccio difficile, insomma! 🙂

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          • Mah, insomma, non è esattamente così: a sopravvivere non sono soltanto le opere dei vincitori, anzi. Il mio concittadino (e tuo omonimo) Barbero potrebbe raccontartene delle belle a questo proposito.
            Comunque la musica è come l’amour, l’oiseau rebelle di cui canta Carmen: non ha leggi e non rispetta i confini, per cui puoi ritrovare una stessa melodia a grande distanza di spazio e di tempo da una sua precedente apparizione. Ho dedicato una rubrica del mio blog alle “melodie itineranti” 🙂
            Poi, tanto per fare qualche esempio pratico, Malbrough s’en va-t-en guerre nasce come canzone francese che dileggia i nemici inglesi, ma poi questi se ne sono appropriati facendone For he’s a jolly good fellow; e durante guerra di secessione americana I wish I was in Dixie era cantata a mo’ di inno da entrambe le parti.

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