Diaulo

Ascoltiamo questo signore, Max Brumberg, mentre improvvisa sul doppio oboe (diaulo, in greco διαυλός) che egli stesso ha costruito prendendo a modello un antichissimo strumento ritrovato in Egitto e attualmente conservato al Louvre.
Il risultato, cioè quanto possiamo qui ascoltare, non deve essere molto dissimile dalla musica suonata dagli antichi auleti, i virtuosi di αὐλός – che (repetita iuvant) è un oboe, non un flauto. Ritengo sia utile ribadire il concetto perché, nonostante gli sforzi di linguisti e musicologi, la parola αὐλός viene ancora sovente tradotta in italiano con il termine “flauto”.

Suonatrice di diaulo (oboe doppio)

Nei flauti il suono viene prodotto convogliando un flusso d’aria in modo che vada a infrangersi contro uno spigolo, una tacca, un intaglio (si parla infatti di “suono di taglio”), mettendo così in vibrazione l’aria contenuta all’interno di una cavità che può essere cilindrica (flauti propriamente detti) o sferoidale (flauti globulari, come per esempio l’ocarina).
Negli oboi, invece, la vibrazione della colonna d’aria è indotta da quella di una doppia ancia, la quale viene imboccata direttamente dall’esecutore, oppure inserita all’interno di una apposita capsula (ancia incapsulata).
Il timbro dell’oboe è completamente diverso da quello del flauto, e anche la robustezza del suono è ben più consistente nell’oboe. Il nome di questo strumento, infatti, proviene dal francese hautbois, che un tempo si pronunciava all’incirca oboè ; era così detto perché, nell’ambito della musica di corte, era destinato alle esecuzioni all’aperto (haute musique, in contrapposizione alla basse musique che si eseguiva all’interno dei palazzi con strumenti dal suono più flebile).

Un errore assai comune


Insomma, chi ha orecchie per intendere intenda 🙂

L’orologio di Flora

Jean Françaix (1912 - 1997): L’Horloge de Flore per oboe e orchestra (1959). John de Lancie, oboe; London Symphony Orchestra, dir. André Previn.

  1. 3 Heures (Galant de jour): Un poco maestoso
  2. 5 Heures (Cupidone bleue): Doppio più vivo [2:44]
  3. 10 Heures (Cierge à grandes fleurs): Andantino [5:09]
  4. 12 Heures (Nyctanthe du Malabar): Allegro [6:53]
  5. 17 Heures (Belle de nuit): Andantino [8:37]
  6. 19 Heures (Geranium triste): Allegrissimo giusto [11:26]
  7. 21 Heures (Silène noctiflore): Poco meno vivo [13:23]

Metamorfosi per oboe

Benjamin Britten (1913 - 1976): Six Metamorphoses after Ovid per oboe solo op. 49 (1951). Heinz Holliger.

  1. Pan, who played upon the reed pipe which was Syrinx, his beloved

  2. Phaeton, who rode upon the chariot of the sun for one day and was hurled into the river Padus by a thunderbolt [2:10]

  3. Niobe, who, lamenting the death of her fourteen children, was turned into a mountain [3:30]

  4. Bacchus, at whose feasts is heard the noise of gaggling women’s tattling tongues and shouting out of boys [6:11]

  5. Narcissus, who fell in love with his own image and became a flower [8:05]

  6. Arethusa, who, flying from the love of Alpheus the river god, was turned into a fountain [12:07]